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Salvini all’attacco di Aspi: “Rivedo la concessione”

Il rendering virtuale della Gronda

 

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Il ministro irritato per “i cantieri che non partono e le code perenni”. Autostrade chiede un affidamento più lungo. Il nodo della Gronda. L’esecutivo vuole garanzie su 13 opere strategiche, la società pedaggi più sostanziosi. L’intesa è lontana
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ROMA – Autostrade per l’Italia (Aspi) deve aprire o potenziare rapidamente i grandi cantieri lungo le arterie del Paese. In ballo ci sono 13 opere strategiche come il Passante di Bologna (confermato) e la Gronda di Genova (che invece traballa). E sempre Aspi dovrà scavare senza pretendere che il governo finanzi i lavori con «aumenti» forti dei pedaggi. Se Autostrade esiterà - avverte Matteo Salvini - «sono disposto a rivedere» la concessione per i collegamenti autostradali.

Il ministro dei Trasporti Salvini è - parole sue - «molto irritato» con Autostrade. L’arrabbiatura ministeriale non è tanto verso l’azionista pubblico Cdp Equity. Pesa semmai l’atteggiamento dei Fondi privati (Blackstone e Macquarie) che sono più concentrati sugli utili. Reclamano il rispetto delle condizioni fissate al loro ingresso in Aspi nel 2022.

Patti che prevedono una distribuzione di dividendi fino al 100% della cassa dopo gli investimenti. «Per me», ribatte Salvini, «è inaccettabile assistere a code perenn…

ROMA – Autostrade per l’Italia (Aspi) deve aprire o potenziare rapidamente i grandi cantieri lungo le arterie del Paese. In ballo ci sono 13 opere strategiche come il Passante di Bologna (confermato) e la Gronda di Genova (che invece traballa). E sempre Aspi dovrà scavare senza pretendere che il governo finanzi i lavori con «aumenti» forti dei pedaggi. Se Autostrade esiterà - avverte Matteo Salvini - «sono disposto a rivedere» la concessione per i collegamenti autostradali.

Il ministro dei Trasporti Salvini è - parole sue - «molto irritato» con Autostrade. L’arrabbiatura ministeriale non è tanto verso l’azionista pubblico Cdp Equity. Pesa semmai l’atteggiamento dei Fondi privati (Blackstone e Macquarie) che sono più concentrati sugli utili. Reclamano il rispetto delle condizioni fissate al loro ingresso in Aspi nel 2022.

Patti che prevedono una distribuzione di dividendi fino al 100% della cassa dopo gli investimenti. «Per me», ribatte Salvini, «è inaccettabile assistere a code perenni e a manutenzioni a rilento con dividendi da centinaia di milioni».

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L’intervista

Al momento, dunque, Autostrade e ministero parlano due lingue diverse. Lo dimostra anche l’intervista che il vice ministro Rixi ha concesso all’edizione genovese di Repubblica. Aspi spera che la concessione autostradale, in scadenza al 2038, sia allungata di altri 8 anni.

Il governo invece è convinto che il prolungamento verrebbe bocciato dalla Commissione Ue. A Bruxelles desiderano che l’affidamento sia rimesso a gara, tra 13 anni, in nome della concorrenza.

Trenta miliardi

Aspi stima l’investimento nei lavori in 30 miliardi tra nuove grandi opere; manutenzioni anche straordinarie; adeguamenti di ponti, viadotti e gallerie; digitalizzazione delle autostrade che dovranno ospitare sempre di più vetture elettriche o ibride. A 30 miliardi si arriverebbe in ragione di una lievitazione dei costi delle materie prime del 45%. Il governo obietta che la cifra necessaria è più bassa.

Poi c’è il nodo dei pedaggi come leva di finanziamento dei lavori. L’esecutivo non vuole che aumentino oltremisura per non perdere consensi. Un’impennata vertiginosa potrebbe innescare inoltre una spirale inflattiva, a tutto danno di famiglie e imprese.

Aspi invece chiede che le tariffe al casello salgano del 2,5% nei primi quattro anni, per crescere anche di più, in una seconda fase. In tutta questa turbolenza, Aspi invoca infine garanzie sulle manutenzioni straordinarie che saranno necessarie per eventi eccezionali (come frane, alluvioni, terremoti). Ma anche su questo Autostrade e il governo non sono allineati.

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Anche da tangenziale

Aspi mette in fila le sue richieste nel Piano economico e finanziario (Pef), indispensabile per sbloccare gli investimenti. Il Piano ha bisogno del via libera dei ministri Salvini (Trasporti) e Giorgetti (Economia), e di Palazzo Chigi. Un semaforo verde al casello che non sembra esattamente vicino.

Sullo sfondo, e al netto di poche opere preparatorie, resta fermo il progetto forse più strategico di tutti, la Gronda. Oggi le autostrade dell’area genovese funzionano anche da tangenziale per il traffico urbano. In molti punti transitano tra i 60 mila e i 90 mila automezzi al giorno, con tanti camion.

Bisogna creare la rete di strade della Gronda per separare il traffico cittadino da quello di attraversamento. Ma l’opera, che richiederà 10 anni di lavori, per ora è bloccata dalle liti.

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