ROMA – Nell’ultima seduta della settimana le Borse si mettono alle spalle gli entusiasmi per la fine dello shutdown negli Usa e ripartono in affanno dopo le chiusure in rosso di giovedì peggiorando ulteriormente intorno a metà seduta. Ad appesantire i listini, in giornate già movimentate dalle trimestrali, sono principalmente due fattori. I dubbi degli analisti su un possibile taglio del costo del denaro da parte della Fed, nella sua riunione di dicembre, dopo due riduzioni consecutive: l’inflazione rimane alta e i numeri sul lavoro non sono esaltanti, i governatori potrebbero decidere di rimanere attendisti. D’altra parte, si fanno più insistenti le voci di una possibile bolla finanziaria gonfiata dagli investimenti sull’intelligenza artificiale. Brutte notizie anche dalla Cina, con la frenata della produzione e delle vendite. Marcia indietro di Trump sui dazi sugli alimentari per rispondere alla frustrazione degli americani sul carovita.
Trump riduce i dazi su carne, pomodori, banane e caffè
Donald Trump riduce i dazi sulla carne bovina, i pomodori, le banane e il caffè. L'ordine del presidente ha come obiettivo quello di ridurre i prezzi degli alimentari e rispondere così alla frustrazione degli americani sul carovita. L'ordine di Trump è retroattivo al 13 novembre e prevede una serie di esenzioni su prodotti che non possono essere prodotti negli Stati Uniti in quantità sufficienti per soddisfare la domanda interna. Il lungo elenco include anche noci, avocado e ananas. La riduzione era stata preannunciata da vari funzionari americani e si era già attirata una serie di critiche, con molti sui social che sono tornati a parlare i “Taco Trump”, ovvero “Trump always chickens out”, Trump si tira sempre indietro.
L’Europa chiude in calo
Chiusura di seduta in calo per le Borse europee. Il Dax di Francoforte ha perso lo 0,62%, il Cac 40 di Parigi lo 0,76% e il Ftse 100 di Londra l'1,11%. L'Aex di Amsterdam ha ceduto l'1% mentre l'Ibex 35 di Madrid è scivolato dell'1,49%. Maglia nera per Milano che ha perso l'1,7%.
L’euro chiude debole
L'euro chiude debole ma sopra 1,16 dollari, vicino al suo livello più alto dalla fine di ottobre. La moneta unica passa di mano a 1,1613 dollari (-0,17%) e a 179,35 yen (-0,25%). Dollaro/yen a 154,41 (-0,10%). L'appetito per il rischio è migliorato dopo la riapertura del governo federale statunitense, mentre gli investitori attendevano ulteriori indicazioni sulla politica della Bce e della Fed. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato mercoledì sera una legge che pone fine allo shutdown del governo durato 43 giorni, consentendo la pubblicazione di un arretrato di dati economici statunitensi, sebbene Washington abbia avvertito che i dati sull'occupazione e sull'inflazione di ottobre potrebbero non essere pubblicati. Sulla politica monetaria, si prevede ampiamente che la Bce mantenga i tassi stabili, con i mercati che assegnano solo una probabilità del 40% a un taglio entro settembre 2026. Il vicepresidente della Bce Luis de Guindos ha sottolineato che i tassi attuali sono adeguati, esortando la banca centrale a rimanere "molto prudente e cauta". Negli Stati Uniti, le aspettative per un taglio dei tassi della Fed a dicembre sono diminuite fino a circa il 50%, dopo la riapertura del governo, i segnali di un mercato del lavoro più debole e le opinioni divergenti tra i funzionari della Fed
Recupera il Nasdaq
Dopo un inizio in deciso calo (-1,9%), il Nasdaq Composite ha completato il recupero ed è ora in territorio positivo. Restano invece in calo lo S&P 500 e il Dow Jones, anche se in recupero rispetto all'avvio. In questo momento, il Dow Jones cede 374 punti (-0,79%), lo S&P 500 perde 7,73 punti (-0,11%), il Nasdaq guadagna 29,84 punti (+0,13%). Sul Nasdaq, Micron e DoorDash sono i migliori, con rialzi che sfiorano il 6%. Warner Bros. sale del 3%, Palantir del 2,1%.
