Meno incidenti su strade e autostrade rispetto a sei anni fa. Il calo - che di per sé è sempre una buona notizia - è leggero e il percorso per rendere le strade più sicure è ancora lungo. Ma secondo il Codacons è sufficiente per denunciare l’andamento opposto dei premi assicurativi, che salgono nonostante la minore incidentalità.
Il rapporto Aci-Istat ha diffuso i dati sugli incidenti stradali per il primo semestre 2025. Si tratta ancora di una stima preliminare, ma tra gennaio e giugno 2025, rispetto allo stesso periodo 2024, le lesioni a persone sono scese dell’1,3%; i feriti dell’1,2% mentre più netta è la discesa delle vittime entro il trentesimo giorno (-6,8%). Nella prima metà dell’anno sono risultate più sicure strade urbane ed extraurbane, che registrano un calo delle vittime rispettivamente dell’8,4% e del 7,1%; tendenza opposta per le autostrade dove i morti sono stati il 4,4% in più.
Aci e Istat hanno poi confrontato il dato con i primi sei mesi del 2019, anno di riferiment…
Meno incidenti su strade e autostrade rispetto a sei anni fa. Il calo - che di per sé è sempre una buona notizia - è leggero e il percorso per rendere le strade più sicure è ancora lungo. Ma secondo il Codacons è sufficiente per denunciare l’andamento opposto dei premi assicurativi, che salgono nonostante la minore incidentalità.
Il rapporto Aci-Istat ha diffuso i dati sugli incidenti stradali per il primo semestre 2025. Si tratta ancora di una stima preliminare, ma tra gennaio e giugno 2025, rispetto allo stesso periodo 2024, le lesioni a persone sono scese dell’1,3%; i feriti dell’1,2% mentre più netta è la discesa delle vittime entro il trentesimo giorno (-6,8%). Nella prima metà dell’anno sono risultate più sicure strade urbane ed extraurbane, che registrano un calo delle vittime rispettivamente dell’8,4% e del 7,1%; tendenza opposta per le autostrade dove i morti sono stati il 4,4% in più.
Aci e Istat hanno poi confrontato il dato con i primi sei mesi del 2019, anno di riferimento scelto dalla Commissione europea per il programma “Road safety policy framework 2021-2030”, che fissa come obiettivo intermedio la riduzione del 50% del numero di vittime e feriti gravi entro il 2030. In sei anni il calo di incidenti (-1,5%) e feriti (-5%) non è altissimo ma è più incoraggiante quello dei decessi, che sono arrivati al -14,6%: la stessa Istat lo definisce “un progresso verso il raggiungimento degli obiettivi europei”. Rispetto al 2019 le autostrade sono diventate nettamente più sicure perché il calo delle vittime è stato del 33,4%; per strade urbane ed extraurbane si è attestato a -12%.
Questi numeri cozzano per il Codacons con l’andamento dei premi. "Minore incidentalità si traduce in minori costi in capo alle assicurazioni a titolo di indennizzi e risarcimenti agli assicurati, ma non si riflette sulle tariffe rc auto praticate agli automobilisti", osserva l’associazione. Il costo medio di una polizza, in base agli ultimi dati Ivass, è passato infatti dal 400 euro del II trimestre 2024 ai 415 euro del II trimestre 2025, con un incremento del +3,7%.
Male le quattro ruote, boom a due ruote
La rilevazione di Aci e Istituto di statistica conferma una tendenza ben nota: la flessione del mercato dell’auto. Nel primo semestre 2025 le iscrizioni di auto e motocicli nuovi sono scese del 4,3% rispetto all’anno precedente, più allarmante è il confronto con il 2019 (-20%) ma solo per le auto, perché le vendite di motocicli sono aumentate e anche di parecchio: +41,1%.
Gli italiani vanno verso le due ruote, ma non solo quelle motorizzate: il bike sharing - calcolano Aci e Istat - è in aumento del 36% nel primo quadrimestre 2025, per un totale di cinque milioni di noleggi; cala la percorrenza media (-12%) ormai da anni, segno che le bici a noleggio vengono usate per spostamenti sempre più brevi.
Panorama cangiante anche per il mondo dei monopattini in condivisione, per i quali il numero di operatori è sceso dai 99 del 2022 ai 62 di adesso; al contrario delle bici, aumentano invece le percorrenze: +34%.