Condono in manovra, bufera sul governo. “È un voto di scambio”
di Giuseppe ColomboEdmondo Cirielli e Giorgia Meloni
(agf)ROMA - “Un atto di giustizia”. No, una proposta da “voto di scambio”. La destra rivendica, il centrosinistra attacca: è scontro sull’emendamento alla manovra che riesuma la sanatoria edilizia voluta da Silvio Berlusconi nel 2003. Su “tutto il territorio nazionale”, come recita la proposta di Fratelli d’Italia, ma con un impatto maggiore nella Campania che andrà al voto il 23 e il 24 novembre.
Per la coalizione di governo, il fronte è doppio. La mossa del partito della premier Giorgia Meloni non piace a Forza Italia. È il leader degli azzurri, Antonio Tajani, a frenare. “La questione - dice - va affrontata caso per caso, bisogna vedere quali” abitazioni “possono essere sanate e quali no”. Fuori “quelle che sono pericolanti e dove c’è un pericolo per i cittadini”.
Una distinzione non da poco considerando che le condizioni e le modalità della regolarizzazione saranno definite dalle Regioni entro due mesi dall’entrata in vigore della norma. C’è spazio - è il ragionamento - per evitare un …
ROMA - “Un atto di giustizia”. No, una proposta da “voto di scambio”. La destra rivendica, il centrosinistra attacca: è scontro sull’emendamento alla manovra che riesuma la sanatoria edilizia voluta da Silvio Berlusconi nel 2003. Su “tutto il territorio nazionale”, come recita la proposta di Fratelli d’Italia, ma con un impatto maggiore nella Campania che andrà al voto il 23 e il 24 novembre.
Per la coalizione di governo, il fronte è doppio. La mossa del partito della premier Giorgia Meloni non piace a Forza Italia. È il leader degli azzurri, Antonio Tajani, a frenare. “La questione - dice - va affrontata caso per caso, bisogna vedere quali” abitazioni “possono essere sanate e quali no”. Fuori “quelle che sono pericolanti e dove c’è un pericolo per i cittadini”.
Una distinzione non da poco considerando che le condizioni e le modalità della regolarizzazione saranno definite dalle Regioni entro due mesi dall’entrata in vigore della norma. C’è spazio - è il ragionamento - per evitare un “liberi tutti”.
Ma la misura voluta dai meloniani pone comunque le basi per tornare a sanare gli illeciti. In tutto sei tipologie di opere abusive, dagli edifici realizzati in assenza del titolo abitativo e non conformi alle norme urbanistiche fino alle ristrutturazioni che hanno modificato sagome e prospetti senza un’autorizzazione o con permessi non conformi alla legge.
Tutte opzioni ritenute legittime e necessarie dai Fratelli. Il candidato presidente del centrodestra in Campania, Edmondo Cirielli, assicura che in caso di vittoria recepirà immediatamente la nuova norma: "Non possiamo perdere altro tempo, dobbiamo chiudere - sottolinea - una pagina di ingiustizia e restituire certezza a migliaia di famiglie”. La sponda è pronta: martedì, infatti, i senatori di FdI inseriranno l’emendamento che riattiva il condono nel fascicolo dei 123 “segnalati” che puntano a entrare nel testo della legge di bilancio.
Alla determinazione dei proponenti rispondono le opposizioni. In modalità campo largo, tutti i partiti del centrosinistra si scagliano contro il condono. Tanto a livello locale, alla luce del voto imminente in Campania, tanto a livello nazionale, dato che l’emendamento ripristina la sanatoria in tutto il Paese. A Cirielli risponde il competitor Roberto Fico. Definisce l’iniziativa dell’avversario “un annuncio disperato per una coalizione che sa di aver perso le elezioni e si aggrappa ai suoi evergreen”. Poi la stoccata: “Serve il diritto alla casa, non fare condoni”.
È il Pd campano, con il segretario Piero De Luca, a parlare di “una dinamica che ha tutte le caratteristiche di un voto di scambio politico”. A rivolgersi direttamente alla premier è Matteo Renzi. “Meloni - incalza - ha annunciato il suo piano casa: un mega condono in Campania, la settimana del voto! Questo non è riformismo, questo è il governo dei mediocri e del voto di scambio”. Si fa sentire anche il leader dei 5 stelle, Giuseppe Conte: “Tutto questo è pazzesco, significa essere scollati dalla realtà”. Tutti contro “il governo dei condoni”.