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Scuola, firmato il rinnovo del contratto 2022-2024: aumenti medi di 150 euro

Il tavolo di trattativa all'Aran 

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Arretrati per 2.000 euro. No della Cgil. I sindacati: “Aprire subito confronto su 2025-2027”. Siglato anche il contratto dei medici di base: rialzi del 5,78%
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ROMA – Dopo gli enti locali arriva anche il contratto per la scuola, con la firma di Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief. Prevede un incremento medio a regime di 150 euro medi mensili per 13 mensilità, con punte di 185 euro medi mensili per gli insegnanti (in base all’anzianità di servizio), e 240 euro medi mensili per ricercatori e tecnologi. Rimane invece il no della Cgil, che ritiene gli aumenti inadeguati. Il contratto interessa 1 milione e 286mila dipendenti, di cui 850mila docenti. Il contratto consentirà il pagamento di arretrati che per i docenti possono raggiungere circa 2mila euro. La richiesta dei firmatari è che si avviino subito le trattative per il rinnovo del contratto 2025-2027.

I ministri Zangrillo e Valditara

«Abbiamo chiuso a tempo …

ROMA – Dopo gli enti locali arriva anche il contratto per la scuola, con la firma di Cisl, Uil, Snals, Gilda e Anief. Prevede un incremento medio a regime di 150 euro medi mensili per 13 mensilità, con punte di 185 euro medi mensili per gli insegnanti (in base all’anzianità di servizio), e 240 euro medi mensili per ricercatori e tecnologi. Rimane invece il no della Cgil, che ritiene gli aumenti inadeguati. Il contratto interessa 1 milione e 286mila dipendenti, di cui 850mila docenti. Il contratto consentirà il pagamento di arretrati che per i docenti possono raggiungere circa 2mila euro. La richiesta dei firmatari è che si avviino subito le trattative per il rinnovo del contratto 2025-2027.

I ministri Zangrillo e Valditara

«Abbiamo chiuso a tempo record questa tornata contrattuale per tutti i comparti e cominciamo a lavorare per il ciclo 2025/27. – sottolinea il ministro della Pa Paolo Zangrillo – Ciò significa, in termini salariali, che potremo riconoscere ai 3,4 milioni di dipendenti pubblici nel periodo 2022/27, incrementi che oscillano tra il 12 e il 14%». «Una risposta nei fatti- conclude Zangrillo – al tema del recupero del potere d'acquisto. Escludendo Cgil, che continua a fare politica, di fatto isolandosi, abbiamo un fronte sindacale che riconosce il lavoro e l'impegno del governo».

Soddisfazione per la conclusione del contratto anche da parte del ministro della Pa Giuseppe Valditara, che definisce la firma «un risultato storico»: «Per la prima volta nella scuola italiana garantiamo continuità contrattuale e ci sono tutte le premesse per chiudere il più presto possibile anche quello del triennio 2025-2027. Con la firma di quest'ultimo si raggiungerebbe un traguardo senza precedenti: tre contratti sottoscritti durante il mandato di un solo governo».

Incremento medio del 6%

Una parte degli aumenti è già erogata come indennità di vacanza contrattuale mentre circa il 47% deve essere erogato. L'incremento medio è del 6%. «Questa settimana segna un momento particolarmente significativo per il pubblico impiego - sottolinea il presidente dell’Aran, Antonio Naddeo -. Con la firma dei contratti di Enti Locali e Istruzione e Ricerca completiamo un percorso che coinvolge oltre 1,6 milioni di lavoratori, ossia metà dell’intera platea del settore pubblico, per un impegno complessivo di 4,1 miliardi di euro a regime».

Il triennio 2025-2027

Gli incrementi ipotizzabili, per il nuovo contratto 2025-2027, sarebbero, a partire dall’1 gennaio 2027, mediamente di 135 euro al mese per 13 mensilità. Per i docenti la media sarebbe di 142 euro al mese, 104 per il personale Ata.

I sindacati

«Per il triennio 2022-2024 - afferma il coordinatore della Gilda Vito Castellana - l'inflazione è andata ben oltre il 16% mentre le risorse previste per gli incrementi stipendiali sono pari al 6%. Questo penalizza doppiamente il mondo della scuola. Abbiamo sottoscritto il contratto, consapevoli che le risorse stanziate siano esigue rispetto all'inflazione del triennio. Richiediamo fin da subito che si avviino le trattative per il Ccnl 2025-27, prevedendo un impegno politico a stanziare nella legge di Bilancio ulteriori risorse per il comparto». Per il presidente di Anief, Marcello Pacifico, «per la prima volta la firma del contratto sulla parte economica chiude una trattativa per aprire un’altra subito. Per ognuno dei tre trienni contrattuali fino al 2030 il governo ha in media stanziato risorse per aumenti del 6%».

Per Ivana Barbacci, segretaria Cisl Scuola, «arrivare alla sottoscrizione di una intesa è condizione per aprire subito il negoziato del triennio successivo ed è preciso interesse della categoria». Per Giuseppe D’Aprile, segretario generale della Uil Scuola Rua, il contratto rappresenta «un passo concreto per valorizzare il personale. Abbiamo voluto utilizzare tutta la disponibilità effettiva degli stanziamenti, garantendo aumenti reali e immediati».

Il no della Cgil

«Per la Flc Cgil non sussistono le condizioni per la sottoscrizione dell’ipotesi di Ccnl Istruzione e Ricerca 2022-24. Gli incrementi stipendiali previsti e, per oltre il 60% già erogati in busta paga sotto forma di indennità di vacanza contrattuale, coprono neanche un terzo dell’inflazione del triennio di riferimento e sanciscono la riduzione programmata dei salari del Comparto», spiega in una nota il sindacato.

«È necessario fermare la deriva di una politica che sottrae risorse alla Scuola, all’Università, alla Ricerca e all’Alta Formazione Artistica e Musicale e impoverisce chi vi lavora. Lotteremo in maniera ferma e costante per la salvaguardia dei salari e della dignità del lavoro prestato nell’ambito dei settori della conoscenza».

Firmato anche contratto medici di famiglia

Firmata la preintesa per il triennio 2022-24 che riguarda migliaia di medici di famiglia, di continuità assistenziale e del 118 con un amento del 5,78%, durante l'incontro tra i sindacati e la Sisac per il rinnovo dell'Accordo Collettivo Nazionale-ACN (o convenzione) della medicina generale e del territorio. La parte economica viene giudicata "insufficiente" dai sindacati, ma vengono apprezzate alcune nuove norme, in particolare la protezione e la flessibilità oraria per le donne medico in maternità.

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