ROMA - “Non possiamo passare per quelli che alzano le tasse, non di certo noi che ci siamo sempre battuti per abbassarle”. Quando alle sei di sera apre la riunione con i vertici del partito nella sede di via in Lucina, Antonio Tajani mette subito le cose in chiaro: la manovra va ripulita dai balzelli che creano disagio.
Il mandato del leader di Forza Italia è affidato a Maurizio Gasparri e Dario Damiani. Tocca al capogruppo e al relatore al Senato fare da terminale alle richieste che - sottolinea il vicepremier - “devono essere portate avanti in Parlamento a viso aperto”. Il tono è risoluto. “Non dobbiamo retrocedere”, insiste. Poi tocca ai vicesegretari e al responsabile economico del partito, Maurizio Casasco, tradurre la linea politica in emendamenti.
ROMA - “Non possiamo passare per quelli che alzano le tasse, non di certo noi che ci siamo sempre battuti per abbassarle”. Quando alle sei di sera apre la riunione con i vertici del partito nella sede di via in Lucina, Antonio Tajani mette subito le cose in chiaro: la manovra va ripulita dai balzelli che creano disagio.
Il mandato del leader di Forza Italia è affidato a Maurizio Gasparri e Dario Damiani. Tocca al capogruppo e al relatore al Senato fare da terminale alle richieste che - sottolinea il vicepremier - “devono essere portate avanti in Parlamento a viso aperto”. Il tono è risoluto. “Non dobbiamo retrocedere”, insiste. Poi tocca ai vicesegretari e al responsabile economico del partito, Maurizio Casasco, tradurre la linea politica in emendamenti.
Il pacchetto “anti tasse” è il più consistente. Il perché lo spiega Alessandro Cattaneo, coordinatore dei dipartimenti: “È del tutto normale - dice - che Forza Italia lavori per migliorare la manovra seguendo la sua anima liberale”. Nella lista degli interventi ci sono gli affitti brevi, i dividendi delle imprese, le imposte delle holding non finanziarie e i crediti fiscali.
Se la correzione sulla cedolare secca per le locazioni di breve durata punta a cancellare l’aumento dal 21% al 26% perché - dicono gli azzurri - "la prima casa in affitto non si tocca”, il ragionamento sulle cedole è più complesso. La revisione della disciplina assicura 736 milioni alla manovra (un miliardo a regime): impiegare tutte le coperture alternative per sopprimere la norma significherebbe non avere risorse per le altre modifiche. Ecco perché i forzisti si accontenterebbero anche di una revisione.
La richiesta di un dietrofront riguarda invece l’aumento del 2% dell’Irap per le holding industriali e la stretta sulle compensazioni fiscali. Ma anche in questo caso il tema è sempre quello delle risorse. I giochi si fanno al Mef. Ecco perché Tajani invita i suoi a evitare “attacchi frontali” a Giancarlo Giorgetti.
L’altolà alle nuove tasse non esaurisce le richieste. Forza Italia vuole allargare il perimetro delle misure identitarie. La priorità è il sostegno alle forze dell’ordine. Non a caso oggi è in calendario un incontro con i rappresentanti delle forze di sicurezza. Per gli azzurri è anche un modo per non farsi scavalcare dalla Lega, che punta proprio sugli aumenti degli stipendi per gli agenti. Anche il Carroccio sta preparando i suoi emendamenti.
Confluiranno, tutti insieme, in commissione Bilancio. Ieri una lunga riunione a Palazzo Madama tra governo, maggioranza e opposizioni ha fissato il calendario dei lavori. Il primo giorno clou è il 18 novembre, quando sul tavolo resteranno gli emendamenti “segnalati”. Sono quelli prioritari e, al netto della tagliola dell’ammissibilità, gli unici che saranno votati.
L’esecutivo punta a circa 300 proposte per facilitare l’esame in commissione e portare il testo in aula il 15 dicembre. Ma lungo la strada verso l’emiciclo non ci sono solo le correzioni chieste da FI e Lega.
I parlamentari della maggioranza guardano al “tesoretto” da 100 milioni per le modifiche anche per finanziare le micro-misure locali, soprattutto nelle settimane calde delle elezioni regionali in Campania, Veneto e Puglia.
Un convitato di pietra in casa Fratelli d’Italia anche per la scelta del relatore. Se Lega, FI e Noi Moderati sono orientati, rispettivamente, su Claudio Borghi, Damiani e Mario Borghese, dentro FdI è derby tra Guido Liris e Matteo Gelmetti. Il primo ha più esperienza, ma il secondo è veneto, quindi spendibile in chiave elettorale. Nella partita tutta interna alla maggioranza conta anche, se non soprattutto, questo.