Legge di bilancio, emendamento della Lega: “Anas via da Fs, torna al Tesoro con una nuova missione”
di Giuseppe Colombo , Aldo FontanarosaROMA – Nuovo colpo di acceleratore nell’operazione Anas, storica società italiana delle strade. Il colpo sul pedale lo danno due senatrici e un senatore della Lega (Minasi, Testor e Dreosto) con un lungo e accurato emendamento alla legge di Bilancio. Se approvato, l’emendamento sancirebbe un importante addio.
Dopo 7 anni di complicata convivenza, Anas uscirebbe dalle proprietà di Ferrovie dello Stato e tornerebbe al ministero dell’Economia. Si rafforza, dunque, lo scenario che Repubblica ha delineato in un articolo del 26 ottobre.
L’emendamento detta, intanto, i tempi della separazione. A partire dall’approvazione del suo bilancio 2025, Ferrovie trasferirà al ministero dell’Economia tutte le azioni Anas che ha in mano dal 2018. Un trasferimento “senza corrispettivo”, quindi gratuito. Non c’è una compravendita, né un prezzo da pagare: è un atto interno al settore pubblico, deciso per legge.
Partecipazione azzerata
Sarà l’assemblea degli azionisti di Fs a deliberare il trasferimento che…
ROMA – Nuovo colpo di acceleratore nell’operazione Anas, storica società italiana delle strade. Il colpo sul pedale lo danno due senatrici e un senatore della Lega (Minasi, Testor e Dreosto) con un lungo e accurato emendamento alla legge di Bilancio. Se approvato, l’emendamento sancirebbe un importante addio.
Dopo 7 anni di complicata convivenza, Anas uscirebbe dalle proprietà di Ferrovie dello Stato e tornerebbe al ministero dell’Economia. Si rafforza, dunque, lo scenario che Repubblica ha delineato in un articolo del 26 ottobre.
L’emendamento detta, intanto, i tempi della separazione. A partire dall’approvazione del suo bilancio 2025, Ferrovie trasferirà al ministero dell’Economia tutte le azioni Anas che ha in mano dal 2018. Un trasferimento “senza corrispettivo”, quindi gratuito. Non c’è una compravendita, né un prezzo da pagare: è un atto interno al settore pubblico, deciso per legge.
Partecipazione azzerata
Sarà l’assemblea degli azionisti di Fs a deliberare il trasferimento che avverrà tramite “girata dei certificati azionari”. Nel bilancio di Fs, la partecipazione in Anas sarà azzerata. Il patrimonio netto di Ferrovie si ridurrà di un importo pari al valore assegnato ad Anas al 31 dicembre 2025.
Un punto chiave è la continuità giuridica. Il Consiglio di amministrazione di Anas rimane al suo posto fino alla naturale scadenza, per garantire stabilità nella fase di passaggio. Non c’è, insomma, un azzeramento. Cambia il proprietario, ma Anas continua a operare senza strappi.
Restano validi gli accordi, le convenzioni, le pattuizioni sottoscritte da Anas prima del trasferimento. Sono confermati inoltre i rapporti giuridici nati prima dell’entrata in vigore della nuova disposizione.
Addio al polo unico
L’emendamento spiega anche il senso di questo divorzio. Va in soffitta il progetto di un polo unico delle infrastrutture varato nel 2018. Ora Ferrovie farà il suo mestiere sui binari; ed Anas il suo nella costruzione, gestione e nel miglioramento “della rete viaria statale”.
Riportata nel suo ambito naturale (quello stradale), Anas allargherà il suo raggio d’azione. L’emendamento prevede possa diventare, sempre di più, una “centrale tecnica” dello Stato per le infrastrutture viarie.
Se autorizzata, potrà intervenire anche su strade che oggi non fanno parte della sua rete (per esempio, le regionali o locali), aiutando enti e amministrazioni nella progettazione, nella gestione delle gare e nella realizzazione delle opere.
La scelta politica
L’emendamento leghista è molto preciso e viene considerato – anche in ambienti governativi – di importanza prioritaria. Si capirà nelle prossime ore se rientrerà tra i “segnalati”, condizione che lo porterebbe a sicura approvazione in Senato.
Prova della sua precisione sono anche alcune deroghe tecniche. Per agevolare la scissione tra Anas ed Fs, l’emendamento disinnesca una serie di vincoli. Non si applicano, ad esempio, alcune regole del Codice civile sulle operazioni straordinarie come gli articoli su fusioni e riduzioni di capitale.
E ancora: tutti gli atti necessari all’operazione sono esclusi da imposte dirette, indirette e tasse.