Nascite in calo, ma chi fa un figlio può avere fino a 3.450 euro di welfare tra bonus e assegni
di Irene Maria ScaliseROMA – Più di 3 mila euro l’anno per figlio. L’Italia offre dei sostegni economici significativi per ogni nuova nascita. Non tutti lo sanno ma si possono attivare mediamente fino a 3.540 euro nel primo anno di vita del nuovo arrivato. Nonostante ciò la metà delle famiglie ha un solo figlio (52%), in linea con la media europea che, secondo l’ultima indagine di Eurostat, mostra come quasi la metà delle famiglie con figli nell’Unione Europea (49,8%) ne ha uno solo.
La stima della cifra è rilevata da BonusX, la piattaforma digitale che aiuta ad accedere ai bonus pubblici. Ecco dunque le principali misure nazionali attualmente in vigore nel 2025: il Bonus nuovi nati (1.000 euro una tantum), l’Assegno unico (in media 170 euro al mese) e i…
ROMA – Più di 3 mila euro l’anno per figlio. L’Italia offre dei sostegni economici significativi per ogni nuova nascita. Non tutti lo sanno ma si possono attivare mediamente fino a 3.540 euro nel primo anno di vita del nuovo arrivato. Nonostante ciò la metà delle famiglie ha un solo figlio (52%), in linea con la media europea che, secondo l’ultima indagine di Eurostat, mostra come quasi la metà delle famiglie con figli nell’Unione Europea (49,8%) ne ha uno solo.
La stima della cifra è rilevata da BonusX, la piattaforma digitale che aiuta ad accedere ai bonus pubblici. Ecco dunque le principali misure nazionali attualmente in vigore nel 2025: il Bonus nuovi nati (1.000 euro una tantum), l’Assegno unico (in media 170 euro al mese) e il Bonus nido (minimo 1.500 euro all’anno). A queste si aggiungono eventuali bonus regionali e comunali che possono incrementare ulteriormente il valore complessivo del sostegno.
I numeri in Italia
Il nuovo report dell’Istat sulla natalità pubblicato a ottobre 2025 fotografa un nuovo minimo storico di nascite in Italia: 369.000 bambini nel 2024, quasi 5.000 in meno rispetto all’anno precedente. Il tasso di fecondità scende a 1,19 figli per donna, segnando il valore più basso degli ultimi quindici anni.
Cosa succede all’estero
In Francia gli assegni familiari variano tra 140 e 200 euro mensili: cifre comparabili all’Assegno Unico Universale italiano, ma soggette a vincoli più rigidi legati al reddito e al numero di figli. In Germania, il Kindergeld ammonta a 250 euro al mese per figlio, senza però bonus aggiuntivi per la nascita o per l’asilo nido. Nei Paesi Bassi, il contributo per i figli è più contenuto, tra 230 e 320 euro ogni tre mesi, mentre in Svezia, considerata il simbolo del welfare europeo, il sostegno diretto (barnbidrag) è di 125 euro mensili, inferiore a quello italiano, ma erogato in modo più automatico e semplice. In Spagna, infine, non esiste un assegno universale nazionale e le misure variano per regione e reddito, risultando spesso inferiori a quelle italiane.
Una fotografia che dimostra come l’Italia sta costruendo un sistema di welfare familiare sempre più competitivo e concreto, dove il vero limite non è economico ma burocratico: le risorse ci sono, ma spesso non arrivano alle famiglie che ne avrebbero diritto. Dopo i bonus e le agevolazioni oggi in vigore, che permettono di attivare fino a 3.540 euro di sostegni pubblici nel primo anno di vita del bambino, il Governo punta ora a rafforzare ulteriormente le misure a favore delle famiglie.
Cosa succede in caso di altri figli
I 3.540 euro valgono per ogni nuova nascita, quindi anche in caso di secondo figlio, terzo figlio e così via. Non sono un importo “per nucleo familiare”, ma una stima media dei sostegni attivabili per ciascun bambino nel primo anno di vita (Bonus nuovi nati + Assegno Unico + Bonus Nido). Inoltre, è utile aggiungere che gli importi non diminuiscono affatto con i figli successivi.Anzi- per il secondo figlio il pacchetto dei sostegni è sostanzialmente lo stesso del primo- dal terzo figlio in poi, l’Assegno Unico prevede maggiorazioni specifiche, quindi il valore complessivo dei benefici tende addirittura ad aumentare.
Favorire la natalità
Un segnale in questa direzione arriva dalla bozza della Legge di Bilancio 2026, che prevede il rafforzamento delle politiche familiari attraverso nuove misure a favore della natalità. Tra le principali novità figura il potenziamento del bonus mamme lavoratrici, che passa da 40 a 60 euro mensili per le madri con almeno due figli, con l’obiettivo di favorire la conciliazione tra lavoro e genitorialità e sostenere le donne che rientrano nel mercato del lavoro dopo la maternità. La manovra conferma inoltre il congedo parentale facoltativo retribuito all’80% per tre mesi, da utilizzare entro i primi sei mesi di vita del bambino, garantendo così una maggiore continuità di reddito nei primi periodi di cura familiare. Accanto a queste misure, viene introdotto anche un contributo casa per genitori separati con difficoltà abitative, pensato per agevolare il ritorno nel circuito della casa e ridurre le situazioni di disagio economico e sociale legate alla separazione. Complessivamente, il Governo ha destinato 1,6 miliardi di euro aggiuntivi al “pacchetto famiglia”, per rafforzare l’assegno unico, il bonus nido e le principali misure di sostegno alla genitorialità, in continuità con le misure già attive nel 2025.