NEW YORK – Quasi mille miliardi di premio aziendale per un uomo solo non sono considerati eccessivi, se quell’uomo risponde al nome di Elon Musk ed è tutt’uno con il brand che rappresenta. Il ceo della compagnia di veicoli elettrici Tesla ha vinto un’altra sfida con gli azionisti: l’assemblea annuale, che si è svolta ad Austin, in Texas, ha approvato con una maggioranza del 75% la decisione di riconoscergli un pacchetto retributivo in azioni da 878 miliardi di dollari, che può arrivare a quasi mille miliardi nel prossimo decennio (ma in questo caso una parte verrebbe restituita a Tesla). All’annuncio del risultato della votazione, gli azionisti hanno intonato il coro «Elon Elon». Musk otterrà il premio se riuscirà a far valere Tesla 8.500 miliardi, molto più del valore attuale, e nel frattempo avrà lanciato un milione di taxi autonomi e un milione di robot. Le azioni gli daranno un potere straordinario: avrà quasi il 29% dei titoli, un portafoglio senza precedenti per un amministrator…
NEW YORK – Quasi mille miliardi di premio aziendale per un uomo solo non sono considerati eccessivi, se quell’uomo risponde al nome di Elon Musk ed è tutt’uno con il brand che rappresenta. Il ceo della compagnia di veicoli elettrici Tesla ha vinto un’altra sfida con gli azionisti: l’assemblea annuale, che si è svolta ad Austin, in Texas, ha approvato con una maggioranza del 75% la decisione di riconoscergli un pacchetto retributivo in azioni da 878 miliardi di dollari, che può arrivare a quasi mille miliardi nel prossimo decennio (ma in questo caso una parte verrebbe restituita a Tesla). All’annuncio del risultato della votazione, gli azionisti hanno intonato il coro «Elon Elon». Musk otterrà il premio se riuscirà a far valere Tesla 8.500 miliardi, molto più del valore attuale, e nel frattempo avrà lanciato un milione di taxi autonomi e un milione di robot. Le azioni gli daranno un potere straordinario: avrà quasi il 29% dei titoli, un portafoglio senza precedenti per un amministratore delegato.
L’esito della votazione dell’assemblea era apparso scontato nelle ore che avevano preceduto la seduta. Musk aveva da tempo minacciato di lasciare l’azienda, in caso di bocciatura, mettendo gli investitori davanti a un bivio: decidere se il rischio di perdere il manager-star fosse maggiore dell’onere di riconoscergli il più grande stipendio della storia. Alcuni azionisti avevano detto di no, a cominciare dal fondo sovrano norvegese, seguito dal maggiore fondo pensione americano, Calpers. Musk, invece, aveva ottenuto il sostegno di una solida base di amici investitori, da Charles Schwab a Morgan Stanley, fino al fondo pensione pubblico della Florida, che hanno sempre appoggiato le sue richieste. L’attesa era per altri big dell’assemblea, da Vanguard a BlackRock e State Street, i tre maggiori azionisti con, rispettivamente, il 7,5, il 4 e il 3,4% del capitale.
La presidente del cda, Robyn Denholm, ha passato le ultime settimane a convincere i più dubbiosi, ai quali ha spiegato come il gigantesco premio all’uomo più ricco del mondo sarebbe servito a tenerlo al timone della compagnia. Alla luce delle sfide del futuro, dalla robotica all’intelligenza artificiale, Musk viene considerato una figura fondamentale. Tra gli azionisti che si erano espressi a favore del premio, Ron Baron, di Baron Capital, che in lungo post su X, il social di proprietà dello stesso Musk, aveva scritto: “Elon è l’uomo chiave per eccellenza, tra i tanti che corrono il rischio. Senza la sua instancabile determinazione e i suoi standard intransigenti, Tesla non esiterebbe”. Il mega premio aziendale arriva un anno dopo la decisione di un giudice del Delaware, che aveva bocciato il pacchetto da 56 miliardi che Tesla aveva garantito a Musk dopo il raggiungimento di alcuni obiettivi.