Partiamo da un dato di fatto: scegliere in modo razionale un abbonamento tv non è per nulla semplice, ma si può provare a fare seguendo qualche dritta. La prima è mappare il nostro consumo reale: in media il 70% del tempo lo concentriamo su una o due piattaforme. Tenerne attive quattro tutto l’anno non ha quasi mai senso. La seconda è accettare, se non pesa troppo, l’advertising: i piani con pubblicità di Netflix e Disney+ ad esempio costano abbastanza poco e, per il binge-watching, cioè per gli “addicted”, l’impatto degli spot è tutto sommato tollerabile se si considera il risparmio effettivo. La terza è sfruttare una rotazione trimestrale: sottoscrivere un paio di servizi, svuotare le watchlist e disdire, per poi riattivarne altri al giro successivo.
Partiamo da un dato di fatto: scegliere in modo razionale un abbonamento tv non è per nulla semplice, ma si può provare a fare seguendo qualche dritta. La prima è mappare il nostro consumo reale: in media il 70% del tempo lo concentriamo su una o due piattaforme. Tenerne attive quattro tutto l’anno non ha quasi mai senso. La seconda è accettare, se non pesa troppo, l’advertising: i piani con pubblicità di Netflix e Disney+ ad esempio costano abbastanza poco e, per il binge-watching, cioè per gli “addicted”, l’impatto degli spot è tutto sommato tollerabile se si considera il risparmio effettivo. La terza è sfruttare una rotazione trimestrale: sottoscrivere un paio di servizi, svuotare le watchlist e disdire, per poi riattivarne altri al giro successivo.
Sul versante sportivo, conviene ragionare per competizioni e calendari, ricordando che gli sconti con vincolo annuale, come quelli di Now Sport, hanno senso solo se si segue davvero tutto l’anno, altrimenti meglio il mensile flessibile. E se guardiamo al prezzo, le telco restano un vero acceleratore: bundle fibra-mobile con Amazon Prime o Netflix incluso, o pacchetti TimVision con Dazn, ad esempio, permettono di tagliare il conto complessivo, spesso con mesi omaggio o dispositivi in promo.
Quanto sono aumentati i prezzi negli ultimi anni
Detto questo, come scegliere? Certamente considerando l’offerta reale, ma anche il prezzo. Apriamo subito una parentesi estremamente rilevante, cioè quella degli aumenti, perché spiega molte scelte degli utenti degli ultimi tempi.
Nel 2023 Netflix ha inaugurato il piano con pubblicità a 5,49 euro, mantenendo ancora il Base senza spot a 7,99. Tra 2024 e 2025 ha progressivamente spostato l’asticella, arrivando all’eliminazione del Base e a un ingresso con pubblicità a 6,99, Standard a 13,99 e Premium a 19,99 euro. Dal 2021 al 2025 ha aumentato i prezzi del 25% circa.
Disney+ ha percorso una traiettoria simile: dal piano unico di qualche anno fa è passata, a fine 2023, alla griglia con adv Standard e Premium, e nel 2024 ha ritoccato i prezzi verso l’alto. A fine settembre 2025 ha introdotto per i nuovi abbonati l’ulteriore riallineamento a 6,99, 10,99 e 15,99, con adeguamenti scaglionati per i già clienti nelle settimane successive. È la piattaforma che ha fatto registrare gli aumenti più consistenti, sfiorando addirittura il +77%.
Prime Video ha scelto un approccio diverso: ha conservato il canone di Amazon Prime, ma ha inserito gli spot nel flusso standard (a 4,99 euro al mese) e ha creato l’opzione Ad-free a pagamento, di fatto trasformando la pubblicità in leva di prezzo. Il listino è cresciuto del 25% circa in quattro anni.
Apple TV+ ha consolidato il livello a 9,99 euro, dopo l’aumento del 2023 e un ulteriore giro di ritocchi per i nuovi utenti nell’estate 2025.
Now e Dazn sono rimaste le piattaforme più dinamiche nelle politiche commerciali, con differenze sostanziali tra piani annuali a pagamento mensile e mensili flessibili, promozioni a tempo per i nuovi clienti, vincoli che abbassano i canoni e condizioni su dispositivi e simultaneità che incidono davvero sull’esperienza d’uso. Now parte da appena 4,49 euro al mese fino alla versione completa a 27,99. Dazn va da 14,99 euro al mese, ma senza calcio, al Family tutto compreso a 69,99 euro al mese. La differenza è che Dazn negli ultimi quattro anni ha alzato i prezzi del Full di ben il 50%, mentre Now si è fermata al +33%.
