Telemarketing, da domani stop ai finti numeri mobili. E arriva la proposta FdI sul prefisso dedicato
di Alessandro LongoDa domani, 19 novembre scatta il più importante scudo mai pensato in Italia contro il telemarketing molesto. Un filtro per bloccare in automatico sulla rete le chiamate che usano un numero di cellulare fasullo. Ossia la quasi totalità di telefonate telemarketing o truffaldine. È la “fase due” della stretta contro il telemarketing selvaggio e le truffe telefoniche. Ad agosto c’è stato il filtro che blocca le chiamate dall’estero camuffate da numeri fissi italiani. Adesso il sistema viene esteso ai numeri mobili: gli operatori dovranno fermare alla frontiera di rete le telefonate internazionali che si presentano come un normale cellulare italiano, ma in realtà partono da call center o piattaforme estere che falsificano l’identità del chiamante.
Gli operatori collaborano …
Da domani, 19 novembre scatta il più importante scudo mai pensato in Italia contro il telemarketing molesto. Un filtro per bloccare in automatico sulla rete le chiamate che usano un numero di cellulare fasullo. Ossia la quasi totalità di telefonate telemarketing o truffaldine. È la “fase due” della stretta contro il telemarketing selvaggio e le truffe telefoniche. Ad agosto c’è stato il filtro che blocca le chiamate dall’estero camuffate da numeri fissi italiani. Adesso il sistema viene esteso ai numeri mobili: gli operatori dovranno fermare alla frontiera di rete le telefonate internazionali che si presentano come un normale cellulare italiano, ma in realtà partono da call center o piattaforme estere che falsificano l’identità del chiamante.
Gli operatori collaborano per riuscire a bloccare queste chiamate e distinguerle da quelle fatte da utenti in roaming (quindi pure dall’estero) e quindi lecite. Non è finita qui però con il telemarketing e se ne può avere sentore da una proposta di legge appena arrivata da Fratelli d’Italia: un prefisso unico obbligatorio per consentire di riconoscere le chiamate di telemarketing.
Come funziona il filtro
Di fatto i filtri si applicano a chiamate con spoofing, termine tecnico che significa alterazione dell’identità di un chiamante (o mittente di una comunicazione). In pratica: la telefonata ci appare come italiana, ma viene dall’estero; il numero chiamate è finto, inesistente, generato con sistemi digitali dai call center. È già da tempo una tecnica vietata in Italia. Il problema finora è stata la difficoltà di punire i tanti responsabili, spesso posti fuori dal nostro Paese o comunque difficili da rintracciare. Lo spoofing serve appunto ad aggirare i controlli, a superare eventuali filtri antispam adottati dagli utenti e anche a ingannarli. Vedi numeri finti che appartengono a banche e che servono a estorcere dati di accesso al conto. È importante sapere che il filtro funziona a livello di rete, non richiede app da scaricare, non comporta costi aggiuntivi per gli utenti e deve essere implementato da tutti gli operatori che instradano traffico verso l’Italia, non solo da quelli mobili nazionali.
Che succederà? Fine del telemarketing molesto?
Ma che succederà dal 19 novembre? L’esperienza dei primi mesi offre qualche indicazione su cosa aspettarsi. Secondo i dati diffusi dall’Autorità garante delle comunicazioni la scorsa settimana, il primo filtro ha bloccato a settembre 20 milioni di chiamate, pari a oltre l’1,3% di quelle che dall’estero arriva in Italia. Con il filtro dei mobili italiani fasulli si chiude un cerchio importante; posto che tutti gli operatori collaborino appieno, ovviamente, cosa non scontata. Ci sono ancora chiamate con fissi fasulli, ad esempio, anche se molto meno che in passato, come riporta l’Autorità garante delle comunicazioni, che ha appunto avviato un altro tavolo di lavoro con gli operatori per capire e chiudere tutte le falle residue in questo scudo anti-spoofing. Per il filtro sui numeri mobili ha stabilito l’obbligo per i gestori di dotarsi di un’interfaccia tecnica necessaria per questa collaborazione; chi non lo fa subisce il blocco di tutte le telefonate in roaming.
Ciò detto, anche quando il secondo filtro sarà a regime, non significa la fine dei problemi. Varie associazioni di consumatori l’hanno ribadito più volti: il filtro anti-spoofing non promette “telemarketing zero”. Colpisce una fetta precisa del problema, ma molte chiamate continueranno a raggiungere i cittadini. In particolare, non sono bloccate: le chiamate commerciali da call center che operano dall’Italia utilizzando numeri reali, correttamente registrati, o con numeri alterati; le chiamate dall’estero che usano numerazioni straniere autentiche; le comunicazioni via app di messaggistica, sms, piattaforme VoIP (vedi Whatsapp) che non passano attraverso il normale instradamento voce intercettato dai filtri. Per le chiamate dall’Italia con numeri italiani corretti, l’utente può utilizzare però l’antispam su cellulare. Se usano metodi truffaldini o troppo aggressivi sarà possibile comunque identificarli con facilità. Se usano numeri spoofing non sarà possibile bloccarli, ma poiché i responsabili sono posti in Italia sarà possibile perseguirli da parte delle autorità. Per le chiamate con numeri esteri o Whatsapp non c’è che la prudenza del consumatore come ancora di salvataggio, al momento.
L’emendamento di Fdi
In questo quadro si inserisce la proposta di Fdi. Un emendamento alla manovra a prima firma di Etelwaldo Sigismondi e sottoscritto da Lavinia Mennuni e Paola Ambrogio. "Al fine di garantire la trasparenza e la tutela dell'utenza nei confronti delle comunicazioni di natura commerciale o promozionale - si legge nel testo - tutti gli operatori di comunicazioni elettroniche, che forniscono servizi di telefonia vocale pubblica direttamente o per tramite di società terze sono tenuti ad assegnare e utilizzare un prefisso numerico unico nazionale dedicato alle chiamate in uscita aventi finalità pubblicitaria, promozionale o di vendita diretta" secondo modalità definite dell'Agcom. L'emendamento prevede sanzioni pesanti in caso di inottemperanza. "L'utilizzo di numerazioni diverse da quelle conformi al prefisso unico nazionale - si legge - è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10mila a euro 500mila, nonché con la sospensione temporanea dell'attività di telemarketing fino alla regolarizzazione della posizione". Il numero unico può migliorare la trasparenza delle chiamate telemarketing che vengono da chi segue le regole; ma il presupposto è che si vinca prima, davvero, la battaglia allo spoofing. E non è certo una soluzione contro tutto il telemarketing estero su Whatsapp o con numeri stranieri, di soggetti che, nonostante le leggi già in vigore, non sono stati finora perseguibili.