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Enel, l’estero spinge i numeri dei 9 mesi. Pronto l’acconto sul dividendo 2025

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Le attività in Spagna e Colombia spingono i risultati della società. L’ad Flavio Cattaneo: “Dimostrata l’efficacia della strategia attuata nei nove mesi”
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MILANO – Le attività all’estero sostengono i risultati di Enel, che archivia i primi nove mesi dell’anno con 59,7 miliardi di euro di ricavi, in rialzo del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. La generazione di energia idroelettrica in Colombia e i solidi numeri della Spagna compensano il rallentamento dell’Italia, dove invece pesano proprio le minori piogge e prezzi più contenuti applicati ai consumatori finali.

Generazione e trading trainano i ricavi

Tra i business, è quello della generazione termoelettrica e del trading a trainare i ricavi, per la maggior vendita di commodity sul mercato all’ingrosso in un contesto di prezzi crescenti. Il margine operativo lordo (Mol) ordinario rimane pressoché inalterato rispetto a settembre 202…

MILANO – Le attività all’estero sostengono i risultati di Enel, che archivia i primi nove mesi dell’anno con 59,7 miliardi di euro di ricavi, in rialzo del 3,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. La generazione di energia idroelettrica in Colombia e i solidi numeri della Spagna compensano il rallentamento dell’Italia, dove invece pesano proprio le minori piogge e prezzi più contenuti applicati ai consumatori finali.

Generazione e trading trainano i ricavi

Tra i business, è quello della generazione termoelettrica e del trading a trainare i ricavi, per la maggior vendita di commodity sul mercato all’ingrosso in un contesto di prezzi crescenti. Il margine operativo lordo (Mol) ordinario rimane pressoché inalterato rispetto a settembre 2024, pari a 17,3 miliardi al netto della cessione delle attività in Perù, mentre l’utile netto, sempre a parità di perimetro, è salito del 4,5% a 5,7 miliardi. Sul fronte patrimoniale, l’indebitamento finanziario netto sale a 57,5 miliardi dai 55,8 registrati alla fine del 2024.

Acconto del dividendo da 23 centesimi/azione

Alla luce dei conti, il management ha deliberato di distribuire un acconto sul dividendo d’esercizio di 23 centesimi per azione. «Negli ultimi mesi abbiamo continuato ad attuare la nostra strategia e i risultati ne dimostrano l’efficacia», ha commentato l’ad Flavio Cattaneo.

Confermata così la guidance sul margine 2025, mentre la stima sull’utile netto ordinario viene ritoccata al rialzo: per Enel supererà la forchetta tra 6,7 e 6,9 miliardi prevista dal piano al 2027. Un aggiornamento della strategia sarà poi presentato a febbraio 2026.

Frenano gli investimenti

A frenare, invece, sono gli investimenti nei nove mesi, che si fermano a 6,8 miliardi (-10,1%). Calano soprattutto nelle rinnovabili, per effetto del completamento di alcuni impianti e della strategia del gruppo di focalizzare le risorse sui siti già operativi, per massimizzare i ritorni finanziari e la profittabilità del capitale investito.

Oltre l’83% della generazione da rinnovabili

Veniamo ai risultati operativi. Nei nove mesi, l’intero gruppo ha prodotto oltre 141 terawattora di energia netta, in calo rispetto a settembre 2024 a causa di un rallentamento su tutte e tre le fonti, nucleare, termoelettrica e rinnovabile. Quest’ultima ha raggiunto l’83,3% della generazione totale.

Sul fronte commerciale, Enel ha registrato una riduzione sia nella vendita di corrente elettrica (188,1 TWh) sia di gas naturale (4,3 miliardi di metri cubi). In calo anche l’elettricità distribuita, pari a 355,7 TWh, mentre la potenza efficiente consolidata dal gruppo (incluse le quote delle joint venture) è aumentata a 86,3 GW, comprese le batterie. In autunno il gruppo si è aggiudicato la maggior parte della capacità di accumulo messa a gara da Terna nella prima asta Macse, consolidando il primato nel mercato Bess tricolore.

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