MILANO – Frenano i numeri di Iveco nel terzo trimestre del 2025. L'utile netto rettificato scivola a 40 milioni di euro dai 94 milioni messi a segno nello stesso periodo del 2024 (0,15 euro il risultato diluito per azione rettificato , contro 0,35), a fronte di ricavi consolidati in discesa da 3,2 a 3,1 miliardi.
Un trimestre “all’insegna della continuità”
“Questo è stato un trimestre all'insegna della continuità", spiega a caldo il ceo Olof Persson. “Abbiamo concentrato i nostri sforzi sulla visione a lungo termine e siamo rimasti disciplinati nella gestione dell'attuale business: stretto controllo sui prezzi, gestione dei costi, contenimento delle scorte e accelerazione del programma di efficienza”.
“L'attenzione – prosegue – è stata rivolta a protegg…
MILANO – Frenano i numeri di Iveco nel terzo trimestre del 2025. L'utile netto rettificato scivola a 40 milioni di euro dai 94 milioni messi a segno nello stesso periodo del 2024 (0,15 euro il risultato diluito per azione rettificato , contro 0,35), a fronte di ricavi consolidati in discesa da 3,2 a 3,1 miliardi.
Un trimestre “all’insegna della continuità”
“Questo è stato un trimestre all'insegna della continuità", spiega a caldo il ceo Olof Persson. “Abbiamo concentrato i nostri sforzi sulla visione a lungo termine e siamo rimasti disciplinati nella gestione dell'attuale business: stretto controllo sui prezzi, gestione dei costi, contenimento delle scorte e accelerazione del programma di efficienza”.
“L'attenzione – prosegue – è stata rivolta a proteggere la nostra posizione di leadership nel sotto-segmento dei veicoli commerciali leggeri cabinati, date le impegnative dinamiche di prezzo, e al completamento dell'introduzione del Model Year 24 in tutta Europa, assicurando la qualità, la performance e il pieno potenziale del prodotto".
Nel dettaglio, i ricavi netti delle attività industriali sono pari 3 miliardi (erano 3,1 miliardi tra luglio e settembre 2024), con maggiori volumi e migliore mix in bus che compensano parzialmente minori volumi in truck e un impatto negativo dei tassi di cambio. "L'aumento degli ordini nel terzo trimestre per i veicoli commerciali leggeri è un segnale incoraggiante che il peggio è ormai alle spalle", commenta il ceo in call con gli analisti.
Senza intoppi le due operazioni straordinarie
Procedono secondo i piani la vendita della divisione Defence a Leonardo e l'offerta pubblica di acquisto di Tata Motors. "Le procedure regolamentari per entrambe le transazioni, comprese quelle richieste dall'Unione Europea sono attualmente in corso e soggette ad approvazione finale”, aggiunge Persson.
“Sia la cessione del business Difesa a Leonardo e la successiva distribuzione del ricavato netto tramite un dividendo straordinario, sia l'Opa di Tata sono in linea con il completamento entro la prima metà del 2026, come precedentemente indicato”.
Limata la guidance sul 2025
Alla luce dei numeri al 30 settembre, i vertici hanno rivisto le stime finanziarie per l'anno: escludendo il business Difesa venduto a Leonardo sono state abbassate le stime dei ricavi e del margine operativo (Ebit): la previsione dei ricavi industriali era di un calo fra il 3 e il 5% rispetto al 2024, ora la flessione è stimata fra il 4 e il 6%, mentre l’Ebit rettificato del gruppo era previsto fra 880 e 980 milioni, ora fra 680 e 730, mentre non è disponibile la stima del free cash flow industriale.
“Per il quarto trimestre – conclude Persson – ci aspettiamo un miglioramento della redditività rispetto all'anno precedente in tutte le business unit e un contributo decisivo del programma di efficienza”.