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Le tasse ai ricchi da Landini, a Mamdani, a Zucman: come funzionano e perché sono tornate di moda

(afp)

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La concentrazione di ricchezze ha subito un’accelerata negli ultimi anni a livello globale. E spesso è facile per i grandi capitali eludere la presa fiscale. Da Parigi a New York, aumentano le ricette per contrastare il fenomeno
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ROMA – Tax the rich. Tassa il ricco. Da Parigi a Roma, da New York a Bruxelles, si moltiplicano le voci di chi chiede di alzare le tasse sui super-ricchi per redistribuire e contrastare l’accentramento di capitali. Un’imposta sull’1% più facoltoso, già invocata circa 15 anni fa dal movimento Occupy Wall Street, spesso liquidata come ideologica dai detrattori ma che, chi invece la sostiene, definisce inevitabile. La concentrazione della ricchezza non è un fenomeno recente ma negli ultimi anni è esplosa. Secondo Forbes sono circa 3.000 i miliardari nel mondo, dai 140 del 1987. Oxfam stima che guadagnano 5,7 miliardi al giorno, il triplo di quanto accumulavano nel 2023.

A questa accelerazione, sempre più legata a rendite patrimoniali e speculati…

ROMA – Tax the rich. Tassa il ricco. Da Parigi a Roma, da New York a Bruxelles, si moltiplicano le voci di chi chiede di alzare le tasse sui super-ricchi per redistribuire e contrastare l’accentramento di capitali. Un’imposta sull’1% più facoltoso, già invocata circa 15 anni fa dal movimento Occupy Wall Street, spesso liquidata come ideologica dai detrattori ma che, chi invece la sostiene, definisce inevitabile. La concentrazione della ricchezza non è un fenomeno recente ma negli ultimi anni è esplosa. Secondo Forbes sono circa 3.000 i miliardari nel mondo, dai 140 del 1987. Oxfam stima che guadagnano 5,7 miliardi al giorno, il triplo di quanto accumulavano nel 2023.

A questa accelerazione, sempre più legata a rendite patrimoniali e speculative, più che industriali o di spirito d’impresa, non corrisponde un adeguamento della presa fiscale. Anzi l’Eutax Observatory, nel suo report 2024 sull’evasione globale, segnala come più si è ricchi più si abbassa l’aliquota d’imposta reale. Grazie soprattutto alla natura dei beni da cui deriva – in gran parte non reddito da lavoro, facilmente individuabili e tassabili a monte – che rende più facile l’attivazione di meccanismi di elusione, ad esempio attraverso lo scudo di holding. Fatto sta che dal 20-50% applicato al cittadino medio, i super-ricchi godono di un’imposta effettiva che è pari allo 0,5% dei loro capitali. Da qui la richiesta di alcuni economisti di introdurre dei correttivi efficaci in grado di riequilibrare un sistema evidentemente sbilanciato. Un tema che è sempre più di rilevanza elettorale. In Italia, secondo un sondaggio Izi, l'83,8% degli italiani si dice favorevole all’introduzione di una tassa una tantum sui patrimoni sopra i 10 milioni di euro.

La tassa sui Paperoni in salsa francese: la proposta Zucman

La “tassa Zucman” – come è stata ribattezzata – prende il nome da Gabriel Zucman, economista francese di 38 anni professore alla Paris School of economics. Ma “avrei preferito che si chiamasse tassa Bernard Arnault – ha precisato in un’intervista a Repubblica –visto che riguarda solo persone come lui, che possiedono un patrimonio superiore a 100 milioni“. Una frecciata non casuale, visto che il multimiliardario patron di Lvmh lo ha definito uno “pseudouniversitario” e “militante di estrema sinistra”.

