ROMA – Ultimo giorno di audizioni sulla manovra in Senato, dove da lunedì sono intervenuti oltre 70 tra associazioni, enti, istituzioni e categorie, che hanno espresso i loro rilievi sulla legge di bilancio del governo Meloni. Oggi è stato il turno di Istat, Cnel, Banca d’Italia, Corte dei Conti, Upb e del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Giorgetti: “Quadro incerto, gestione responsabile”
La manovra "si inserisce in un quadro congiunturale incerto nel cui l'attenzione sulle politiche bilancio perseguita dagli Stati è molto elevata. Una politica di bilancio attenta a garantire la sostenibilità del debito e in linea con le regole di governance Ue può garantire una stabilità economica finanziaria del nostro Paese che si trova a rinnovare ogni anno 400 miliardi titoli debito pubblico". Lo ha detto in audizione il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, sottolineando che la manovra "conferma la strategia seguita dal governo negli ultimi 3 anni, un approccio che in periodo complicato" ha bilanciato il "supporto a specifici settori con l'esigenza di mantenere in ordine i conti pubblici". "Un'attenta conduzione della politica di bilancio ha contribuito al recente miglioramento del rating e dei titoli del debito pubblico. I risultati riflettono la crescente credibilità sui mercati conquistati dall'Italia di cui hanno beneficiato anche le istituzioni finanziarie e le aziende. Il mantenimento di una politica di bilancio responsabile è un requisito fondamentale per il nostro paese"
Damiani, Upb conferma serietà politica di bilancio
"L'Upb conferma che la manovra va nella giusta direzione. La linea di prudenza scelta dal governo, volta a consolidare i conti pubblici, è la scelta più saggia in una fase economica complessa come quella attuale: garantisce stabilità, credibilità internazionale e affidabilità. Il nostro esecutivo riesce a mantenere equilibrio e serietà, salvaguardando la crescita e la fiducia dei mercati. Ancora più incoraggiante è la prospettiva di uscire dalla procedura di disavanzo eccessivo già nel 2025, con un anno di anticipo: un traguardo che premia la coerenza delle scelte economiche e la solidità della nostra strategia di bilancio. In un momento in cui serve realismo e responsabilità, l'Italia dimostra di saper governare i conti pubblici con disciplina, ma senza rinunciare alla crescita". Così il senatore e capogruppo di Forza Italia in commissione Bilancio, Dario Damiani.
Boccia, taglio Irpef avvantaggia chi sta meglio
"I dati Istat sulla legge di bilancio confermano ciò che denunciamo da settimane: il taglio dell'Irpef del governo Meloni è un regalo ai più ricchi, una misura che aumenta le disuguaglianze e ignora il Paese reale. Si tratta di dati confermati anche dall'Ufficio parlamentare di bilancio: tra i lavoratori dipendenti il beneficio medio del taglio dell'Irpef 'è pari a 408 euro per i dirigenti, 123 per gli impiegati e 23 euro per gli operai; per i lavoratori autonomi è di 124 euro e per i pensionati di 55 euro'. Anche il terzo giorno di audizioni conferma che questa manovra di bilancio è sbagliata e ingiusta. Sanità sottofinanziata, rottamazioni che tolgono risorse allo Stato, taglio Irpef che avvantaggia chi sta meglio. Facciamo i complimenti al governo per questo capolavoro". Così il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia.
Upb: “Fiscal drag più che compensato tra 10 e 32 mila euro"
Le riforme nel periodo 2021-26 "hanno accresciuto la progressività dell'Irpef e aumentato la capacità redistributiva del sistema". Lo ha sottolineato la presidente dell'Upb Lilia Cavallari in audizione sulla manovra in Parlamento e proponendo un raffronto con l'eventuale sola indicizzazione. "Confrontando l'imposta dovuta nel 2026 (applicando quanto proposto nella legge di bilancio) - ha spiegato - con quella che si sarebbe pagata se dal 2021 si fosse meramente indicizzato il sistema fiscale, è possibile identificare effetti e vantaggi. Il sistema che entrerebbe in vigore nel 2026 consentirebbe di più che compensare gli effetti del drenaggio fiscale per i redditi da lavoro dipendente compresi tra 10mila e 32mila euro: il sistema post riforma della legge di bilancio determina aliquote medie inferiori (di circa 2-3 punti percentuali) a quelle che si sarebbero registrate con la semplice indicizzazione del sistema 2021. Per i redditi compresi tra 32mila e 45mila euro la compensazione sarebbe parziale. Per i redditi superiori a 45mila euro, la differenza tra i due sistemi diventa gradualmente trascurabile". "Per pensionati e lavoratori autonomi - sostiene Upb - le riforme hanno invece portato limitati vantaggi, con un recupero del drenaggio fiscale solo parziale fino ai 40mila euro di reddito".
