✕

Banca Aidexa punta a ricavi 2025 oltre 40 milioni. “Senza garanzie pubbliche, credito a rischio”

Ascolta l'audio

In assenza del paracadute statale, per il presidente Nicastro sarà sempre più difficile erogare alle imprese più piccole finanziamenti di medio e lungo termine. L’ad Pividori: “Pensiamo di espanderci nel factoring”
2 minuti di lettura

MILANO – Banca Aidexa punta a chiudere il 2025 con ricavi oltre quota 40 milioni, con 130 dipendenti e con attivi totali intorno a 1 miliardo. Numeri in forte crescita rispetto a quelli del 2022: 4 milioni di ricavi, 50 dipendenti e asset per 250 milioni. E nell’immediato futuro la fintech cofondata e presieduta da Roberto Nicastro e specializzata nel credito alle piccole e microimprese intende a espandere il business, per esempio nel factoring. "Abbiamo registrato - ha affermato Nicastro in occasione dell'inaugurazione di X-Land, la nuova sede milanese in via Farini 41 a Milano - una crescita robusta e fondata su solide basi grazie a diversi elementi: efficienza del capitale, selezione attenta del rischio e uso avanzato dell’intelligenza artificiale per valutare il merito creditizio delle imprese. Un ulteriore elemento che ci ha sostenuto è l'azionariato stabile (guidato dalle Generali al 19,9% con Banca Ifis al 12% e Banca Sella tra gli altri grandi soci, ndr) che ci ha consentito d…

MILANO – Banca Aidexa punta a chiudere il 2025 con ricavi oltre quota 40 milioni, con 130 dipendenti e con attivi totali intorno a 1 miliardo. Numeri in forte crescita rispetto a quelli del 2022: 4 milioni di ricavi, 50 dipendenti e asset per 250 milioni. E nell’immediato futuro la fintech cofondata e presieduta da Roberto Nicastro e specializzata nel credito alle piccole e microimprese intende a espandere il business, per esempio nel factoring. "Abbiamo registrato - ha affermato Nicastro in occasione dell'inaugurazione di X-Land, la nuova sede milanese in via Farini 41 a Milano - una crescita robusta e fondata su solide basi grazie a diversi elementi: efficienza del capitale, selezione attenta del rischio e uso avanzato dell’intelligenza artificiale per valutare il merito creditizio delle imprese. Un ulteriore elemento che ci ha sostenuto è l'azionariato stabile (guidato dalle Generali al 19,9% con Banca Ifis al 12% e Banca Sella tra gli altri grandi soci, ndr) che ci ha consentito di raccogliere in tutto oltre 100 milioni di capitale e 20 milioni solo quest'anno. Abbiamo raggiunto i 20mila clienti. Il nostro target è la piccola e microimpresa, circa 7 milioni di soggetti che rappresentano il cuore del Paese e oltre il 30% del Pil".

Si tratta di una clientela di dimensioni così ridotte da restare spesso esclusa dai circuiti del credito delle grandi banche, a eccezione delle Bcc. Ciononostante, l'evoluzione del risiko potrebbe aprire qualche ulteriore spazio, ha spiegato Nicastro, perché in ogni caso "le operazioni di fusioni e acquisizioni tendono a ridurre l'offerta di credito verso le piccole e microimprese".

"Ci aspettiamo un fine anno in crescita come ricavi, a 42-43 milioni, e come erogato di nuovi crediti nonostante il calo dei tassi" ha commentato Marzio Pividori, ceo di Banca Aidexa. "Siamo pronti - ha aggiunto l'ad - a raccogliere i frutti di quanto fatto finora e continueremo a rafforzare la nostra capacità di raggiungere i clienti potenziando i canali digitali e le partnership con mediatori, agenti, confidi e altri operatori finanziari".

Tra le direttrici di sviluppo di Banca Aidexa c'è anche l'espansione del business. "Pensiamo di intensificare - ha detto Pividori - l'offerta di conti correnti e conti deposito ai clienti. Abbiamo 15mila depositanti con conti esclusivamente online ai quali offriamo una remunerazione intorno al 2,5% ma arriviamo anche al 3,5% a certe condizioni. Troviamo che ci sia una domanda inevasa anche in termini di remunerazione di conti e depositi. Inoltre, abbiamo iniziato una riflessione circa un posizionamento nel factoring" ha svelato Pividori.

Da inizio anno, Banca Aidexa ha concesso finanziamenti per quasi 340 milioni di euro (+33% sul 2024). Il tempo medio per ciascuna erogazione è inferiore alla media di mercato, attestandosi sui 20 giorni per i prestiti garantiti, con un indicatore "Cet1 ratio pro forma" del 21,5 per cento. Circa la metà dei finanziamenti erogati è coperta da garanzia pubblica, il che spiega perché la banca presti grande attenzione alla possibile evoluzione del quadro normativo. Il governo Meloni avrebbe, infatti, in mente una stretta sul sistema di sostegno pubblico introdotto sin dalla prima metà degli anni Zero e poi intensificato in pandemia. "Vediamo - ha detto Nicastro - come evolverà il modello, perché oggi il sistema di garanzie serve a risolvere un fallimento di mercato nel segmento del credito di medio e lungo termine alle piccole imprese. Il fallimento di mercato è anche legato all'inefficacia delle garanzie reali, a causa dei tempi lunghi della giustizia civile italiana. In altri termini, un credito di cinque anni alle imprese più piccole nel nostro Paese si riesce a dare solo con il sostegno delle garanzie pubbliche. Se dovesse venire meno, alle imprese più piccole si potrebbero erogare solo finanziamenti a breve".

Leggi i commenti