ROMA – Un anno decisivo per il pubblico impiego: dopo il contratto per le funzioni centrali, l’unico firmato in vigenza (nel 2024), a giugno è arrivata la prima intesa per infermieri e dipendenti amministrativi del comparto salute, e nella prima settimana di novembre a distanza di soli due giorni si è arrivati alla firma del contratto degli enti locali e della scuola. Una volata finale che permette all’Aran, l’agenzia per la contrattazione pubblica, di aprire entro la fine del mese le trattative per i rinnovi del prossimo triennio, che questa volta dovrebbero arrivare tutti nei tempi dovuti, visto che le risorse sono già state stanziate, e l’atto di indirizzo pubblicato.
Un impegno assunto dal ministro della Pa Paolo Zangrillo nei confronti dei sindacati, in particolare della Uil, che negli ultimi giorni, grazie ad alcune misure previste nella legge di Bilancio 2026, dalla defiscalizzazione del salario accessorio e dalla riduzione dei tempi per il versamento del Tfr/Tfs, ha abbandonat…
ROMA – Un anno decisivo per il pubblico impiego: dopo il contratto per le funzioni centrali, l’unico firmato in vigenza (nel 2024), a giugno è arrivata la prima intesa per infermieri e dipendenti amministrativi del comparto salute, e nella prima settimana di novembre a distanza di soli due giorni si è arrivati alla firma del contratto degli enti locali e della scuola. Una volata finale che permette all’Aran, l’agenzia per la contrattazione pubblica, di aprire entro la fine del mese le trattative per i rinnovi del prossimo triennio, che questa volta dovrebbero arrivare tutti nei tempi dovuti, visto che le risorse sono già state stanziate, e l’atto di indirizzo pubblicato.
Un impegno assunto dal ministro della Pa Paolo Zangrillo nei confronti dei sindacati, in particolare della Uil, che negli ultimi giorni, grazie ad alcune misure previste nella legge di Bilancio 2026, dalla defiscalizzazione del salario accessorio e dalla riduzione dei tempi per il versamento del Tfr/Tfs, ha abbandonato la posizione di assoluta contrarietà agli accordi assunta in precedenza, sbloccando così il rinnovo per gli enti locali. Il sindacato guidato da Pierpaolo Bombardieri è tornato sui suoi passi anche per quanto riguarda il contratto per le funzioni centrali (agenzie e ministeri), firmandolo il 4 novembre.
Ma quali sono le differenze tra gli accordi? Identica la percentuale degli aumenti, del 6%. Simili alcuni istituti, come la sperimentazione della settimana corta di 36 ore per le funzioni centrali e gli enti locali. Ci sono però particolarità legate ai settori, come le indennità di pronto soccorso per gli infermieri e il fondo per la perequazione, riservato agli enti locali.
Ministeri e agenzie
Il contratto per le funzioni centrali copre circa 194 mila dipendenti di ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici come Inps, Inail, Aci. Aumenti medi del 6%, corrispondenti a 165,85 euro lordi al mese per tredici mensilità, che però vanno da un massimo di 194 euro per le elevate professionalità ai 155,10 euro per i funzionari fino ai 127,70 euro per gli assistenti e i 121,40 euro per gli operatori. Arretrati di circa 3.000 euro. Molte le novità, tra le quali spiccano la settimana di quattro giorni, e una regolamentazione molto più favorevole dello smart working, che può diventare uno strumento di conciliazione importante per i neoassunti, se hanno la residenza in un’altra regione, o per gli over 60, con il nuovo istituto dell’Age management.
Enti locali
Aumenti medi lordi di 140 euro al mese (6%) per gli oltre 400 mila dipendenti degli enti locali, e gli arretrati arriveranno fino a 2.357 euro. Tra le novità arriva in via sperimentale e su base volontaria la settimana di quattro giorni, che però deve prevedere comunque le 36 ore settimanali, e il riconoscimento del buono pasto anche a chi lavora in modalità agile. Previsto inoltre il patrocinio legale per le aggressioni: l’ente dovrà sostenere tutti i costi di difesa per i dipendenti vittime di aggressioni da parte di terzi.
Infermieri e amministrativi
Il rinnovo riguarda 581mila professionisti, tra infermieri, ostetriche e amministrativi. Gli aumenti medi sono compresi tra i 150 e i 172 euro lordi mensili. Molto soddisfatti i sindacati firmatari (tra i quali non ci sono Cgil e Uil), che rivendicano la nuova indennità di Pronto Soccorso (fino a 250 euro mensili), la tutela legale gratuita per chi subisce aggressioni sul lavoro, l’esonero dal lavoro notturno per gli over 60, le prestazioni aggiuntive valorizzate a 50 euro l’ora, gli incrementi fino a 1.500 euro per gli incarichi aggiuntivi, l’erogazione dei buoni pasto anche in smart working.
Scuola
Il contratto al momento è solo alla preintesa, e quindi deve ancora essere concordata la parte normativa. È il rinnovo con la platea più ampia, riguarda 1 milione e 286mila dipendenti, di cui 850mila docenti. Prevede un incremento medio a regime di 150 euro medi mensili per 13 mensilità, con punte di 185 euro medi mensili per gli insegnanti (in base all’anzianità di servizio), e 240 euro medi mensili per ricercatori e tecnologi. Gli arretrati per gli insegnanti arriveranno a circa 2.000 euro.