ROMA – Doppia condanna, in sede civile, per Google che ha abusato della sua posizione dominante. Succede in Germania, ma nuovi pesanti verdetti possono arrivare in altri tribunali europei.
Quando una persona cercava un prodotto da comprare su Google, per anni il motore di ricerca ha favorito Google Shopping. Il servizio interno compariva in alto nelle risposte alle ricerche, ben visibile e valorizzato dalla grafica. Nello stesso tempo, Google ha penalizzato altri portali (come i tedeschi Idealo e Producto). Dunque ha abusato della sua forza.
Dopo una prima condanna ad opera della Commissione Ue nel 2017, una dozzina di “vittime” - cioè di portali concorrenti di Google Shopping - ha chiesto il risarcimento del danno subito lamentando la perdita di clienti e fatturato.
Il ruolo di Axel Springer
Adesso il Tribunale regionale di Berlino condanna Google a pagare 465 milioni di euro, interessi compresi, a Idealo. Questo portale tedesco - proprietà del gruppo editoriale Axel Springer - è a…
ROMA – Doppia condanna, in sede civile, per Google che ha abusato della sua posizione dominante. Succede in Germania, ma nuovi pesanti verdetti possono arrivare in altri tribunali europei.
Quando una persona cercava un prodotto da comprare su Google, per anni il motore di ricerca ha favorito Google Shopping. Il servizio interno compariva in alto nelle risposte alle ricerche, ben visibile e valorizzato dalla grafica. Nello stesso tempo, Google ha penalizzato altri portali (come i tedeschi Idealo e Producto). Dunque ha abusato della sua forza.
Dopo una prima condanna ad opera della Commissione Ue nel 2017, una dozzina di “vittime” - cioè di portali concorrenti di Google Shopping - ha chiesto il risarcimento del danno subito lamentando la perdita di clienti e fatturato.
Il ruolo di Axel Springer
Adesso il Tribunale regionale di Berlino condanna Google a pagare 465 milioni di euro, interessi compresi, a Idealo. Questo portale tedesco - proprietà del gruppo editoriale Axel Springer - è attivo in altri 5 Paesi europei (Italia inclusa).
Idealo è un motore di ricerca che segnala i prezzi più convenienti di milioni di articoli; permette al navigatore di seguire un prodotto in attesa di possibili sconti; infine rimanda a piattaforme esterne dove concludere l’acquisto.
Gli stessi giudici condannano Google a versare altri 107 milioni di euro a un secondo operatore, Producto, attivo sempre nel settore dei confronti in Rete. In totale, quindi, Google dovrà versare 572 milioni di euro di risarcimenti.
"Presentiamo appello”
Google, che respinge con forza le conclusioni dei giudici, presenterà appello. Il gruppo statunitense ricorda di avere modificato le regole di Google Shopping fin nel 2017, dopo la multa che gli aveva inflitto la Commissione Ue per 2,4 miliardi.
Da quel momento, servizi concorrenti a Google Shopping sono stati ammessi alle aste pubblicitarie e sono comparsi negli spazi sponsorizzati. Secondo l’azienda, le modifiche hanno reso il sistema aperto e competitivo.
Sempre Google mette in evidenza che i tribunali tedeschi hanno ridimensionato le richieste iniziali di Idealo e Producto. La pretesa di risarcimenti miliardari è respinta mentre parte delle spese legali viene scaricata sui due ricorrenti. Argomenti ragionevoli. Ma intanto l’agenzia Bloomberg stima che una decina di altre cause civili restano in piedi nei tribunali.