MILANO – Webuild si avvia verso la chiusura del piano triennale 2023-25 con un portafoglio ordini solido, in grado di garantire al general contractor quasi quattro anni di visibilità sui ricavi futuri.
Oltre 9 miliardi di nuovi ordini da gennaio
Da gennaio, il gruppo ha acquisito nuovi ordini per 9,3 miliardi di euro (compresi quelli in fase di negoziazione e finalizzazione), portando il totale nell’arco del piano a circa 45 miliardi, 10 in più rispetto all’obiettivo.
Metà provengono dall’Italia e quasi l’intera quota rimanente è divisa tra Medio Oriente (1,5 miliardi), Nord America (1,4), Australia (1,3) ed Europa (0,4).
Aperte le candidature per il ponte di Messina
La somma non include, invece, i lavori relativi alla costruzione del ponte tra Sicilia e Calabria, che l’azienda Stretto di Messina Spa ha appaltato al consorzio Eurolink, capitanato da Webuild.
In attesa di novità sul fronte politico, il gruppo guidato da Pietro Salini ha già aperto le prime candidature, raccogliendo ol…
MILANO – Webuild si avvia verso la chiusura del piano triennale 2023-25 con un portafoglio ordini solido, in grado di garantire al general contractor quasi quattro anni di visibilità sui ricavi futuri.
Oltre 9 miliardi di nuovi ordini da gennaio
Da gennaio, il gruppo ha acquisito nuovi ordini per 9,3 miliardi di euro (compresi quelli in fase di negoziazione e finalizzazione), portando il totale nell’arco del piano a circa 45 miliardi, 10 in più rispetto all’obiettivo.
Metà provengono dall’Italia e quasi l’intera quota rimanente è divisa tra Medio Oriente (1,5 miliardi), Nord America (1,4), Australia (1,3) ed Europa (0,4).
Aperte le candidature per il ponte di Messina
La somma non include, invece, i lavori relativi alla costruzione del ponte tra Sicilia e Calabria, che l’azienda Stretto di Messina Spa ha appaltato al consorzio Eurolink, capitanato da Webuild.
In attesa di novità sul fronte politico, il gruppo guidato da Pietro Salini ha già aperto le prime candidature, raccogliendo oltre 8.500 curriculum in appena tre giorni.
Focus sui mercati strategici, ma non solo
Torniamo ai numeri. La pipeline commerciale di breve termine, che include le gare presentate e in attesa di aggiudicazione (18,5 miliardi) e quelle in fase di preparazione (oltre 14 miliardi), ammonta a 76,7 miliardi.
Il gruppo continua a monitorare i mercati strategici, con un occhio anche sulle altre geografie. È un momento di grande dinamismo per il settore delle infrastrutture, grazie alla crescente domanda di mobilità sostenibile, energia, acqua e servizi.
In Europa, i general contractor potrebbero raccogliere ordini legati ai nuovi target Nato per la spesa militare, al progetto della Commissione per l’alta velocità nel Continente, al piano da 500 miliardi varato dal governo tedesco o alla ricostruzione dell’Ucraina. Anche in Italia la mobilità, assieme alla realizzazione di nuovi stadi e ospedali, può presentare opportunità di investimento.
Nuovo piano nel 2026
In occasione dell’appuntamento trimestrale sugli ordini, il cda ha nominato consigliere Lorenzo Iucci (proposto da Cdp Equity) e ha confermato la guidance sul 2025, con ricavi superiori a 12,5 miliardi e un margine di oltre 1,1 miliardi.
Non esclude un ulteriore miglioramento della crescita legato al positivo andamento dell’attività operativa. Il nuovo piano, invece, sarà presentato nel 2026, probabilmente quando saranno annunciati i risultati dell’esercizio attuale.