Upb: “Rischi da rottamazione”
"Sebbene la propensione a evadere stia diminuendo, il fenomeno dell'evasione è ancora molto ampio (circa 100 miliardi nel 2022) e il disegno di legge di bilancio interviene solo marginalmente sul fenomeno". Lo ha evidenziato la presidente dell'Upb Lilia Cavallari in audizione sulla manovra. "La reiterazione di misure di definizione agevolata dei carichi pendenti ha contribuito a rendere l'assetto della riscossione coattiva sempre più variegato e complesso con dubbi esiti in termini di incassi. Non sembra, inoltre, che esse abbiano inciso in maniera significativa sulle inefficienze della riscossione coattiva. Vi è il rischio - avverte l'Upb - che l'introduzione ripetuta di forme di definizione agevolata incida negativamente sulla tax compliance alimentando aspettative di future forme di agevolazioni e comportando, in prospettiva, una riduzione della riscossione ordinaria"
Upb: “Con tagli Irpfe 408 euro a dirigenti, 23 euro ad operai”
La riduzione di due punti di aliquota Irpef "riguarderà poco più del 30% dei contribuenti (circa 13 milioni, che sono oltre i 28.000 euro di reddito), determinando a regime una riduzione di gettito Irpef di circa 2,7 miliardi, cifra leggermente inferiore a quanto riportato nella Relazione tecnica". E' quanto rileva la presidente dell'Upb Lilia Cavallari in audizione sulla manovra in Parlamento. "Circa il 50% del risparmio di imposta va ai contribuenti con reddito superiore ai 48.000 euro, che rappresentano l'8% del totale", aggiunge, precisando che "il beneficio medio è pari a 408 euro per i dirigenti, 123 per gli impiegati e 23 euro per gli operai; per i lavoratori autonomi è di 124 euro e per i pensionati di 55 euro". Per quanto riguarda la compensazione dei benefici sui redditi elevati (sopra i 200mila euro) "riguarderà circa un terzo" della platea, 58mila contribuenti - ha spiegato - dal momento che "la platea è già interessata da precedenti diposizioni: in media il taglio di detrazione per questa fascia è di 188 euro, al di sotto del 440 che è il massimo beneficio della misura"
C.Conti: “Bene che ka manovra sia prudente, ore fare di più sulla crescita”
Si tratta di "una manovra, nel complesso, prudente, in coerenza con le necessità di un Paese che deve riportare debito pubblico e disavanzi sotto controllo e consolidare la fiducia dei mercati finanziari" e "appare al riguardo di rilievo l'obiettivo di uscita anticipata dalla procedura di infrazione già dal 2025". Lo ha detto Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti in conclusione dell'audizione sulla manovra.
"Va di pari positivamente considerato - ha aggiunto - l'effetto diretto ad una moderata destinazione delle risorse per contrastare la povertà e sostenere i redditi da lavoro. Peraltro - ha però osservato - non può non destare attenzione una politica di investimenti basata sul pregresso, che sembra necessitare di una riconsiderazione ai fini di una proiezione di crescita di lungo periodo. L'approssimarsi della conclusione del Pnrr e la sua imminente revisione pone l'esigenza di dare avvio ad una nuova stagione di pianificazione della policy che, superando l'ottica della riallocazione delle risorse e del recupero di efficienza di spesa, sia orientata a favorire in maniera più incisiva il rilancio e la crescita infrastrutturale del Paese".
C.Conti: “Norma su affitti brevi rischia di aumentare nero”
"La differenza di regime fiscale potrebbe incidere negativamente incentivando il fenomeno delle locazioni brevi non dichiarate". Lo afferma Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti in audizione sulla manovra commentando le misure della legge di bilancio relative agli affitti brevi, che alzano l'aliquota della cedolare secca dal 21 al 26 per cento.