Tenuto conto che gli ultra miliardari continuano ad accumulare ricchezza che viene tassata con aliquote inferiori a quelle applicate ai dipendenti e altri lavoratori, Zucman e altre decine di ricercatori internazionali hanno teorizzato una tassa che recupererebbe in parte quello scarto. Si tratta di un prelievo del 2% sui patrimoni superiori ai 100 milioni di euro senza alcuna esenzione, deduzione, scudo fiscale. “Questo, a nostro avviso, sarebbe l’unico modo per riuscire a far pagare le tasse ai miliardari”, la proposta di Zucman.

La tassa Mamdani

Il nuovo major di New York è Zhoran Mamdani, 34enne democratico fresco d’elezione a un anno dalla vittoria di Trump per la Casa BIanca. Mamdani in campagna elettorale ha promesso un forte sostegno pubblico contro l’inflazione e il carovita finanziato con un prelievo sui super ricchi. Tra le principali proposte il congelamento del prezzo degli affitti, la gratuità dei mezzi pubblici, l’apertura di supermercati pubblici con prezzi all’ingrosso, asili nido e materne comunali. Come coprire le spese? Secondo il neo-sindaco, maggiori entrate per 5 miliardi possono arrivare dall’innalzamento dell’aliquota sulle società all’11,5%, equiparata a quella dello stato del New Jersey, e altri 4 miliardi di dollari con un prelievo del 2% sulle fortune superiori a 1 milione di euro.

Prelievo sui miliardari: sì di Schlein

Il centrosinistra italiano guarda al modello francese e statunitense per ipotizzare una misura analoga. Secondo Elly Schlein, leader del Pd, la proposta deve maturare a Bruxelles. “Siamo a favore di una tassazione a livello europeo sulle persone che hanno milioni a disposizione, sui miliardari – ha detto la segretaria – i capitali viaggiano più velocemente delle persone. Non ci sottraiamo, ma servono gli strumenti giusti". I Socialisti europei, sottolineando che in 22 Stati membri dell'Ue l'1% più ricco detiene il 32% della ricchezza netta totale, hanno dato il loro sostegno alla proposta Zucman, discussa senza però incontrare un sostegno trasversale al G20 a presidenza brasiliana. Se implementata, secondo i promotori, potrebbe generare un gettito globale di circa 250 miliardi di euro.

L’1% di Landini

L’Italia non fa eccezione: anche nel nostro Paese le diseguaglianze economiche sono in aumento, con il ceto medio che si assottiglia a favore di una “polarizzazione” delle altre fasce di popolazione: i poveri si impoveriscono, i più ricchi accrescono le proprie fortune. Sono 71 i miliardari italiani, nel 2024 la loro ricchezza è aumentata di 61,1 miliardi di euro e il patrimonio dell’0,1% più agiato è cresciuto di oltre il 70% dal 1995 al 2016. Secondo il Global Wealth Report 2025 della società di consulenza Boston Consulting Group sono 517mila i milionari in Italia, 2.600 con un patrimonio superiore ai 100 milioni di dollari.

Favorevole alla possibilità di intercettare una parte delle maxi-ricchezze con un prelievo speciale è anche Maurizio Landini. Il segretario della Cgil ha rinnovato le critiche alla manovra del governo Meloni dopo le audizioni in Senato di Bankitalia, Corte dei Conti, Upb e Istat che hanno evidenziato l’inefficacia delle misure contenute nel testo nel sostenere i redditi e anzi le disparità introdotte con il taglio all’Irpef. E si è fatto promotore di una proposta.

"Abbiamo pensato a un contributo di solidarietà che riguarda l'1% dei cittadini italiani. Stiamo parlando di 500mila persone che sono ricche: stiamo dicendo che, per chi ha una ricchezza superiore ai 2 milioni, basterebbe un loro contributo al fisco di un 1% per poter avere 26 miliardi da investire nella sanità, per le assunzioni, sulla scuola, per aumentare gli stipendi a tutte le persone". Lo ha detto il segretario della Cgil, Maurizio Landini, parlando al Palasport di Firenze nell'assemblea coi delegati riuniti sulla legge di bilancio in corso di preparazione.

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