Avvio in rosso
Avvio in rosso per Wall Street dopo la forte ondata di vendite ieri che ha segnato la peggiore giornata di contrattazioni dal 10 ottobre. Il Dow Jones cede lo 0,90%, il Nasdaq arretra dell'1,39% e l'S&P 500 perde l'1,02%. Il settore tecnologico resta sotto pressione mentre gli investitori sono sempre più preoccupati per le valutazioni elevate delle azioni legate all'intelligenza artificiale e per il potenziale rischio di una bolla. Sono inoltre cresciute le preoccupazioni sul fatto che la Federal Reserve possa esitare a ridurre i tassi a dicembre, dopo che diversi esponenti della banca centrale americana hanno espresso scetticismo sulla necessità di un'ulteriore riduzione. Le probabilità di mercato di un taglio dei tassi di 25 punti base il prossimo mese sono scese a poco meno del 50%, rispetto a quasi il 65% all'inizio della settimana. Nei primi scambi, Nvidia lascia sul terreno oltre il 3%, Microsoft perde l'1% e Alphabet segna un -1,85%. Tesla scende di oltre il 4% e Applied Materials crolla di oltre il 6% dopo aver riportato utili e ricavi inferiori alle aspettative.
Milano peggiora ancora e perde il 2,45%
Le Borse europee ampliano le perdite nella sessione pomeridiana. Sui mercati prevale la cautela per l'incertezza sulle prossime mosse di politica monetaria della Federal Reserve e per il timore che le valutazioni dei titoli tecnologici possano aver raggiunto in alcuni casi livelli da bolla.
Parigi perde l'1,64%, Londra cede l'1,86% e Francoforte arretra dell'1,74%. Milano è maglia nera in Europa e lascia sul terreno il 2,45%
Erg, lascia l’Ad Bettonte
Lascia il cda di Erg, Luca Bettonte. L'ex a.d, consigliere non esecutivo e anche componente del comitato strategico, ha rassegnato, per motivi personali, le proprie dimissioni irrevocabili con efficacia dal 17 novembre. Il manager ha iniziato il proprio percorso professionale in Erg nel 2007 in qualità di Cfo. Nel 2009 ha assunto il ruolo di direttore generale corporate e consigliere di amministrazione, ricoprendo poi la carica di amministratore delegato da aprile 2012 ad aprile 2021.
"E stato uno dei principali protagonisti della storia recente di Erg", è il commento in una nota del presidente di Erg, Edoardo Garrone. "Ha accompagnato con estrema professionalità e visione strategica il percorso di crescita del gruppo ed ha svolto un ruolo fondamentale nel rendere possibile la trasformazione radicale di business da oil a green. A lui va un ringraziamento sincero da parte delle famiglie Garrone e Mondini, del top management e delle nostre persone", aggiunge il presidente di Erg.
Erg, nei nove mesi salgono ricavi e margini
Erg ha chiuso i primi nove mesi dell'esercizio con un risultato netto di 110 milioni, in calo dai 130 milioni di un anno fa, e un margine operativo lordo rettificato di 393 milioni, in crescita dai 390 milioni di un anno fa. I ricavi però sono aumentati in misura maggiore, 558 milioni quest'anno rispetto ai 542 milioni di un anno fa, facendo scendere la marginalità al 70% dl 72% precedente.
L'aumento dei ricavi, spiega la nota societaria, è legato al "pieno contributo della nuova capacità installata progressivamente entrata in esercizio tra il 2024 e il 2025, in gran parte compensata da una scarsa ventosità significativamente inferiore alle medie storiche in Europa in particolare nel primo semestre".
Milano perde quota 44 mila con le banche
Piazza Affari a metà giornata amplia ancora le sue perdite, sostanzialmente in linea con gli altri listini Europei: Milano cede il 2,2% scivolando sotto quota 44 mila punti, appesantita dai titoli bancari. Male anche Londra e Amsterdam, in ribasso entrambe di due punti percentuali.
