MILANO – Dalle matite Giotto agli zaini Seven e Invicta il passo è breve. Massimo Candela, primo azionista e ad del gruppo Fila continua a investire sull’Italia per dare ai clienti un’offerta più ricca e un vantaggio in più su prezzi e qualità, rafforzando anche la fabbrica di Firenze, dove l'azienda è nata nel 1920.
Come mai avete voluto diversificare dal colore agli zaini?
“L’Italia è tutto il Vecchio continente hanno un problema demografico enorme; pertanto, per crescere l’unica via è continuare a fare acquisizioni. Avere dimensioni più grandi rende le aziende più forti e competitive, guadagnare quote di mercato è l’unico modo per ritagliarsi nuovi spazi nella grande distribuzione, nelle cartolerie e anche nell'e-commerce”.
Perché?
“Perché il prodotto tipi…
MILANO – Dalle matite Giotto agli zaini Seven e Invicta il passo è breve. Massimo Candela, primo azionista e ad del gruppo Fila continua a investire sull’Italia per dare ai clienti un’offerta più ricca e un vantaggio in più su prezzi e qualità, rafforzando anche la fabbrica di Firenze, dove l'azienda è nata nel 1920.
Come mai avete voluto diversificare dal colore agli zaini?
“L’Italia è tutto il Vecchio continente hanno un problema demografico enorme; pertanto, per crescere l’unica via è continuare a fare acquisizioni. Avere dimensioni più grandi rende le aziende più forti e competitive, guadagnare quote di mercato è l’unico modo per ritagliarsi nuovi spazi nella grande distribuzione, nelle cartolerie e anche nell'e-commerce”.
Perché?
“Perché il prodotto tipico di Fila, matite, penne e pennarelli, costa come il trasporto dal magazzino a casa del cliente. Lo zaino e l’astuccio, avendo un prezzo maggiore, possono permettersi di competere anche sul canale online. Inoltre, così facendo dal 2026 zaini e astucci del gruppo Seven saranno riempiti dei prodotti di Giotto, che vengono fabbricati a Firenze, rendendo sempre più forte la fabbrica da cui tutto è partito. Finora, invece, il gruppo Seven per essere competitivo si è approvvigionato di penne e matite da produttori asiatici”.
E la mamma che compra l'astuccio, la cartella e le matite del gruppo Fila, che convenienza avrà ?
“Il consumatore avrà un prodotto di maggiore qualità, fabbricato in Italia a un prezzo sempre più competitivo, e non dovrà preoccuparsi di cercare il necessario per la scuola, perché faremo offerte combinate complete”.
Come è nata l’operazione?
“Il fondo Green Arrow e Aldo Di Stasio, che è un bravissimo imprenditore, ci hanno contattato e abbiamo iniziato a studiare l’operazione. L’azienda che nel 2024 ha fatturato 88,8 milioni, generando importanti flussi di cassa, con un margine operativo lordo di 14,9 milioni, è gestita bene, ha fatto una diversificazione strategica nella gdo, possiede marchi e brevetti straordinari, e ci è sembrata un'integrazione complementare e italiana, che allarga l’offerta dei nostri prodotti. L’operazione prevede un’acquisizione in tre anni: rileveremo il 51% a inizio 2026, e a tendere il 100% del capitale entro il 2028. Quanto al prezzo, Seven Group è stata valutata, debiti compresi, 54 milioni di euro”.
Dopo la quotazione della controllata indiana delle matite, Doms, avevate promesso nuove acquisizioni ed è arrivata Seven. Avete allo studio altri progetti?
“Ne abbiamo tantissimi, a iniziare dal fatto che è previsto che Seven possa fare una joint venture anche con Doms in India, dove andrà a produrre per il mercato locale, con i suoi brevetti e il suo know how. Vedo in Doms-Seven un grandissimo potenziale, il mercato indiano continua a crescere e aumenta la domanda di prodotti di qualità. Quanto a Fila, abbiamo l’ambizione di continuare a crescere, continuiamo a monitorare il mercato, e siamo fiduciosi che questa operazione creerà valore tutti gli stakeholder, tanto più che non dovrebbe pregiudicare né il dividendo, né il costo del debito in termini di oneri finanziari. Essendo aziende complementari, non ci saranno ricadute sulle persone, ma tante sinergie da realizzare insieme sul lato dei ricavi in Italia e in India”.