C.Conti: “Da rottamazione rischio erario finanziatore morosi”
Per quanto riguarda la rottamazione "la disciplina introdotta diverge parzialmente dai precedenti interventi normativi perché limita la possibilità di ricorrere alla definizione agevolata ai soli casi nei quali il contribuente ha omesso il versamento delle imposte sul reddito e sul valore aggiunto, comunque oggetto di dichiarazione, e agli accertamenti formali e cartolari sulle dichiarazioni".
Ma "se anche il perimetro è limitato" l'intervento "sconta, comunque, le criticità, più volte sottolineate dalla Corte, e, in particolare, la possibilità che la misura possa ridurre la compliance fiscale, il rischio che l'Erario possa diventare un 'finanziatore' dei contribuenti morosi, incentivando l'omesso versamento come forma di liquidità, l'incertezza sugli effetti sui saldi di finanza pubblica". Lo ha detto Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti in audizione sulla manovra.
C.Conti: “Spending ambiziosa, sale a 7 miliardi l'anno”
"La ripresa e l'accentuazione di un percorso di riduzione della spesa rappresenta una condizione ineludibile per garantire il graduale rientro del debito, obiettivo da attuarsi, nel quadro delle nuove regole della governance economica europea, attraverso un tracciato ben definito di spesa netta finanziata a livello nazionale. In questo contesto, i nuovi interventi di taglio disposti in manovra rendono particolarmente ambizioso l'obiettivo della spending review".
Così Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti in audizione sulla manovra. "Essi vanno ad aggiungersi - ha aggiunto - a quelli già disposti nelle precedenti leggi di bilancio, facendo così crescere l'impatto su ciascun esercizio 2026-2028 ad oltre 7 miliardi (circa 22 miliardi nel triennio in discorso)".
C.Conti: “In manovra mancano misure per far fronte ai dazi”
"In relazione all'internazionalizzazione del sistema delle imprese è previsto l'incremento di alcuni fondi mentre non risultano delineate misure per far fronte alle situazioni di crisi ed alle tensioni generate dalla "politica dei dazi" che si sta imponendo a livello internazionale". Lo rileva Mauro Orefice, presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei conti in audizione sulla manovra.
La Magistratura contabile fa anche notare che si "ripropone, ancora, una misura in favore del settore turistico per incrementare l'attrattività turistica e consentire una destagionalizzazione che permetta la redistribuzione dei flussi in periodi diversi dell'anno o in località sinora interessate marginalmente, già prevista nella legge di bilancio del 2025 ma rimasta inattuata per la mancata adozione dei provvedimenti attuativi".
Bankitalia: “Ampia perdita potere acquisto, recuperati solo 3 punti”
"Dal 2019 al 2023 c'è stata un'ampia perdita di potere d'acquisto del 10%, recuperata solo di 3 punti. In continuità con scelte già adottate negli ultimi anni, la manovra include interventi di sostegno al reddito delle famiglie. Si tratta di misure che, anche quando sono di natura temporanea, possono essere utili per sostenere il potere d'acquisto, che negli ultimi anni è stato colpito pesantemente dall'inflazione". Lo ha afferma il vice capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia Fabrizio Balassone in audizione sulla manovra davanti alle commissioni Bilancio del Parlamento.
"Gli interventi del periodo 2022-25 hanno, in effetti, più che compensato l'impatto negativo del drenaggio fiscale e dell'erosione dei trasferimenti. Il recupero dei redditi familiari - aggiunge - tuttavia, non può essere perseguito solo con interventi fiscali; deve fondarsi su un efficace sistema di contrattazione e, in ultima analisi, sull'aumento della produttività”.
Bonelli (Avs): “Istat conferma che taglio Irpef è regalo ai ricchi”
"I dati Istat in audizione sulla legge di bilancio confermano ciò che denunciamo da settimane: il taglio dell'Irpef del governo Meloni è un regalo ai più ricchi, una misura che aumenta le disuguaglianze e ignora il Paese reale. In Italia quasi 5,7 milioni di persone vivono in povertà assoluta, una condizione che riguarda il 9,8% della popolazione: invece di intervenire su questo dato drammatico, Meloni e Giorgetti scelgono di premiare chi sta meglio, tagliando al tempo stesso su sanità, istruzione e transizione ecologica". Lo dichiara Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde.