In un clima nervoso e con i futures sull'avvio di Wall street negativi, Parigi e Francoforte perdono l'1,6%. I mercati soffrono il pessimismo per un taglio dei tassi Usa in dicembre, con preoccupazioni sulla possibile 'bolla' dei titoli hi tech e in particolare dell'Intelligenza artificiale. Tensioni sui titoli di Stato del Regno Unito, ma lo spread Btp-Bund resta abbastanza calmo sui 75 punti base. Euro piatto contro il dollaro.
Allianz prevede 17 miliardi di utile operativo a fine anno
Il colosso assicurativo tedesco Allianz ha chiuso il terzo trimestre dell'anno con ricavi in crescita del 5,2% a 42,8 miliardi di euro. L'utile operativo è salito del 12,6% a 4,4 miliardi di euro, mentre l'utile netto è salito a 2,9 miliardi di euro, con un coefficiente di solvibilità (solvency ratio), ossia il rapporto tra il capitale disponibile e quello necessario per coprire i rischi futuri, pari al 209%. Per l'intero esercizio Allianz prevede di raggiungere un utile operativo di 17 miliardi di euro.
Ue: “Presto per dettagli sui dazi a mini pacchi”
"È presto per entrare nei dettagli" sull'eventuale connessione tra i dazi sui pacchetti sotto i 150 euro ieri all'Ecofin e la commissione di gestione dei piccoli pacchetti prevista in altro negoziato in corso tra le istituzioni Ue. Lo ha detto il portavoce della Commissione Ue, Olof Gill, nel corso dell'incontro quotidiano con la stampa.
Il Consiglio Ue Ecofin ieri ha approvato di abolire la deroga ai dazi sui pacchetti del valore inferiore ai 150 euro, concordando a livello politico di anticipare dal 2028 al 2026 l'entrata in vigore. L'attesa è che la Commissione proponga al prossimo Consiglio Ue Ecofin di dicembre come si possano anticipare il prima possibile i dazi ai piccoli pacchetti in arrivo da Paesi extra-Ue.
Le 'handling fees' sono oggetto invece di un negoziato interistituzionale (trilogo). "Ci sono ancora dettagli da definire - ha detto Gill -. Quindi mi si chiede come sarà quando queste due proposte saranno finalizzate. Come saranno applicate, come interagiranno tra loro, come verranno raccolti i fondi, dove andranno a finire. È troppo presto per entrare in dettagli di questo tipo ora. Saremo in grado di farlo a tempo debito, ma non ora".
Milano peggiora con l’Europa
Nelle Borse europee si amplia la corrente delle vendite sul pessimismo di un taglio dei tassi Usa in dicembre, con preoccupazioni che restano anche sulla possibile 'bolla' dei titoli hi tech e in particolare dell'Intelligenza artificiale.
I listini più negativi sono quelli di Londra, Amsterdam, Milano (-1,7%) e Madrid che scendono oltre il punto percentuale e mezzo, questi ultimi appesantiti soprattutto dalle banche. In ribasso del'1,3% Parigi e Francoforte.
Qualche tensione sui titoli di Stato, specie del Regno Unito, con lo spread tra Btp e Bund sui 75 punti base dopo aver sfiorato quota 76. Euro fiacco (-0,2%) contro il dollaro a quota 1,161.
Piazza Affari paga soprattutto i cali del settore del credito (Bpm, Bper e Popolare di Sondrio -3%), con Leonardo che cede il 3,9% sotto i 50 euro. Tiene Mediobanca (+0,7%), in aumento dell'1,3% Azimut dopo lo scivolone della vigilia.
Debito pubblico in calo a settembre
Lo scorso settembre il debito delle Amministrazioni pubbliche è diminuito di 0,4 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.080,9 miliardi. Lo rileva la Banca d'Italia nella pubblicazione statistica "Finanza pubblica: fabbisogno e debito".
