ROMA - La maggioranza riscrive la manovra. Lo fa con una raffica di emendamenti. Più di 1.600 sui circa 5.700 totali che includono le proposte delle opposizioni. Dentro c’è di tutto, dall’innalzamento del tetto del contante a 10mila euro (con una tassa di 500 euro) al condono edilizio, dall’adesione preventiva allo sciopero nei trasporti fino al bonus per le tombe.
In virtù di un patto già stretto con le opposizioni al Senato, la stragrande maggioranza delle richieste depositate ieri in commissione Bilancio sopravviverà quattro giorni. Da martedì, infatti, avanzeranno solo i cosiddetti “segnalati”: in tutto 238 per Fratelli d’Italia, FI, Lega e Noi Moderati.
Ma anche se in versione ridotta, le richieste possono scardinare l’impianto della Finanziaria ap…
ROMA - La maggioranza riscrive la manovra. Lo fa con una raffica di emendamenti. Più di 1.600 sui circa 5.700 totali che includono le proposte delle opposizioni. Dentro c’è di tutto, dall’innalzamento del tetto del contante a 10mila euro (con una tassa di 500 euro) al condono edilizio, dall’adesione preventiva allo sciopero nei trasporti fino al bonus per le tombe.
In virtù di un patto già stretto con le opposizioni al Senato, la stragrande maggioranza delle richieste depositate ieri in commissione Bilancio sopravviverà quattro giorni. Da martedì, infatti, avanzeranno solo i cosiddetti “segnalati”: in tutto 238 per Fratelli d’Italia, FI, Lega e Noi Moderati.
Ma anche se in versione ridotta, le richieste possono scardinare l’impianto della Finanziaria approvata dal Consiglio dei ministri. Cancellando o modificando alcune misure, ma anche chiedendone di nuove. Sono tutte accomunate da un fattore di rischio: i costi. Altro che correzioni a saldi invariati e in linea con le nuove regole europee, come da giorni va raccomandando il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Scorrendo i fascicoli delle proposte di modifica spuntano centinaia di norme con coperture ballerine e non in linea con il nuovo Patto di stabilità. Per non dire ardite, come la vendita delle quote italiane del Mes sollecitata dal Carroccio.
Altre coperture, come quelle della tassa sull’oro, sono già considerate "eccessive” da fonti di governo. La palla ora è in mano ai parlamentari, ma una volta selezionati gli emendamenti che ambiscono a entrare nella legge di bilancio spetterà ai tecnici del Mef valutarne la sostenibilità.
Intanto, però, la maggioranza forza la mano. I livelli dell’intervento sono due. Il primo riguarda le modifiche alle norme già inserite nella manovra. È il caso dell’aumento al 26% della cedolare secca sugli affitti brevi che Forza Italia e Lega chiedono di cancellare. FdI, però, non è d’accordo. La linea dei meloniani è un’altra: rivedere, ma non abolire.
Un ragionamento applicato anche alla nuova tassazione dei dividendi delle società e alla stretta sui crediti fiscali, che sempre gli azzurri chiedono di abolire.
Sopprimere le norme significa togliere coperture alla Finanziaria. Ecco la manomissione dei saldi. Tra l’altro le alternative sono, anche loro, causa di frizione con il governo. L’esempio più evidente è il raddoppio, da 2 a 4 punti, dell’aumento dell’Irap per banche e assicurazioni. Sono i leghisti a chiederlo per incassare così un miliardo da girare "al programma di contrasto al crimine e di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica”, ma Palazzo Chigi non intende mettere in discussione l’accordo raggiunto con l’Abi.
Il secondo piano degli interventi della maggioranza ha a che fare con le misure di bandiera. FI spinge per le assunzioni di poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco, ma chiede anche la decontribuzione diretta a favore delle madri lavoratrici. Dentro la lista della Lega ci sono la sospensione dell’aumento dell’età pensionabile, il Piano casa e una rottamazione allargata alle cartelle da accertamento.
FdI spinge invece per un fondo di previdenza complementare in favore dei nuovi nati, ma vuole anche alzare la soglia dei fringe benefit a 3mila euro (mille in più per chi ha figli a carico).
Per recuperare risorse, i senatori meloniani propongono una tassa di 2 euro sui mini pacchi extra Ue. Noi Moderati - spiega la senatrice Mariastella Gelmini - propone una detrazione per i libri scolastici e agevolazioni fiscali per i nonni che si fanno carico delle spese dei nipoti. La coperta è corta. Per Palazzo Chigi si può allungare appena un po’, ma il peso degli emendamenti l’ha bucata. È già tempo di ricucire.