La Francia sospende il portale online di Shein, ma il negozio apre a Parigi tra le proteste
di Emma BonottiMILANO – Una fila di potenziali clienti e di curiosi si snodava tra rue de Rivoli e rue des Archives, fino all'ingresso degli storici magazzini Bazar de l'Hotel de Ville (Bhv), situati davanti al municipio di Parigi. Accanto a loro, gruppi di manifestanti intenti a protestare contro l'apertura del primo negozio permanente di Shein.
Nelle ore in cui il colosso asiatico inaugurava il suo primo spazio fisico nel cuore della capitale francese, il premier Sébastien Lecornu firmava l'avvio di una procedura che avrebbe portato alla sospensione (e poi al blocco) in tutto il Paese della piattaforma di e-commerce, travolta da un vortice di scandali per la vendita di bambole gonfiabili pedopornografiche e armi illegali.
Il precedente
Un passo indietro. La …
MILANO – Una fila di potenziali clienti e di curiosi si snodava tra rue de Rivoli e rue des Archives, fino all'ingresso degli storici magazzini Bazar de l'Hotel de Ville (Bhv), situati davanti al municipio di Parigi. Accanto a loro, gruppi di manifestanti intenti a protestare contro l'apertura del primo negozio permanente di Shein.
Nelle ore in cui il colosso asiatico inaugurava il suo primo spazio fisico nel cuore della capitale francese, il premier Sébastien Lecornu firmava l'avvio di una procedura che avrebbe portato alla sospensione (e poi al blocco) in tutto il Paese della piattaforma di e-commerce, travolta da un vortice di scandali per la vendita di bambole gonfiabili pedopornografiche e armi illegali.
Il precedente
Un passo indietro. La scorsa settimana, la Direzione generale della concorrenza e del consumo – un'agenzia del ministero francese per il Commercio – ha accusato Shein di vendere bambole dalle fattezze infantili associate alla pedopornografia. Il gruppo è corso ai ripari, vietandone la vendita sul proprio sito.
Ma qualche pacco – scrive Le Parisien – era già stato spedito, come quello diretto a Buc-Bel-Air, nel sud del Paese, e intercettato lunedì dalle forze dell'ordine che hanno arrestato un uomo di 56 anni, già condannato per reati sessuali.
Non sono bastate neppure le rassicurazioni della società, che dopo l'intervento di Lecornu si è detta disponibile ad avviare un dialogo con le autorità. Ieri, in serata, il ministro dell'Interno, Laurent Nunez, si è rivolto alla magistratura perché bloccasse il sito per porre fine al «grave danno all'ordine pubblico causato dalle mancanze di Shein». Se trascorse 48 ore i prodotti proibiti saranno ancora disponibili sui canali dell'azienda, Parigi potrà emettere un ordine di requisizione digitale.
Il negozio apre tra le proteste
Lo scandalo delle bambole pedopornografiche è solo l'aspetto più eclatante della polemica. Perché l'arrivo di Shein agli iconici magazzini Bhv è stato criticato dalla politica, dai cittadini e dai sindacati, percepito come un affronto al Made in France. Il ministro dell'Edilizia abitativa e degli Affari urbani, Vincent Jeanbrun, l'ha definito un «errore strategico», nonché un «pericolo» per i negozi vicini.
E così ieri numerosi manifestanti si sono presentanti davanti alle porte del centro commerciale, reggendo cartelli che recitavano slogan come "Dalla colonizzazione ai vostri armadi", "Vergogna Shein", "Shein partecipa alla pedocriminalità". Alcuni hanno varcato la soglia del negozio brandendo bandiere palestinesi e sono stati allontanati dalle forze dell'ordine.
Politici parigini tra i manifestanti
Il proprietario di Bhv, Frédéric Merlin, si è difeso assicurando di voler rendere più dinamico il commercio di prossimità. «Si sbaglia completamente», lo ha accusato il candidato socialista al Comune di Parigi, Emmanuel Grégoire.
«Monsieur Merlin patteggia col diavolo offrendogli una vetrina di rispettabilità». Nonostante la bufera, Merlin spera che la novità possa rilanciare gli affari del centro, da anni in stress finanziario. Ma qualche marchio ha già abbassato le saracinesche. Il Monsieur dovrà scegliere o loro o Shein.