Qui sotto abbiamo elaborato una tabella che mostra alcuni degli aumenti più significativi dal 2021 al 2025:
Il risultato di questo riallineamento è un mercato più caro ma anche più leggibile, dove la pubblicità torna a essere una moneta di scambio determinante. La strategia vincente, oggi, assomiglia sempre di più alla logica del pay-as-you-watch: pochi abbonamenti attivi alla volta, combinazioni intelligenti tra piani con pubblicità e piani premium nei mesi caldi, uso dei bundle telco quando conviene, e un’attenzione maniacale ai vincoli temporali per la parte sportiva. Con questo approccio si riesce abbastanza a rimaner sotto i 15-20 euro al mese senza rinunciare ai titoli chiave, e quando arriva la serie evento o la finale che ci interessa, possiamo riattivare con un semplice click.
Quale abbonamento conviene a chi per tipologia di utente
La domanda a questo punto è: quale abbonamento conviene a chi? Il punto di partenza per la decisione giusta è che non esiste la tv perfetta per tutti: ogni utente ha esigenze diverse. Iscriversi a tutti i servizi principali costa oggi quasi il doppio rispetto a quattro anni fa. Per famiglie e appassionati, il conto totale è diventato un vero fattore di scelta. Come detto, chi vuole risparmiare farebbe bene a valutare bundle, offerte periodiche o la scelta di 1-2 piattaforme di qualità al posto del “prendere tutto”. Qui abbiamo provato a elaborare 5 profili tipo e le strategie migliori per ottimizzare il rapporto qualità-prezzo.
Famiglie
Le famiglie, si sa, devono accontentare tutti: bambini, adulti, a volte anche nonni. La parola chiave resta flessibilità: abbonamenti che si possono mettere in pausa (o cambiare) senza penali. Qui vince Disney+ Premium (fino a 4 dispositivi), spesso in bundle con TimVision; bene anche Netflix Premium per i profili personalizzati e i controlli parentali.
Serie addicted e cultura pop
Per chi ama le serie tv, le produzioni originali, gli anime o le sitcom, Netflix rimane la regina. Il piano Standard offre qualità senza limiti, mentre la pubblicità fa risparmiare senza intaccare troppo l’esperienza. Anche Disney+ propone tante novità, dalle serie Marvel alle produzioni Star. Per serie made in Usa, Paramount+ è da tenere d’occhio, mentre Sky TV+Netflix è una combo in crescita che piace sempre di più.
Sportivi
Il calcio – Serie A in esclusiva –, MotoGP e altri eventi live sono la vera isola felice di Dazn (meglio il piano Standard o Plus per chi vuole tanti dispositivi). Now Sport (cioè Sky) completa l’offerta per tennis, basket e F1. TimVision con Dazn è perfetto per chi vuole tutto in un’unica soluzione. Attenzione che i pacchetti sport tendono a essere i più cari, ma spesso gli operatori fibra propongono mesi in promo o prezzi ribassati con offerte combinate.
Studenti e giovani
Studenti e under 26 cercano flessibilità, costi bassi e tantissimi contenuti per binge-watching. Consigliatissimi i piani base con pubblicità (Netflix, Disney+), la condivisione di Amazon Prime Video, o le promozioni per studenti. Per chi ama anime e contenuti originali pop, è ottimo anche Crunchyroll. Le pubblicità non saranno meravigliose, e ogni tanto danno proprio fastidio, ma la differenza la fanno gli euro risparmiati ogni mese.
Cinefili
Infine, per chi ama i film in prima visione, il cinema d’autore, magari i festival, consigliamo Infinity+ (grande cinema italiano e Mediaset), Paramount+ (grandi produzioni Usa), Apple TV+ (produzioni originali di qualità). Se siete dei cultori dell’essai, provate anche Mubi. Amazon Prime Video resta il più trasversale, mentre con Now Cinema si accede a tutto l’universo Sky senza parabola. Qui conviene puntare su uno o due servizi alla volta e cambiare durante l’anno, seguendo le stagioni dei nuovi titoli.