Cantieri, file, blocchi: ecco come funzionerà il rimborso del pedaggio. Al via nel 2026
di Aldo FontanarosaROMA – Da anni ci capita di viaggiare a passo d’uomo in autostrada spaventati da restringimenti di carreggiata, deviazioni, cantieri con operai al lavoro. Nelle giornate da bollino rosso, succede anche di restare fermi, in fila per ore.
Questi viaggi senza diritti se non quello di imprecare possono finire dal primo aprile 2026. E stavolta non è uno scherzo, non è un Pesce d’Aprile, anzi. Il Garante delle strade (l’Autorità dei Trasporti) mette sul tavolo la sua proposta sui rimborsi del pedaggio a fronte di seri disagi.
Non siamo di fronte a un vero e proprio risarcimento del danno, dunque. La proposta del Garante prevede che l’automobilista riceva indietro, in tutto o in parte, la somma che paga al casello nel caso la qualità del servizio tracolli.
Terremoti, frane
La restituzione – basata su soglie di tempo precise e procedure digitali standard – scatterà nel caso di lavori programmati che il concessionario ha pianificato da tempo. Lavori ordinari ma anche impegnativi (straordinari)…
ROMA – Da anni ci capita di viaggiare a passo d’uomo in autostrada spaventati da restringimenti di carreggiata, deviazioni, cantieri con operai al lavoro. Nelle giornate da bollino rosso, succede anche di restare fermi, in fila per ore.
Questi viaggi senza diritti se non quello di imprecare possono finire dal primo aprile 2026. E stavolta non è uno scherzo, non è un Pesce d’Aprile, anzi. Il Garante delle strade (l’Autorità dei Trasporti) mette sul tavolo la sua proposta sui rimborsi del pedaggio a fronte di seri disagi.
Non siamo di fronte a un vero e proprio risarcimento del danno, dunque. La proposta del Garante prevede che l’automobilista riceva indietro, in tutto o in parte, la somma che paga al casello nel caso la qualità del servizio tracolli.
Terremoti, frane
La restituzione – basata su soglie di tempo precise e procedure digitali standard – scatterà nel caso di lavori programmati che il concessionario ha pianificato da tempo. Lavori ordinari ma anche impegnativi (straordinari). Nessun ristoro è previsto, invece, quando i cantieri saranno effetto di eventi eccezionali e imprevedibili (come un’alluvione, un terremoto, una frana).
Se attraversa almeno una tratta interessata da questi cantieri, l’automobilista matura il diritto a un rimborso del pedaggio che verrà calcolato intanto sulla base di 7 criteri principali:
- la lunghezza della tratta,
- il tipo di restringimento,
- il numero di corsie occupate dai lavori,
- l’eventuale obbligo di percorrere la carreggiata opposta,
- la possibile chiusura della corsia di emergenza,
- la riduzione della velocità e dunque dei tempi di percorrenza,
- infine la lunghezza del cantiere nella fase di transito.
I chilometri
Per i tragitti fino a 30 chilometri, la presenza del cantiere è sufficiente a giustificare il rimborso, senza soglie minime di ritardo. Su percorsi brevi, anche pochi minuti incidono in modo importante sul diritto della persona a spostarsi in tempi certi.
Tra 30 e 50 chilometri, il rimborso scatta solo se il ritardo complessivo è almeno di 10 minuti; oltre i 50 chilometri, la soglia sale fino a 15 minuti. Qualora il concessionario non sia in grado di misurare i ritardi, è obbligato comunque ad applicare un ristoro con criteri provvisori semplificati. Non potrà chiamarsi fuori, accampando difficoltà di monitoraggio.
Il calcolo del ristoro sarà fatto dai concessionari, ma sulla base di una serie di criteri e formule algebriche che il Garante ha predisposto in un documento specifico (Annesso 1).
I minuti
Accanto ai disagi dei cantieri, il provvedimento regola poi i casi più gravi con il traffico completamente bloccato, indipendentemente da cause specifiche. Qui interviene una griglia più rigida e immediata:
- il rimborso sarà del 50% del pedaggio per blocchi tra 120 e 179 minuti,
- del 75% tra 180 e 239 minuti,
- del 100% oltre le quattro ore.
