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Tassa sui mini pacchi extra Ue: dall’Ecofin il via libera già dal 2026

(afp)

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Anche sulle spedizioni di valore inferiore ai 150 euro verranno imposti dazi. La Commissione lavorerà a una soluzione ponte per l’entrata in vigore anticipata
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I ministri dell’Economia riuniti a Bruxelles hanno approvato l’eliminazione della esenzione dai dazi per i pacchi di valore inferiore ai 150 euro in arrivo da Paesi extra Ue. Era una misura attesa sulla quale l’Ecofin ha trovato un accordo. Francia e Italia hanno chiesto e ottenuto che la stretta diventi operativa prima del 2028, quando entrerà in funzione l'Eu Customs Data Hub, la nuova piattaforma informatica comune destinata a gestire in tempo reale i flussi di importazione, e la Commissione lavorerà a una soluzione ponte per anticipare la tassa già nel 2026. “Abbiamo concordato di trovare una soluzione praticabile da attuare il prima possibile all'inizio del prossimo anno”, ha confermato il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis.

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I ministri dell’Economia riuniti a Bruxelles hanno approvato l’eliminazione della esenzione dai dazi per i pacchi di valore inferiore ai 150 euro in arrivo da Paesi extra Ue. Era una misura attesa sulla quale l’Ecofin ha trovato un accordo. Francia e Italia hanno chiesto e ottenuto che la stretta diventi operativa prima del 2028, quando entrerà in funzione l'Eu Customs Data Hub, la nuova piattaforma informatica comune destinata a gestire in tempo reale i flussi di importazione, e la Commissione lavorerà a una soluzione ponte per anticipare la tassa già nel 2026. “Abbiamo concordato di trovare una soluzione praticabile da attuare il prima possibile all'inizio del prossimo anno”, ha confermato il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis.

"Siamo soddisfatti per la misura che introduce la tassa sui piccoli pacchi che provengono dei paesi extra Ue, un fenomeno che sta distruggendo il commercio al dettaglio. Un accordo positivo, l'Italia ha sempre appoggiato questa misura, una delle prime in linea con la discussione sulla concorrenza sleale che si è fatta ieri all'Eurogruppo – ha dichiarato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – bene anche l'accordo, sostenuto con forza dall'Italia, che prevede l'applicazione della misura già dal prossimo anno".

In conferenza stampa Dombrovskis ha sottolineato la necessità di un intervento dell’Ue. "Questa è la risposta al drastico aumento del volume di merci vendute online e spedite direttamente ai clienti nell'Ue da Paesi terzi, in particolare dalla Cina, che ha portato all'importazione di 4,6 miliardi di articoli di questo tipo nel solo 2024, di cui il 91% proveniente dalla Cina. L'imposizione di dazi doganali su tali spedizioni rappresenta un passo importante per garantire parità di condizioni per le imprese europee e rafforzare ulteriormente la nostra unione doganale", ha aggiunto. Secondo stime della Commissione, fino al 65% dei pacchi viene sottodichiarato – convenientemente sotto la soglia dei 150 euro – per evitare i dazi e i maggiori controlli, considerato che le mini spedizioni godono anche di un sistema dei controlli agevolato. Con la nuova norma, i tributi doganali scatteranno dal primo euro di valore, allineando il sistema a quello dell'Iva sulle importazioni. “Garantiamo che i dazi siano pagati a partire dal primo euro – ha affermato la ministra danese Stephanie Lose, alla presidenza di turno Ue – creando condizioni di parità per le imprese europee e limitando l'afflusso di merci a basso costo. Abbiamo anche concordato sulla necessità di lavorare per una soluzione temporanea il prima possibile, nel 2026”.

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