"La fotografia sanitaria è altrettanto allarmante: nel 2024 quasi 5,8 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi, soprattutto per le liste d'attesa, cresciute dal 2,8% del 2019 al 6,8% attuale. La propaganda parla di crescita e meno tasse - conclude Bonelli - ma milioni di italiani non vedranno un euro in più e continueranno a rinunciare alle cure. È una manovra ingiusta, che calpesta progressività fiscale e diritto universale alla salute. L'Italia non ha bisogno di regali ai ricchi, ma di giustizia sociale e di un vero rilancio della sanità pubblica”.
Bankitalia: “Meglio non toccare troppo l’adeguamento delle pensioni”
Sulle pensioni "sicuramente sarebbe meglio non toccarlo troppo questo meccanismo di adeguamento". Lo ha detto il vice capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia Fabrizio Balassone in audizione di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato e replicando a una domanda sulle pensioni in manovra. "C'è un problema di equità generazionale - ha osservato - e abbiamo questo aumento di spesa che può complicare e molto la gestione della finanza pubblica".
Bankitalia: “Incentivi a imprese in media 2,3 miliardi annui”
"La manovra prevede misure di incentivo agli investimenti delle imprese per 2,3 miliardi all'anno in media nel triennio. Si tratta in gran parte di interventi che sostituiscono o prorogano misure analoghe in scadenza". Lo ha detto il vice capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia Fabrizio Balassone in audizione di fronte alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.
Bankitalia cita l'iperammortamento evidenziando tra l'altro che "per le imprese con capienza fiscale, a parità di valore dell'investimento, la nuova misura dovrebbe garantire nella maggior parte dei casi risparmi superiori rispetto a quelli ottenibili con gli schemi di incentivo in scadenza. Tuttavia - conclude - i benefici sarebbero più incerti per le imprese in perdita o con utili non sufficientemente ampi, come quelle giovani o in forte crescita. In generale, l'efficacia delle misure di incentivo risente dell'incertezza che deriva dalla frequenza delle modifiche al quadro normativo".
Bankitalia: “Revisione Pnrr si accompagni ad accelerazione spesa”
"In considerazione dell'approssimarsi della scadenza" del Pnrr, "è importante che quest'ultima revisione si accompagni a una significativa accelerazione della spesa". Lo ha detto il vice capo Dipartimento Economia e Statistica della Banca d'Italia Fabrizio Balassone in audizione sulla manovra alle commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato. "Come è noto - ha spiegato - i governi possono modificare i propri Piani in corso d'opera se questi ultimi non possono più essere realizzati, in tutto o in parte, a causa di circostanze oggettive. Escludendo la riprogrammazione in corso, finora l'Italia ha sfruttato cinque volte tale possibilità. Rivedere i Piani è una prassi diffusa fra i paesi che hanno beneficiato del programma NextGenerationEU: la Francia lo ha modificato una volta, la Germania quattro, la Spagna sei".
Bankitalia: “Effetti incerti e limitati sgravi salari”
Dagli interventi di detassazione sui rinnovi contrattuali "emergono incertezze circa le modalità di effettiva attuazione della misura in relazione alla definizione di incremento retributivo soggetto ad aliquota ridotta, al perimetro della platea dei beneficiari e alle modalità di effettivo accesso". Lo ha affermato il vice capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia, Fabrizio Balassone, nel corso dell'audizione sulla manovra nelle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato
Bankitalia: “Evitare cambi continui su tasse alle banche”
"Sarebbe opportuno evitare il ripetersi frequente di inattese modifiche della tassazione" sulle banche.
Lo ha sottolineato il vice capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia, Fabrizio Balassone, nel corso dell'audizione sulla manovra nelle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato.