Occhio di riguardo per i titolari di abbonamenti, che sono soprattutto i pendolari. Gli utenti frequenti hanno gli stessi diritti degli occasionali in termini di rimborso, ma con una tutela maggiorata. L’abbonato scopre –supponiamo – che cantieri resteranno aperti per mesi lungo il percorso che fa ogni giorno.
Decide per percorsi alternativi (fuori dall’autostrada). In questo scenario, avrà diritto a restituire l’abbonamento per l’autostrada prima della scadenza e senza costi. Ovviamente riceverà indietro i soldi per i mesi di abbonamento cui rinuncia.
Le procedure
Il sistema punta molto sulla digitalizzazione delle procedure. Per gli utenti registrati sull’app Unica, i viaggi che generano il diritto al rimborso saranno identificati in modo automatico. Entro dieci giorni verrà comunicata la decisione di concedere il ristoro; quindi il credito sarà accumulato sul profilo.
Poi la somma verrà erogata secondo tre binari (a seconda del metodo che l’automobilista usa per pagare): attraverso l’operatore di telepedaggio (entro 5 giorni), attraverso la carta bancaria collegata all’app Unica (entro 5 giorni), con altri strumenti come il bonifico (entro 10 giorni).
I numeri verdi
Per chi non è registrato, o per i casi di traffico bloccato, i concessionari dovranno attivare canali di contatto (siti web, numeri verdi, sportelli) che permettano all’automobilista di presentare la richiesta di rimborso. Garantita una risposta entro 20 giorni. Questa risposta potrà essere positiva (accoglimento) o negativa (rigetto motivato). In caso di accoglimento, il pagamento avverrà entro 10 giorni.
L’utente avrà diritto a presentare reclamo, qualora la sua domanda sia respinta. Per questo motivo, il concessionario è tenuto ad archiviare i dati sul caso per 24 mesi “in un sistema informatico sicuro (di tipo BDMS)”. Il Garante potrà accedere a questa enorme banca dati per risolvere la lite.
La trasparenza
Se beneficia di sconti che il concessionario concederà di sua iniziativa e preventivamente perché ci sono i cantieri, l’automobilista perderà il diritto ai rimborsi. Questo, per evitare duplicazioni di beneficio (non possiamo avere gli sconti e poi anche i rimborsi).
Sul fronte della trasparenza, il testo impone ai concessionari obblighi stringenti. Su richiesta dell’utente, entro 12 mesi dal viaggio, dovranno fornire dati su cantieri pianificati, sui tempi medi di percorrenza lungo la rotta, sulla velocità in caso di assenza di lavori e sulle modalità di calcolo del rimborso.
La nuova disciplina sarà inserita nei bandi per le nuove concessioni autostradali. Ma varrà anche per le attuali concessioni (“attraverso atti aggiuntivi stipulati tra concedente e concessionario in occasione del primo aggiornamento o della revisione del piano economico-finanziario del concessionario”).
Le tariffe
Attenzione. L’Autorità dei Trasporti lancia una ciambella di salvataggio agli attuali concessionari. Questi concessionari potranno recuperare una parte dei soldi dei rimborsi (quelli relativi ai soli ritardi) con un aumento del pedaggio, secondo questi criteri:
- primo anno, recupero al 100%;
- secondo anno, recupero all’80%;
- terzo anno, recupero al 60%;
- quarto anno, recupero al 40%;
- quinto anno, recupero al 20%.
La piena operatività
Nuovi diritti in arrivo, dunque. Ma da quando? Entro il primo aprile 2026 per i viaggi interni alla stessa concessione; ed entro il primo agosto 2026 per quelli che coinvolgono più concessionari.
Il Garante delle strade (l’Autorità dei Trasporti) mette il testo della sua proposta sui rimborsi a disposizione di tutti i soggetti interessati (dai concessionari autostradali alle associazioni dei consumatori). Soggetti che hanno già inviato le loro osservazioni, in vista della decisione definitiva e vincolante del Garante stesso.
Il provvedimento può segnare una svolta. Il pedaggio non sarà più un balzello dovuto a tutti i costi, al contrario: sarà condizionato alla qualità del servizio. E quando l’autostrada si trasforma in un cantiere permanente o in un parcheggio forzato, diventa una regola.
Per affermare questo principio di civiltà, l’Autorità dei Trasporti – guidata da Nicola Zaccheo – lavora dal 2023 al meccanismo di rimborsi. E stavolta sembra prendere forma davvero il diritto dell’automobilista a non imprecare e basta.