✕

Libretto postale, la Cassazione gela gli eredi: rimborso del 50% al cointestatario sopravvissuto

Ascolta l'audio

Una sentenza chiarisce che alla morte del cointestatario di un libretto, il superstite ha pieno diritto a incassare il 50% della somma senza il rischio che un erede possa opporsi
1 minuti di lettura

Una gestione più semplice del risparmio postale: è la conseguenza più pratica e immediata della sentenza della Corte di Cassazione sui libretti postali cointestati con clausola di pari facoltà di rimborso. I giudici di piazza Cavour, in sostanza, hanno stabilito che alla morte di uno dei due cointestatari, il superstite ha diritto a riscuotere il suo 50% senza che un erede possa opporsi e impedire a tutti (superstite ed eventuali altri eredi) di ricevere il denaro.

La decisione abbatte l’ultimo baluardo normativo che finora aveva distinto i libretti postali dal resto degli strumenti bancari e finanziari. Oggi, infatti, è già del tutto normale che in caso di conto corrente cointestato, alla morte di uno dei due, il superstite possa liberamente disporre della propria metà.

Una gestione più semplice del risparmio postale: è la conseguenza più pratica e immediata della sentenza della Corte di Cassazione sui libretti postali cointestati con clausola di pari facoltà di rimborso. I giudici di piazza Cavour, in sostanza, hanno stabilito che alla morte di uno dei due cointestatari, il superstite ha diritto a riscuotere il suo 50% senza che un erede possa opporsi e impedire a tutti (superstite ed eventuali altri eredi) di ricevere il denaro.

La decisione abbatte l’ultimo baluardo normativo che finora aveva distinto i libretti postali dal resto degli strumenti bancari e finanziari. Oggi, infatti, è già del tutto normale che in caso di conto corrente cointestato, alla morte di uno dei due, il superstite possa liberamente disporre della propria metà.

Libretto postale cointestato, gli effetti della sentenza

L’effetto della sentenza ha un impatto su dinamiche familiari che possono verificarsi piuttosto spesso. “L’esempio classico è quello del figlio che ha interrotto i rapporti con i genitori: alla morte di uno dei due, per ripicca, questi potrebbe opporsi, impedendo al genitore superstite di incassare fin quando non si risolve il contenzioso” spiega Pietro Ciarletta, notaio e Consigliere nazionale del notariato. Un altro esempio, spiega il notaio, è quello del libretto tra marito e seconda moglie (o viceversa) in cui il denaro è stato sempre versato da uno solo dei due: in quei casi i figli di chi ha alimentato il libretto non potranno opporsi alla riscossione del 50% della somma da parte del cointestatario superstite, salvo poi regolare tra loro e con lo stesso i rapporti.

Cointestatario tutelato, cosa cambia

La sentenza della Cassazione, secondo Ciarletta, “semplifica le cose anche per Poste, che da oggi può pagare il 50% delle somme al superstite, con la certezza di non andare incontro a contenziosi”. In passato una decisione simile aveva riguardato anche i buoni fruttiferi postali: oggi tutti i prodotti postali vengono di fatto equiparati ai normali prodotti bancari. Anche per le famiglie il beneficio è piuttosto evidente: “Alla morte di un cointestatario, al superstite sarà sufficiente fare richiesta per poter incassare la sua metà. In realtà - aggiunge Ciarletta - se il libretto prevede ancora la clausola pari facoltà di rimborso, chi sopravvive potrebbe anche ritirare l’intera somma, per poi vedersela eventualmente con gli eredi a livello civilistico”.

Ma in caso di grandi somme, prevede il notaio, è probabile che Poste adotti un principio di cautela consentendo il rimborso del 50% e “liberando” l’altra metà solo una volta chiarita la situazione ereditaria. Il discorso cambia solo nel caso in cui ci siano atti giudiziari: è questo l’unico caso in cui l’opposizione dell’erede potrà paralizzare la riscossione.

Leggi i commenti