Pensioni, Bankitalia: “Da 2001 età aumentata di 5 anni”
"In Italia l'età media effettiva di pensionamento è aumentata di oltre 5 anni tra il 2001 e il 2024, a 64,6 anni17; il tasso di partecipazione al mercato del lavoro nella fascia di età 55-64 anni è più che raddoppiato, dal 28,2 al 61,3 per cento. Tuttavia la spesa pensionistica in rapporto al Pil risulta ancora la più alta a livello europeo, collocandosi al 15,6 per cento nel 2022 contro una media dell'11,4". Lo ha detto Fabrizio Balassone, vicecapo del dipartimento economia e statistica della Banca d'Italia, in audizione davanti alle commissioni bilancio di camera e senato sulla manovra.
Il meccanismo di indicizzazione dell'età di pensionamento alla longevità, ha sottolineato Balassone, "fu introdotto per riequilibrare tra le generazioni il rapporto tra il tempo della vita trascorso al lavoro e quello trascorso in pensione; contribuirà nei prossimi anni a limitare la crescita della spesa pensionistica determinata dall'invecchiamento della popolazione. In base alle previsioni della commissione europea la normativa in vigore consentirebbe di fermare la crescita dell'incidenza della spesa sul Pil nel 2036, quando raggiungerebbe un picco del 17,3 per cento, per poi ridursi e stabilizzarsi intorno al 13,7 nel 2070, ultimo anno per cui sono disponibili stime".
Rottamazione, Bankitalia: “Non aumenta efficacia recupero”
"La manovra apre a una nuova 'rottamazione': uno strumento che in passato non ha accresciuto l'efficacia nel recupero di gettito". Lo ha sottolineato il vice capo del dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia, Fabrizio Balassone, nel corso dell'audizione sulla manovra nelle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato.
"Secondo le valutazioni ufficiali - ha osservato - sulla base di un tasso di adesione (3,33 per cento) stimato a partire da quanto riscontrato per le precedenti edizioni della rottamazione e tenendo conto delle poste potenzialmente interessate (poco meno di 400 miliardi), l'adesione dovrebbe riguardare debiti fiscali per circa 13 miliardi, un centesimo del carico contabile residuo dei ruoli affidati dai diversi enti creditori all'Agenzia delle entrate-Riscossione, nel periodo 1 gennaio 2000 - 31 dicembre 2024, circa il doppio se si escludono quelli per i quali secondo l'agente della riscossione non sussistono aspettative di recupero".
Manovra, Bankitalia: “Poco su disuguaglianze”
Si può stimare che complessivamente le misure della manovra a sostegno del reddito delle famiglie "non comportino variazioni significative della disuguaglianza nella distribuzione del reddito disponibile equivalente tra le famiglie". Lo ha detto il vice capo Dipartimento Economia e Statistica della Banca d'Italia Fabrizio Balassone in audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato
La riduzione dell'aliquota dell'Irpef per il secondo scaglione di reddito favorisce i nuclei dei due quinti più alti della distribuzione, ma con una variazione percentualmente modesta del reddito disponibile. Gli effetti dei principali interventi in materia di assistenza sociale si concentrano invece sui primi due quinti delle famiglie e sono anch'essi modesti", ha spiegato.
Bankitalia: “Effetti trascurabili su indebitamento netto”
"Secondo le valutazioni ufficiali la Manovra, come indicato a ottobre nel Documento programmatico di finanza pubblica , ha effetti trascurabili sull'indebitamento netto nel 2026, mentre amplia moderatamente il disavanzo rispetto alla legislazione vigente nel successivo biennio (per poco meno di 6 e circa 7 miliardi, rispettivamente, nel 2027 e nel 2028, pari in media a 0,3 punti percentuali del prodotto all'anno)". Lo dichiara Fabrizio Balassone, vice capo del Dipartimento Economia e statistica della Banca d'Italia.
Bankitalia: "Da taglio Irpef minor gettito per 3 miliardi”
"La riduzione della seconda aliquota dell'irpef dal 35 al 33 per cento comporta un minore gettito di 3 miliardi all'anno. Ne beneficerebbero i contribuenti con reddito complessivo superiore a 28mila euro, in misura crescente fino a un massimo di 440 euro annui per redditi pari o superiori a 50mila euro. Per i redditi superiori a 200mila euro il vantaggio si potrebbe ridurre, fino ad annullarsi”. Lo ha detto fabrizio balassone, vicecapo del dipartimento economia e statistica della banca d'italia, in audizione davanti alle commissioni bilancio di camera e senato sulla manovra.
