ROMA – Tramontata l’ipotesi di inserirla nel ddl Concorrenza, la tassa sui mini-pacchi extra Ue potrebbe riapparire in manovra. L’emendamento potrebbe arrivare dai parlamentari della maggioranza ed essere inserito al vaglio delle modifiche alla legge di bilancio per aumentare le risorse a disposizione. L’idea è di togliere l’esenzione alle spedizioni sotto i 150 euro di valore dichiarato in arrivo in Italia da Paesi non comunitari e introdurre una tassa su ogni singolo pacco. La misura, definita plausibile anche a livello governativo, potrebbe entrare nella manovra dopo essere sfumata per motivi di calendario la possibilità di inserirla in chiave anti-fast fashion, come ipotizzato dal Mimit, all'interno del ddl concorrenza soprattutto per contrastare i colossi cinesi come Shein e Temu. Anche la Francia sta discutendo una imposizione simile, con un dazio fisso di 2 euro su ogni pacco in arrivo da Paesi extra Ue.
ROMA – Tramontata l’ipotesi di inserirla nel ddl Concorrenza, la tassa sui mini-pacchi extra Ue potrebbe riapparire in manovra. L’emendamento potrebbe arrivare dai parlamentari della maggioranza ed essere inserito al vaglio delle modifiche alla legge di bilancio per aumentare le risorse a disposizione. L’idea è di togliere l’esenzione alle spedizioni sotto i 150 euro di valore dichiarato in arrivo in Italia da Paesi non comunitari e introdurre una tassa su ogni singolo pacco. La misura, definita plausibile anche a livello governativo, potrebbe entrare nella manovra dopo essere sfumata per motivi di calendario la possibilità di inserirla in chiave anti-fast fashion, come ipotizzato dal Mimit, all'interno del ddl concorrenza soprattutto per contrastare i colossi cinesi come Shein e Temu. Anche la Francia sta discutendo una imposizione simile, con un dazio fisso di 2 euro su ogni pacco in arrivo da Paesi extra Ue.
La tassa sui pacchi in ambito Ue
La norma sarebbe anche in linea con quanto verrà discusso dall’Ecofin giovedì 13 novembre. Il Consiglio, riunito nella formazione dei ministri delle FInanze dei Paesi membri, punterà a raggiungere un accordo politico sull'eliminazione della soglia di esenzione dai dazi doganali per le merci che entrano nell'Ue. Al momento infatti i pacchi con un valore dichiarato inferiore alla soglia dei 150 euro non pagano tariffe doganali in ingresso. E vengono sottoposti a un regime di controlli agevolato, più blando. Secondo le attese, l’Ecofin abolirà questa franchigia, primo passo della riforma attesa per mettere ordine nel diluvio di spedizioni di basso valore, spesso provenienti dalle grandi piattaforme di e-commerce cinesi. Ogni giorno oltre 12 milioni di piccoli colli arrivano nell'Ue in esenzione da dazi, ha osservato un alto funzionario europeo: "Una distorsione che penalizza i negozi europei e alimenta frodi". Secondo stime della Commissione, fino al 65% dei pacchi è sottovalutato per evitare i dazi. Con la nuova norma, i tributi doganali scatteranno dal primo euro di valore, allineando il sistema a quello dell'Iva sulle importazioni.
La stretta rientra nella grande riforma del codice doganale europeo, che introdurrà anche una nuova Autorità Ue e regole semplificate per gli operatori affidabili ('Trust and Check'). L'eliminazione effettiva scatterà non appena sarà operativo l'Eu Customs Data Hub, la nuova piattaforma informatica comune destinata a gestire in tempo reale i flussi di importazione. L'hub, ancora in negoziazione, dovrebbe entrare in funzione nel 2028, ma alcuni Paesi - a partire dalla Francia - spingono per anticipare i tempi.