Le avances del Crédit Agricole nei confronti del Banco Bpm sono ormai all’ultimo stadio. Nella conferenza di presentazione del nuovo piano industriale, il Ceo della banca francese, Olivier Gavalda, ha detto: «Per quanto riguarda l’Italia siamo ovviamente molto attenti a ciò che accadrà in futuro. Stiamo aspettando una proposta da Bpm perché penso che una fusione con Crédit Agricole Italy abbia molto senso, crei molte sinergie, ma questo progetto non è ancora in fase avanzata».
La Banque Verte ha approfittato dell’ostilità del governo italiano nei confronti di Unicredit per crescere nell’azionariato di Banco Bpm: prima oltre il 10% e ora attende il via libera dalla Bce per salire oltre il 20%. Una volta ritirata l’offerta di Unicredit si è parlato di un possibile acquisto di …
Le avances del Crédit Agricole nei confronti del Banco Bpm sono ormai all’ultimo stadio. Nella conferenza di presentazione del nuovo piano industriale, il Ceo della banca francese, Olivier Gavalda, ha detto: «Per quanto riguarda l’Italia siamo ovviamente molto attenti a ciò che accadrà in futuro. Stiamo aspettando una proposta da Bpm perché penso che una fusione con Crédit Agricole Italy abbia molto senso, crei molte sinergie, ma questo progetto non è ancora in fase avanzata».
La Banque Verte ha approfittato dell’ostilità del governo italiano nei confronti di Unicredit per crescere nell’azionariato di Banco Bpm: prima oltre il 10% e ora attende il via libera dalla Bce per salire oltre il 20%. Una volta ritirata l’offerta di Unicredit si è parlato di un possibile acquisto di CA Italia da parte dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna ma il governo italiano si è mostrato contrario al pagamento del prezzo attraverso azioni di Anima, la società del risparmio gestito conquistata da Banco Bpm con un’Opa lo scorso aprile. «Siamo felici della quota in Banco Bpm, ci stiamo organizzando per restare a lungo termine come primi azionisti», ha aggiunto il deputy ceo di Crédit Agricole, Jerome Grivet. «Non ha senso pensare di vendere questa quota in cambio di cash anche se abbiamo acquistato a prezzi molto inferiori a quelli che vediamo sul mercato oggì». In pratica i francesi in cambio del CA Italia vogliono azioni di Banco Bpm per crescere ancora di influenza e procedere in futuro a una fusione mantenendo il controllo. Un controllo che, grazie alla Legge Capitali e alle modifiche del Tuf in arrivo, hanno praticamente già in mano. Con il doppio voto sulla lista del cda, infatti, il Crédit Agricole ha un potere di veto sul management che gli consentirà di inserire diversi suoi uomini nella lista, anche se non manager operativi come chiede la Bce. Su questo tipo di controllo dovrebbe esprimersi anche l’Antitrust europeo, visto che Crédit Agricole avrà piena visibilità sulle politiche del credito di un suo attuale concorrente in Italia.
L’importanza del Belpaese per la banca francese è nei numeri del nuovo piano: Crédit Agricole in Italia punta «al 2028 a superare i 6,5 milioni di clienti e ad un utile che rappresenti il 20% dell’utile del gruppo, con un rafforzamento della presenza del gruppo nel segmento Mid Corporate e ad un’accelerazione di Blank Italia, soluzione digitale per liberi professionisti e microimprese».
Quanto alla parte bancaria la Banque Verte in Italia mira alla crescita di circa 4 miliardi dello stock degli impieghi Corporate con potenziamento della rete territoriale al servizio delle imprese. Inoltre l’istituto vuole riaffermare la leadership nel mercato dei mutui.
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