Cnel, Brunetta: “Bene norma su contratti”
"La manovra si distingue anche per l'attenzione ai temi della produttività, del potere d'acquisto e della contrattazione collettiva, con l'obiettivo di sostenere una crescita più inclusiva e di valorizzare il lavoro come fattore di competitività. La misura recante la detassazione degli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi nazionali di lavoro si colloca nella corretta direzione della promozione della contrattazione collettiva di primo livello, riconoscendole il ruolo di strumento fondamentale per la tutela e la difesa del potere di acquisto dei lavoratori". È quanto ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta, nel corso dell'audizione davanti alle commissioni Bilancio riunite di Senato e Camera sulla manovra.
Manovra, Cnel: “Orientata a rientro anticipato”
"La legge di bilancio è incentrata sull'obiettivo strategico di consentire all'Italia un rientro anticipato dalla procedura di infrazione per debito eccessivo, nella convinzione che la solidità delle finanze pubbliche rappresenti un fattore essenziale di stabilità, credibilità e reputazione internazionale". È quanto ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta, nel corso dell'audizione davanti alle commissioni Bilancio riunite di Senato e Camera sulla manovra.
Cnel, Brunetta: “Servono redditi adeguati e investimenti mirati”
"L'Italia è chiamata a riequilibrare il proprio modello di crescita, sostenendo la domanda interna attraverso investimenti pubblici mirati, innovazione e redditi da lavoro adeguati". È quanto ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta, nel corso dell'audizione davanti alle commissioni Bilancio riunite di Senato e Camera sulla manovra.
Cnel, contesto internazionale tra tensioni e incertezze
"Il contesto internazionale in cui si colloca il disegno della manovra di finanza pubblica rimane complesso, caratterizzato da vincoli europei stringenti, tensioni geopolitiche e un'elevata incertezza economica. Nell'area dell'euro la crescita resta debole, frenata dall'elevata propensione al risparmio delle famiglie, segno di incertezza diffusa, e da una capacità ancora insufficiente di generare e diffondere innovazione, come sottolineato dal Rapporto Draghi". È quanto ha detto il presidente del Cnel, Renato Brunetta, nel corso dell'audizione davanti alle commissioni Bilancio riunite di Senato e Camera sulla manovra.
Istat, 10% non si cura
"Nel 2024 il 9,9% delle persone ha dichiarato di aver rinunciato a curarsi per problemi legati alle liste di attesa, alle difficoltà economiche o alla scomodità delle strutture sanitarie: si tratta di 5,8 milioni di individui, a fronte di 4,5 milioni nell'anno precedente (7,6%)". Lo ha detto il presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli.
Istat, salari reali ancora inferiori al 2021
"La recente accelerazione della crescita delle retribuzioni contrattuali, iniziata a partire dalla seconda metà del 2023, non ha permesso di recuperare la perdita del potere d'acquisto determinata dallo straordinario aumento dei prezzi del biennio 2022-2023; a fine settembre 2025, infatti, le retribuzioni contrattuali lorde in termini reali risultano ancora inferiori di oltre l'8% a quelle di gennaio 2021”. Lo ha detto il presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli.
Istat, da modifiche Isee benefici per 145 euro
Le modifiche previste in legge di bilancio al calcolo dell'Isee "comportano un beneficio medio annuo di 145 euro per circa 2,3 milioni di famiglie (8,6% delle famiglie residenti). Dal punto di vista distributivo, il beneficio medio è più elevato per le famiglie più povere" pari a "263 euro, determinando una variazione media sul reddito familiare del 2,2%". Lo ha detto il presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli, in audizione davanti alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato sulla manovra.
