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Manovra, vertice sulle coperture. Blitz della Lega: tagliare il canone Rai

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La tagliola dei “segnalati” non riduce la portata delle richieste della maggioranza. Salvini critica i condoni edilizi di FdI: “Non sono una soluzione”
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ROMA - Il blitz matura a poche ore dalla scadenza decisiva per le correzioni alla manovra. A Palazzo Madama è il momento della selezione degli emendamenti. Dentro o fuori. I senatori leghisti stanno per chiudere la lista dei loro 67 “segnalati” quando è Matteo Salvini a impartire l’ordine. Recita così: trovate un modo per inserire il taglio del canone Rai. Ma aggiungere una proposta in corsa è impossibile: il termine per il deposito delle richieste è scaduto la settimana scorsa. Ecco allora l’espediente: la richiesta può essere agganciata a un testo già presentato in commissione Bilancio. Detto, fatto. Il veicolo diventa la norma che assegna 15 milioni alle emittenti locali.

L’impianto della misura sul prelievo in bolletta per la tv di Stato ricalca quello presentat…

ROMA - Il blitz matura a poche ore dalla scadenza decisiva per le correzioni alla manovra. A Palazzo Madama è il momento della selezione degli emendamenti. Dentro o fuori. I senatori leghisti stanno per chiudere la lista dei loro 67 “segnalati” quando è Matteo Salvini a impartire l’ordine. Recita così: trovate un modo per inserire il taglio del canone Rai. Ma aggiungere una proposta in corsa è impossibile: il termine per il deposito delle richieste è scaduto la settimana scorsa. Ecco allora l’espediente: la richiesta può essere agganciata a un testo già presentato in commissione Bilancio. Detto, fatto. Il veicolo diventa la norma che assegna 15 milioni alle emittenti locali.

L’impianto della misura sul prelievo in bolletta per la tv di Stato ricalca quello presentato l’anno scorso. Cambia solo la data: giù il canone nel 2026, da 90 a 70 euro. Costo: 430 milioni. Ma l’impuntatura del leader del Carroccio ha anche un obiettivo politico: un segnale a Forza Italia. La contesa sulle “bandierine” - è il ragionamento - rischia di avvantaggiare gli azzurri, che possono rivendicare il taglio dell’Irpef per il ceto medio, mentre la Lega, almeno per il momento, deve accontentarsi di una “mini” rottamazione delle cartelle.

L’azione di disturbo punta dritto ai timori del partito guidato da Antonio Tajani: a fronte di un minore incasso dal canone, alla Rai non resterebbe che alzare il tetto pubblicitario, andando così a danneggiare le altre emittenti, a iniziare da Mediaset. Tra l’altro il precedente dell’anno scorso è foriero di tensioni. In commissione fu proprio Forza Italia, insieme alle opposizioni, a bloccare le volontà di Salvini.

Non solo il canone Rai. Alla vigilia del vertice di maggioranza che Giorgia Meloni presiederà oggi a Palazzo Chigi, le tensioni tra gli alleati riguardano anche il condono edilizio. La contesa è tra Lega e Fratelli d’Italia. Tra i 123 “segnalati” dai meloniani ci sono quattro per altrettante sanatorie. Ma Salvini alza un muro: "La soluzione - ribatte - non è fare nuovi condoni”.

Le fibrillazioni maturano nella consapevolezza che la coperta per le modifiche alla manovra è risicata. E che i calcoli che contano si fanno altrove. Quelli sui dividendi al Dipartimento Finanze del Mef, dove si studia una revisione della tassazione sulle plusvalenze maturate da una società “madre” nel momento in cui vende le partecipazioni detenute in una società “figlia”. Il nuovo regime fiscale seguirà le stesse regole dei dividendi: l’esenzione parziale sarà garantita solo a quelle società che avranno una partecipazione nella “figlia” sopra il 10%. Che potrebbe diventare del 5%: in alternativa il parametro sarebbe il valore (1 milione o 2,5 milioni). Tutto dipende da come cambierà la disposizione sulle cedole.

Le simulazioni si agganciano solo in minima parte alla spinta che arriva dalla maggioranza. Tra l’altro, alla riunione con la premier, Tajani, Salvini e il leader di Noi Moderati, Maurizio Lupi, si presenteranno con una lunga lista di richieste.

Se FI punta a cancellare l’aumento delle tasse sugli affitti brevi e la norma sui dividendi, il Carroccio chiede di allargare la rottamazione, oltre a cancellare l’aumento dell’età pensionabile. FdI punta a rivedere la tassazione sulle cedole e a stabilire che le riserve auree detenute dalla Banca d’Italia "appartengono allo Stato, in nome del popolo italiano»” Ma tutte le “bandierine” sono sorrette da coperture fragili. FdI confida nella tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra Ue, i leghisti sulla rivalutazione dell’oro (come FI) e su un ulteriore aumento dell’Irap a carico delle banche. Per diverse ragioni sono tutte incerte.

Eppure Giancarlo Giorgetti era stato chiaro: le coperture - ha ripetuto più volte il ministro dell’Economia - devono essere adeguate, in linea con le nuove regole europee e non devono stravolgere l’impianto della manovra. Il vertice sulla manovra parte da qui. Vento forza 8. Burrasca all’orizzonte.

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