Il decremento riflette la diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro (26,7 miliardi, a 45,4), parzialmente compensato dal fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (26,1 miliardi) e dall'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,2 miliardi).
Eurostat: Pil in crescita dello 0,2% nell’Eurozona nel terzo trimestre
Nel terzo trimestre del 2025 il PIL destagionalizzato è aumentato dello 0,2% nell'area dell'euro e dello 0,3% nell'UE rispetto al trimestre precedente. Nel secondo trimestre del 2025, il PIL era aumentato dello 0,1% nell'area dell'euro e dello 0,2% nell'UE. Lo stima Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione europea. Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, nel terzo trimestre del 2025 il PIL destagionalizzato è aumentato dell'1,4% nell'area dell'euro e dell'1,6% nell'UE, dopo un +1,5% nell'area dell'euro e un +1,6% nell'UE nel trimestre precedente. Rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente, il PIL destagionalizzato è aumentato dell'1,4% nell'area dell'euro e dell'1,6% nell'UE nel terzo trimestre del 2025, dopo il +1,5% nell'area dell'euro e il +1,6% nell'UE nel trimestre precedente.
Elderson (Bce): “Possibili regole più semplici per banche più piccole”
La Bce apre a una ulterioresemplificazione delle regole per le banche di minore dimensione.
Come ha spiegato il vicepresidente del board di vigilanza (e componente dell'esecutivo) Frank Elderson "abbiamo già adottato la proporzionalità" per gli istituti più piccoli che devono comunicare "il 30% dei dati delle big e minori ispezioni", "ma possiamo espanderla ulteriormente". Elderson ha comunque ribadito come un'opera del genere non ridurrà le salvaguardie per la solidità del comparto.
Enel +0,5% dopo conti sopra attese e miglioramento guidance
Enel in rialzo a Piazza Affari all'indomani della pubblicazione dei conti trimestrali. Il titoli del gruppo mettono a segno un progresso dello 0,49% a 9 euro. Ieri a mercato chiuso la società ha reso noto che nei primi nove mesi dell'anno i ricavi sono stati pari a 59,702 miliardi (+3,6%) con maggiori vendite delle commodity sul mercato wholesale, in un contesto di prezzi medi crescenti.
La Consob greca approva l'Opas di Euronext sulla Borsa di Atene
L'Autorità greca per i mercati (Hcmc) ha dichiarato “congrua” l'offerta di Euronext per l'acquisto della Borsa di Atene. Lo si legge in una nota in cui viene indicato che ha dato il proprio parere favorevole all'operazione anche l'Autorità greca per l'energia i rifiuti e l'acqua (Raeww) essendo coinvolta nel cambio di controllo anche la Borsa greca per l'energia. Le approvazioni - spiega Euronext - soddisfano tutte le condizioni previste dall'offerta pubblica di acquisto e di scambio (Opas) lanciata lo scorso 31 luglio. Quest'ultima aveva ricevuto un primo via libera dell'Autorità di regolazione lo scorso 6 ottobre e ora è “incondizionata”. La scadenza del periodo di adesione è prevista per il prossimo lunedì 17 novembre, con l'annuncio dei risultati due giorni dopo.
Spagna, inflazione ottobre accelera al 3,1%, su massimi 16 mesi
Il tasso di inflazione annuo in Spagna è aumentato per il secondo mese al 3,1% a ottobre, il livello più alto da giugno 2024, in leggero aumento rispetto al 3% di settembre, in linea con la stima preliminare. La principale pressione al rialzo è venuta dai prezzi di abitazioni e servizi di pubblica utilità (7,5% contro il 7,1% di settembre), tra cui l'elettricità, e dai trasporti (2,4% contro il 2,2%).
