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Assegno unico 2026, come cambia con la rivalutazione Istat e le nuove fasce Isee: le simulazioni

(ansa)

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A novembre Mef e ministero del Lavoro fisseranno in un decreto l’adeguamento all’inflazione del prossimo anno: rispetto alle previsioni dell’1,7%, potrebbe essere più basso
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ROMA – A novembre il ministero dell’Economia e quello del Lavoro fisseranno nel decreto perequazione il tasso d’inflazione al quale verranno adeguate le fasce Isee e l’Assegno unico 2026. Nelle settimane scorse l’Inps ha realizzato delle tabelle con un adeguamento dell’indice dei prezzi al consumo Istat dell’1,6-1,7%, ma le ultime proiezioni aggiornate sono di qualche punto decimale più basse, 1,4-1,5%.

Le stime corrette al ribasso rispetto alle aspettative di ottobre si traducono in aumenti degli assegni inferiori per i percettori del sostegno, ma anche per i pensionati che allo stesso modo aspettano una rivalutazione per l’anno prossimo. I nuovi importi dovrebbero essere aggiornati da febbraio 2026. A marzo si riceverà la differenza della rivaluta…

ROMA – A novembre il ministero dell’Economia e quello del Lavoro fisseranno nel decreto perequazione il tasso d’inflazione al quale verranno adeguate le fasce Isee e l’Assegno unico 2026. Nelle settimane scorse l’Inps ha realizzato delle tabelle con un adeguamento dell’indice dei prezzi al consumo Istat dell’1,6-1,7%, ma le ultime proiezioni aggiornate sono di qualche punto decimale più basse, 1,4-1,5%.

Le stime corrette al ribasso rispetto alle aspettative di ottobre si traducono in aumenti degli assegni inferiori per i percettori del sostegno, ma anche per i pensionati che allo stesso modo aspettano una rivalutazione per l’anno prossimo. I nuovi importi dovrebbero essere aggiornati da febbraio 2026. A marzo si riceverà la differenza della rivalutazione di gennaio ed eventuali arretrati. Non è obbligatorio ripresentare domanda, ma è invece necessario presentare la Dsu 2026 per calcolare l’importo aggiornato. In assenza di Isee aggiornato, a partire dal mese di marzo l’assegno sarà erogato nella misura minima. Se la nuova Dsu verrà presentata entro il 30 giugno 2026, l’Inps adeguerà gli importi e corrisponderà gli arretrati a partire da marzo.

Assegno unico 2026, i nuovi importi rivalutati

L’Assegno unico universale nel 2026 verrà rivalutato sulla base dell’indice dei prezzi al consumo Istat. L’aumento potrebbe essere dell’1,4%, e le simulazioni che seguono si basano su questo dato ma che non è ancora quello ufficiale, in attesa del decreto Mef-ministero del Lavoro che dovrà fissarlo. Oltre all’Auu, si adegueranno anche le fasce Isee, per cui se l’anno scorso la prima soglia era “fino a 17.227,33 euro”, dal prossimo anno – con rivalutazione +1,4%, usata come riferimento da qui in avanti – dovrebbe essere pari a 17.468,51. Chi ha un Isee fino a quell’importo percepirà l’assegno più alto, che passerà per pari adeguamento da 201 a 203,8 euro. Per lo stesso motivo, chi quest’anno era in seconda o terza fascia con Isee tra 17.227,34 e 17.457,03 euro, ricadrà dentro la prima e sarà beneficiario del maggiore importo. Dal 2026 poi, con rivalutazione dell’1,4%, l’importo minimo dell’Auu verrà erogato per chi ha un Isee “oltre 46.582,71 euro”, da 45.939,56 euro del 2025. Chi ha un Isee pari a quest’ultimo importo, con rivalutazione degli scaglioni si troverà nella sestultima fascia e riceverà un assegno di 61,2 euro, dai 57,5 del 2025.

Vediamo qualche altra simulazione, con un confronto tra stesse fasce d’Isee. Con un Indice della situazione economica di 18.100 euro circa, l’assegno sarà più elevato di 3,8 euro, passando da 196,5 a 200,3. Aumento simile per Ia fascia intorno ai 20.100 euro, con l’Auu da 186,1 a 189,8 euro mensili. Chi si trova sui 25.100 euro passa da 161,4 a 165,4, chi è nella fascia intorno ai 30.100 da 136,1 a 140,3 (+4,24 euro al mese), mentre chi è nei 35.100 circa passa da 111,5 a 115,3 (+3,8). L’assegno per lo scaglione 40.100 passa da 86,2 a 90,2 euro, chi si trova nella fascia 45.900 passa da 57,5 a 61,2 euro. Infine, la soglia massima salirà a “oltre 46.582,71 euro”: l’importo minimo passa da 57,2 euro a 58,3.

Assegno unico 2026, le nuove maggiorazioni

Con la rivalutazione dell’assegno vengono ritoccate al rialzo anche le maggiorazioni previste per specifici casi. Per le maggiorazioni fisse, che non variano sulla base della fascia Isee di riferimento, l’aumento rispetto al 2025 è dovuto solo all’adeguamento ai prezzi al consumo. Secondo l’ipotesi di una rivalutazione dell’1,4%, la maggiorazione per i figli non autosufficienti con meno di 21 anni passa da 120,6 a 122,3 euro al mese. La maggiorazione per i figli con disabilità grave sotto i 21 anni sarà di 110,6 euro (da 109,1), quella per i figli con disabilità media sotto i 21 anni a 99,1 euro (da 97,7), quella per i figli con madre di età inferiore ai 21 anni sarà di 23,3 euro (da 23). Per quanto riguarda le maggiorazioni che variano con l’Isee, quella per i figli oltre il secondo sarà compresa in un range di 99,1 per la fascia più bassa fino a 17,4 per la più alta (dal 97,7-17,2 del 2025), mentre il bonus per il secondo percettore di reddito sarà di 34,9 euro (da 34,4) per la fascia più esatta, per scendere fino a pochi centesimi per quella più alta.

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