Istat, bonus mamme per 865mila lavoratrici
Per il bonus mamme, che la manovra aumenta a 60 euro al mese, si stima che una platea di circa 865mila lavoratrici, un quarto delle lavoratrici con figli (3,5 milioni). Assumendo un tasso di adesione pari al 100%, il beneficio medio annuo individuale sarà di quasi 660 euro (60 euro mensili moltiplicati per il numero di mesi lavorati), per un costo totale di circa 570 milioni. Così il presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli, in audizione davanti alla commissioni Bilancio di Camera e Senato in riferimento al bonus mamme
Istat, 85% risorse taglio Irpef per famiglie più ricche
Ordinando le famiglie in base al reddito disponibile equivalente e dividendole in Cinque gruppi di uguale numerosità, emerge come oltre l'85% delle risorse siano destinate alle famiglie dei quinti più ricchi della distribuzione del reddito: sono infatti Interessate dalla misura oltre il 90% delle famiglie del quinto più ricco e oltre due terzi di quelle del penultimo quinto. Il guadagno medio va dai 102 euro per le famiglie Del primo quinto ai 411 delle famiglie dell'ultimo. Per tutte le classi di reddito il beneficio comporta una variazione inferiore all'1% sul reddito familiare.
Istat, 276 euro in media per le famiglie
La riduzione Irpef prevista dalla manovra coinvolgerebbe poco più di 14 milioni di contribuenti, con un beneficio annuo pari in media a circa 230 euro. Le famiglie beneficiarie sarebbero circa 11 milioni (44% delle famiglie residenti) e il beneficio medio di circa 276 euro (in ogni famiglia ci può essere più di un contribuente). Lo rileva istat in audizione.
Istat, taglio Ipref per 14 milioni di contribuenti
La misura in legge di bilancio che porta l'aliquota Irpef per lo scaglione di reddito tra 28mila e 50mila euro al 33% dal 35% "coinvolgerebbe poco più di 14 milioni di contribuenti, con un beneficio annuo pari in media a circa 230 euro. Le famiglie beneficiarie sarebbero circa 11 milioni (44% delle famiglie residenti) e il beneficio medio di circa 276 euro" in quanto "in ogni famiglia ci può essere più di un contribuente". Lo ha detto il presidente dell'Istat, Francesco Maria Chelli, in audizione davanti alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato sulla manovra.
Istat, Pil acquisito +0,5%
Dopo i dati trimestrali sul Pil, Istat ricorda che la crescita acquisita per il 2025 è pari allo 0,5%. Lo ha detto il presidente Francesco Chelli in audizione sulla manovra, segnalando che le stime trimestrali del Pil sono realizzate al netto delle differenze inter-annuali nei giorni lavorativi e che complessivamente il 2025 presenta tre giornate lavorative in meno rispetto al 2024.
Manovra, il calendario delle audizioni di oggi
Il calendario delle audizioni preliminari di oggi, l’ultimo, nelle Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. SI inizia alle ore 9 conl’Istat, poi il Cnel (ore 9.45), Banca d'Italia (10.30), Corte dei Conti (11.30), Upb (12.30) e del ministro dell'Economia Giorgetti (14.30).
INPS assente: “Nessun invito”
L’Istituto di previdenza dice che non è arrivato l’invito e quindi oggi, a differenza dell’anno scorso, il presidente Gabriele Fava non ci sarà. Il presidente della commissione Bilancio del Senato Nicola Calandrini (FdI) spiega che «Inps non rientra tra gli enti istituzionali che vengono invitati a prescindere, come Istat e gli altri». E che dunque «Inps viene audita se chiede di essere ascoltata e non l’ha richiesto: nessuna esclusione o cernita». Eppure non sembra che in passato le cose siano andate così. «Era sempre la commissione parlamentare a chiamarmi sulla legge di bilancio», racconta l’ex presidente Inps Pasquale Tridico, oggi eurodeputato M5S. Così anche Tito Boeri, altro ex dell’Istituto: «Non ho mai chiesto di essere ascoltato, ma è capitato di non essere chiamato». Eppure di temi di cui parlare ce ne sarebbero: dal pacchetto lavoro a quello pensioni, con la decisione del governo Meloni di non fermare l’aumento di età e contributi. Sarà per un’altra volta. di Valentina Conte
La manovra approvata dal Cdm
Il governo Meloni ha approvato in Consiglio dei ministri la sua quarta manovra della legislatura. Rottamazione delle cartelle e taglio dell’Irpef, insieme a pensioni, sono tra le misure più onerose di una finanziaria molto leggera, di appena 18,7 miliardi. Diversi ancora i punti da limare, non solo per le critiche dell’opposizoine ma anche per le divergenze all’interno della stessa maggioranza.