Il tasso di inflazione di fondo, che esclude componenti volatili come alimentari ed energia, si è confermato al massimo degli ultimi dieci mesi del 2,5% a ottobre, in aumento rispetto al 2,4% di settembre e agosto. Su base mensile, l'indice dei prezzi al consumo (Ipc) è aumentato dello 0,7% a ottobre, in linea con la rilevazione precedente, dopo un calo dello 0,3% nel mese precedente. Considerando l'indice armonizzato Ue, l'Ipc è aumentato del 3,2% su base annua e dello 0,5% su base mensile, entrambi in linea con le stime preliminari.
Prezzo oro in calo, Spot scambiato a 4.163 dollari
Prezzo dell'oro in calo questa mattina sui mercati delle materie prime: il metallo prezioso con consegna immediata (Gold spot) passa di mano a 4.163,4600
dollari l'oncia con una flessione dello 0,19% mentre l'oro con consegna a dicembre (Comex) è scambiato a 4.176,40 dollari l'oncia con una riduzione dello 0,43%.
Francia, rallenta inflazione
I prezzi al consumo in Francia sono aumentati dello 0,9% su base annua a ottobre, in rallentamento dopo il rimbalzo dell'1,2% di settembre, secondo la stima definitiva pubblicata dall'Insee, l'Istituto nazionale francese di statistica e studi economici. Questo calo dell'inflazione è spiegato in particolare dalla flessione dei prezzi dell'energia e dalla frenata di quelli dei prodotti alimentari, ha affermato l'Insee, che ha rivisto leggermente al ribasso dello 0,1% la sua stima annuale. Su base mensile l'inflazione è salita dello 0,1%. Nel terzo trimestre del 2025, i salari orari e il costo orario del lavoro in Francia aumentano dell'1,9% su un anno. A ottobre il numero totale di nuove imprese, per tutte le tipologie di attività e al netto delle variazioni stagionali e dei giorni lavorativi, ha continuato a diminuire (-1,0% dopo il -3,2% di settembre), dopo il massimo storico raggiunto ad agosto.
Borse, Milano e piazze europee in negativo
Avvio debole per la Borsa di Milano: il primo indice Ftse Mib segna un calo dello 0,86%, l'Ftse All share un ribasso dello 0,82%. Apertura in rosso per le principali Borse europee, con Londra a registrare il dato peggiore: l'indice Ftse 100 lascia sul parterre quasi un punto percentuale (-0,98%). In calo anche Parigi, con l'indice Cac a quota -0,57%; Francoforte, più debole, resta più vicina alla parità, con il Dax a quota -0,08%. Dati negativi arrivano anche da Tokyo, dove stamane il Nikkei ha chiuso le contrattazioni lasciando sul terreno l'1,76%.
Borse, male l’Asia
Mercati azionari asiatici e dell'area del Pacifico in forte calo sulla pesantezza di Wall street e la frenata in Cina in ottobre della produzione e delle vendite.
Con consistenti ribassi dei titoli tecnologici, la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo dell'1,7%, con Hong Kong sulla stessa linea.
In Cina negativa di quasi un punto percentuale Shanghai e dell'1,3% Shenzhen, con Seul che ha concluso in scivolata del 3,8%. Male anche Sidney, che ha accusato un calo finale dell'1,3%. Deboli i futures sull'avvio dei listini europei.
Ferrovie Nord, ricavi oltre 500 milioni
Ferrovie Nord Milano ha chiuso i primi 9 mesi dell'anno con ricavi in crescita del 5,8% a 503,6 milioni. Il margine operativo lordo è salito del 6% a 184,1 milioni e l'utile netto del 12,8% a 61,5 milioni, con una posizione finanziaria netta di 776,6 milioni. I ricavi sono stati trainati dall'ingresso di Nordcom nel perimetro di consolidamento, dall'incremento dei ricavi TPL su gomma (inclusa la quota di contributi Covid-19 a compensazione dei minori introiti tariffari registrata nel secondo trimestre del 2025) e dei servizi sostitutivi, dalla crescita dei pedaggi autostradali per effetto del maggior traffico e dalle vendite di energia legate allo sviluppo della capacità installata.
