“Dall’Irpef alle pensioni. Finanziaria da cambiare”. Landini e Schlein più vicini
di Gabriella Cerami , Valentina ConteLANDINI E SCHLEIN, INCONTRO SULLA MANOVRA
(ansa)ROMA – Due ore di confronto. Toni pacati. Ma allarmati per la «strategia di Meloni di cercare il nemico». Maurizio Landini ed Elly Schlein si vedono nella sede del Nazareno. Il leader Cgil e la segretaria del Pd parlano molto. Lei ascolta e prende appunti. Lui elenca le richieste del suo sindacato, spiega le ragioni dello sciopero generale del 12 dicembre, in solitaria quest’anno. Parlano della “manovrina” di Meloni che «non fa nulla per i salari di chi non arriva alla fine del mese». Condividono l’analisi. E la necessità di comunicare al Paese quello che non va.
Sono ancora fresche le bordate della premier, gli attacchi scomposti sulla patrimoniale e sugli scioperi di venerdì, diretti contro Landini ma anche contro il tic della sinistra che vuole tassare i ricchi. «Distolgono l’attenzione dal merito, alimentano bugie», è l’analisi di entrambi. Di qui la convergenza possibile: «Riapriamo la manovra».
ROMA – Due ore di confronto. Toni pacati. Ma allarmati per la «strategia di Meloni di cercare il nemico». Maurizio Landini ed Elly Schlein si vedono nella sede del Nazareno. Il leader Cgil e la segretaria del Pd parlano molto. Lei ascolta e prende appunti. Lui elenca le richieste del suo sindacato, spiega le ragioni dello sciopero generale del 12 dicembre, in solitaria quest’anno. Parlano della “manovrina” di Meloni che «non fa nulla per i salari di chi non arriva alla fine del mese». Condividono l’analisi. E la necessità di comunicare al Paese quello che non va.
Sono ancora fresche le bordate della premier, gli attacchi scomposti sulla patrimoniale e sugli scioperi di venerdì, diretti contro Landini ma anche contro il tic della sinistra che vuole tassare i ricchi. «Distolgono l’attenzione dal merito, alimentano bugie», è l’analisi di entrambi. Di qui la convergenza possibile: «Riapriamo la manovra».
Riaprire la manovra, ripartire dai salari bassi
I saldi sono quelli, si sa. Lo spazio ristretto, di fatto quasi inesistente per l’opposizione. Ma Landini ha già avvertito: «Se il governo non vuole lo sciopero, deve tornare a trattare». Al centro di tutto la questione salariale, quel «si è poveri pur lavorando» che ormai il segretario della Cgil ripete come un mantra. Schlein annuisce, accanto a lei la responsabile Lavoro del Pd Maria Cecilia Guerra. In video collegamento altri esponenti del partito. Su tutti, interviene Andrea Orlando.
Non si parla di giustizia, né di referendum. Non ora. Ma di come migliorare la manovra. «Irpef e pensioni», su questo si può ragionare. Landini chiede più risorse detassate per rinnovare i contratti, più assunzioni nel pubblico impiego, dalla scuola alla sanità. E soprattutto: «Restituire il fiscal drag a pensionati e lavoratori, quei 25 miliardi di tasse in più che si sono mangiati tutti gli aiuti».
Il nodo della patrimoniale
Il numero uno di Corso d’Italia torna anche sulla patrimoniale. E spiega a Schlein che si tratta di «un contributo di solidarietà, la patrimoniale già c’è anche se con una tassazione bassa». Non è lesa maestà, insiste il segretario della Cgil, «chiedere un contributo a 500 mila milionari su 59 milioni di italiani che hanno patrimoni sopra i due milioni». Con questi soldi, cerca di convincere Elly Schlein, «si possono finanziare le politiche per la casa, per la sanità, per la non autosufficienza».
La leader Pd non si sbilancia. La tassa sui ricchi è un tasto dolente: in coalizione ma anche nel suo partito ci sono visioni diverse. Il tema, quindi, è rimandato e lo è ancor di più dopo le parole di Giuseppe Conte a Di Martedì che è stato netto nel respingere l’idea del segretario della Cgil: «La proposta di Landini sulla patrimoniale non è la nostra proposta». Per questo al Nazareno si temporeggia e ora se ne parla il meno possibile.
Uno spiraglio per le pensioni
Sulle pensioni invece si può ragionare: fermare l’aumento dei tre mesi dei requisiti, alzare quelle basse. Solo pochi giorni fa la segretaria Pd ha ricordato che questo governo «ha cancellato Opzione donna prendendo in giro le donne e allungano l’età pensionabile anche per le forze dell’ordine tradendo molte promesse che aveva fatto». Su questo i dem sono pronti a dare battaglia.
Così come per contrastare l’idea che questa legge di bilancio sia stata scritta per aiutare il ceto medio, come ripetono dalle parti della maggioranza. Piuttosto, in Parlamento, il Pd vuol dimostrare che il taglio dell’Irpef favorirà chi arriva a guadagnare anche 200 mila euro l’anno, non proprio ceto medio.
Gli altri incontri in programma
Schlein ha già visto Cisl, Uil e Confindustria. Landini oggi incontrerà i vertici di Avs. In programma forse anche un confronto tra Cgil e FdI. Nel frattempo al Nazareno si studiano le proposte di modifica da presentare alla manovra facendo tesoro della girandola di incontri degli ultimi giorni.