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Mps batte le attese. Lovaglio: “Con Mediobanca cresceremo all’estero”. Salgono i titoli

(reuters)

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La banca senese a settembre segna 474 milioni di utili grazie alle commissioni, titoli in rialzo in Borsa. L’ad: “Nel piano valuteremo se lasciare quotata Piazzetta Cuccia”. E sul risiko: “Restiamo concentrati sui cantieri interni”
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MILANO – Mps compensa il calo del margine di interesse legato ai tagli dei tassi con l’aumento delle commissioni, e nel terzo trimestre realizza 474 milioni di utile netto, più dei 366 milioni attesi dagli analisti e il 16,5% più dei 406 milioni di un anno fa, anche grazie a un costo del credito in calo e costi operativi stabili. Solida la reazione del titolo che nei primi scambi guadagna oltre il 4% a 7,7 euro.

Crescita in doppia cifra nel trimestre

Nei nove mesi l’utile netto sale a 1.366 milioni, in calo del 12,7% sullo stesso periodo del 2024. Al netto degli effetti fiscali - il 2024 aveva goduto di benefici per 470 milioni a fronte dei 78 milioni di euro di quest'anno - il risultato è in crescita del 17,5%.

MILANO – Mps compensa il calo del margine di interesse legato ai tagli dei tassi con l’aumento delle commissioni, e nel terzo trimestre realizza 474 milioni di utile netto, più dei 366 milioni attesi dagli analisti e il 16,5% più dei 406 milioni di un anno fa, anche grazie a un costo del credito in calo e costi operativi stabili. Solida la reazione del titolo che nei primi scambi guadagna oltre il 4% a 7,7 euro.

Crescita in doppia cifra nel trimestre

Nei nove mesi l’utile netto sale a 1.366 milioni, in calo del 12,7% sullo stesso periodo del 2024. Al netto degli effetti fiscali - il 2024 aveva goduto di benefici per 470 milioni a fronte dei 78 milioni di euro di quest'anno - il risultato è in crescita del 17,5%.

Nuovo piano nel primo trimestre 2026

L'istituto senese, che presenta per la prima volta i conti dopo l'acquisizione di Mediobanca (anch’essa in rialzo già dai primi scambi) e annuncia la presentazione del nuovo piano industriale nel primo trimestre del 2026, e promette di destinare tutto il suo utile ai dividendi, grazie alla disponibilità di un ampio cuscinetto di capitale, pari a 770 punti di Cet1 ratio, rispetto ai requisiti minimi imposti dalla Bce. Il piano, molto atteso dal mercato, chiarirà meglio anche i destini della storica banca d’affari di Piazzetta Cuccia, di cui è rimasto solo un 14% quotato. “Il successo dell’Opas ci garantisce una governance efficace in Mediobanca fin dall’inizio – ha detto l’ad Luigi Lovaglio, parlando con gli investitori -. Stiamo lavorando per presentare il nuovo modello industriale tra qualche mese, quel che posso dirvi ora è che vogliamo mantenere i due marchi Mps e Mediobanca forti e ciascuno focalizzato sui propri business principali”. Il banchiere lucano, che ha elogiato la solidità dei risultati e le prospettive dell’aggregazione confermando tutti gli obiettivi finanziari, ha riconosciuto che “oggi Mediobanca in Borsa è effettivamente meno liquida, ma è presto per parlare di delisting, ne riparleremo nel piano industriale".

Intanto emergono dati sui pesi dei vari business nel nuovo polo: l’attività di banca commerciale vale il 31% dei ricavi, la gestione di patrimoni e risparmio il 29%, il credito al consumo il 17%, la banca d’affari il 15%, la quota in Generali il 7%.

Le ipotesi di terzo polo e il futuro di Generali

Sulle ipotesi di entrare nel capitale di Anima Sgr e di ritorno di fiamma con Banco Bpm, come gradito al governo per dar vita al “terzo polo bancario”, Lovaglio ha aggiunto: “La relazione commerciale con Anima Sgr ci permette di rafforzare la relazione strategica con Banco Bpm, partner comune. Adesso comunque siamo totalmente concentrati sull’aggregazione industriale con Mediobanca, è importante perché più restiamo focalizzati e prima vedremo i risultati a cui ci siamo impegnati nel lanciare l’Opas. Vogliamo procedere a velocità per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti in maniera efficace”. Quest’anno Anima è stata acquisita da Banco Bpm, salita all’89% dopo un’Opa da oltre 1,6 miliardi.

Lovaglio ha anche tenuto basse le attese su Generali, di cui Mediobanca è il maggiore azionista con un 13%: “Generali per noi è una fonte di ricavi correlata molto positiva, ma come già detto siamo impegnati ad aggregare Mediobanca, per raggiungere il 100% degli obiettivi annunciati al lancio dell’Ops”.

Dopo la conclusione dell'Opas su Piazzetta Cuccia, il Monte dispone infatti di un patrimonio Cet 1 del 16,9% (19,6% al 30 giugno 2025), ampiamente superiore ai livelli di vigilanza e che consente di confermare gli obiettivi di erogazione. Il management ha anche confermato l’ipotesi di distribuire un acconto sul dividendo in futuro: “Ovviamente ci stiamo pensando, è un’opzione di cui parleremo nel nuovo piano industriale”.

Ricavi stabili grazie al rialzo delle commissioni

Nei nove mesi Mps ha ricavi per 3.054 milioni, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente (+0,5%), con la crescita delle commissioni nette (+8,5%) e degli altri ricavi della gestione finanziaria (+35%) che hanno compensato il rallentamento del margine di interesse (-7,4%).

I ricavi del terzo trimestre 2025, pari a un miliardo, sono in calo del 4,5% trimestre su trimestre, impattati dalla stagionalità del periodo. Gli oneri operativi sono saliti dell'1,4% a 1.411 milioni, principalmente per gli effetti del rinnovo del contratto collettivo dei bancari. Queste dinamiche si traducono in un risultato operativo lordo stabile a 1.643 milioni, con un contributo del terzo trimestre di 532 milioni, in calo rispetto ai 576 milioni del trimestre precedente. Nei nove mesi le rettifiche su crediti sono scese a 254 milioni, dai 300 milioni del 2024, di cui 79 milioni nel terzo trimestre.

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