WeBuild, nuovi ordini per 9,3 miliardi
Il totale dei nuovi contratti da inizio anno, comprensivo di ordini e variation orders in corso di finalizzazione o negoziazione, ammonta a 9,3 miliardi di euro, di cui oltre il 98% è stato acquisito in geografie chiave con basso profilo di rischio. È quanto fa sapere Webuild nel comunicato stampa sui risultati relativi ai primi 9 mesi del 2025. Nel dato sono compresi 0,8 miliardi miliardi di gare in cui Webuild è risultata come miglior offerente. Gli ordini da inizio anno portano il totale di acquisizione del triennio 2023-2025 a circa 45 miliardi di euro. Il dato supera di quasi 10 miliardi di euro il target previsto dal piano industriale "Roadmap al 2025 - The Future is Now" per il triennio, confermando la capacità del Gruppo di intercettare opportunità strategiche nei mercati chiave, interessati da forti investimenti nei settori in cui Webuild vanta una solida expertise. Nei primi nove mesi dell'anno, inoltre, Webuild ha effettuato oltre 11.000 assunzioni, di cui 2.400 in Italia. Gli occupati totali per il gruppo sono circa 95mila.
Richemont, quadruplicato l’utile nel primo semestre
Il colosso svizzero del lusso Richemont, proprietario della maison di gioielli Cartier, ha quasi quadruplicato l'utile netto nel primo semestre del suo esercizio fiscale, dopo che significative svalutazioni patrimoniali nello stesso periodo dell'anno precedente avevano drasticamente ridotto i suoi profitti. Il fatturato per il periodo che va da aprile a fine settembre, trainato dalle vendite di gioielli, è aumentato del 5% a 10,6 miliardi di euro, ha annunciato la società in un comunicato. Nel dettaglio, le vendite semestrali della gioielleria sono aumentate del 14% a cambi costanti e del 9% in euro. L'orologeria, invece, ha registrato un calo del 2% in valuta locale e del 6% in euro, pur mostrando una contrazione meno marcata dopo un periodo di diciotto mesi particolarmente difficile per il settore. Il gruppo ha introdotto aumenti di prezzo nel semestre, a fronte della pressione sui costi delle materie prime e, in misura minore, dei dazi doganali.
Allianz rivede al rialzo la guidance
Il gruppo tedesco Allianz ha realizzato nel terzo trimestre dell'anno un utile operativo (ebit) record, in crescita del 13% su base annua a 4,4 miliardi di euro, grazie a un basso numero di sinistri di maggiore entità. Una situazione che ha portato il gruppo assicurativo ad alzare il suo obiettivo annuale. Sempre nel terzo trimestre, i ricavi operativi sono saliti a 2,1 miliardi con una crescita del 9, 1 per cento. Secondo un comunicato stampa, la più grande compagnia europea del settore prevede ora un utile operativo compreso tra 17 e 17,5 miliardi di euro per l'intero anno. In precedenza aveva previsto un risultato di 16 miliardi di euro, più o meno 1 miliardo di euro.
Cina, frena la produzione industriale
Rallenta la produzione industriale cinese a valore aggiunto. Secondo i dati diffusi dall'Ufficio nazionale di statistica, il dato ha segnato un rialzo del 4,9% su base annua nel mese di ottobre, a settembre era + 6,5%. Nei primi dieci mesi di quest'anno, la produzione industriale cinese è aumentata del 6,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Da un'analisi dettagliata dei dati emerge che la produzione a valore aggiunto del settore manifatturiero è aumentata del 4,9% su base annua; nel settore minerario +4,5%; nei settori della produzione e fornitura di energia elettrica, calore, gas e acqua è aumentata del 5,4%.
Verizon taglia posti di lavoro
Verizon sta pianificando di tagliare circa 15.000 posti di lavoro, il più grande licenziamento mai effettuato dall'azienda di telecomunicazioni statunitense: lo riportano i media Usa, citando fonti interne. L'azienda al momento non commenta le indiscrezioni. I licenziamenti riguarderanno circa il 15% della forza lavoro di Verizon e dovrebbero avvenire già la prossima settimana.