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La Bce promuove le banche europee, “posizioni robuste di capitale e liquidità”

(afp)

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Francoforte allenta alcuni requisiti Srep per il 2026, lasciando agli istituti un margine più ampio per aumentare i dividendi e la remunerazione dei soci
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MILANO – Le banche europee superano a pieni voti il processo di revisione e valutazione prudenziale della Bce, il cosiddetto Srep test. Quest’anno, i 105 istituti direttamente vigilati presentano, nel complesso, “posizioni robuste di capitale e liquidità e una forte generazione di utili”, scrive Francoforte.

Ma avverte: shock nel commercio estero, geopolitici o macro-finanziari aumentano il rischio di “improvvise correzioni dei mercati che avrebbero conseguenze negative per la stabilità finanziaria nell'area Euro e l’economia globale”. Il tutto “esacerbato dalla crescente interconnessione fra istituzioni bancarie e non bancarie.

Incertezza ancora elevata

In altre parole, le banche europee devono essere preparate a gestire “un livello di incertezza globale che ha raggiunt…

MILANO – Le banche europee superano a pieni voti il processo di revisione e valutazione prudenziale della Bce, il cosiddetto Srep test. Quest’anno, i 105 istituti direttamente vigilati presentano, nel complesso, “posizioni robuste di capitale e liquidità e una forte generazione di utili”, scrive Francoforte.

Ma avverte: shock nel commercio estero, geopolitici o macro-finanziari aumentano il rischio di “improvvise correzioni dei mercati che avrebbero conseguenze negative per la stabilità finanziaria nell'area Euro e l’economia globale”. Il tutto “esacerbato dalla crescente interconnessione fra istituzioni bancarie e non bancarie.

Incertezza ancora elevata

In altre parole, le banche europee devono essere preparate a gestire “un livello di incertezza globale che ha raggiunto livelli eccezionali” fra tensioni geopolitiche e commerciali, sfide climatiche e demografiche e “sconvolgimenti tecnologici” che presentano probabilità “senza precedenti” che si avverino rischi di coda, ossia eventi estremi considerati improbabili.

Tuttavia, “le condizioni rimangono favorevoli per un rafforzamento della crescita del Pil dell'area euro nell'orizzonte di previsione”, anche se alla forte crescita del primo trimestre 2025 dovrebbe seguire una seconda metà d'anno più debole. A questo si aggiunge il rischio che nuove escalation commerciali possano “impattare su export, investimenti e consumi” e che “il potenziale peggioramento del clima sui mercati possa inasprire le condizioni finanziarie”.

Uscita dalla Russia? “Sulla buona strada”

Quanto al percorso di uscita dalle Russia, la presidente del consiglio di Vigilanza, Claudia Buch, ritiene che le banche europee siano “sulla buona strada”. Buch evita di citare Unicredit o altri istituti specifici che ancora hanno attività nel Paese, limitandosi a ripetere che la Bce continuerà a monitorare questo processo.

I numeri battono i requisiti

Il concetto di Srep è stato introdotto nel 2004 per vigilare sull’attività bancaria degli istituti di credito del continente. Negli anni ha subito alcune modifiche, affermandosi come termometro del settore. Dall’ultima rilevazione emerge un capitale medio ponderato di migliore qualità al 16,1% delle attività ponderate per il rischio (Cet1), un leverage ratio del 5,9% e un coefficiente patrimoniale totale del 20,2%.

Considerando il secondo trimestre di quest’anno, lo Srep nota che i buffer di liquidità sono rimasti ben al di sopra del requisito minimo del 100%, con il coefficiente di copertura della liquidità aggregato (Lcr) al 158%. Inoltre le banche dell'Eurozona hanno mantenuto un buon accesso ai finanziamenti al dettaglio e all'ingrosso, con un coefficiente di finanziamento netto stabile (Nsfr) medio sostanzialmente stabile al 127%.

Infine, una precisazione sulle piccole banche europee che, puntualizza la Bce, escono dagli esami Srep 2025 come “il modello di business più performante in termini di redditività complessiva, nonché di capacità di generazione di ricavi ed efficienza dei costi”.

Meno pressione dalle misure qualitative

Per il prossimo anno, i requisiti e la guidance sul capitale Cet1 e i requisiti di secondo pilastro restano stabili, rispettivamente, all'11,2% e all'1,2%, mentre la guidance non vincolante Pillar 2 scende dall'1,3% all'1,1%. La Bce, invece, ritocca i requisiti qualitativi. Rispetto allo Srep precedente, la Bce ha imposto il 30% in meno di misure qualitative, perlopiù sul rischio di credito e l'adeguata governance e patrimonializzazione.

La mossa lascia agli istituti un margine più ampio per aumentare i dividendi e la remunerazione dei soci. Per il triennio 2026-28, le priorità dell’istituto centrale sono “resilienza ai rischi geopolitici e incertezze macro-finanziarie” oltre che solidità operativa e dei sistemi It.

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