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Nuovo assalto ai pirati della musica: “Basta scaricare Mp3 da YouTube”

Le case discografiche moltiplicano le denunce contro i siti che permettono di generare un file sonoro e di trasferirlo sul pc, sul lettore, sullo smartphone. Il Garante oscura queste piattaforme per la violazione del diritto d’autore, ma la battaglia è difficile
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ROMA – Oggi la musica è gratuita, anche gratuita. Chiunque può andare sul canale ufficiale di un artista (ad esempio su YouTube) ed ascoltarne i brani anche recentissimi. Operazione del tutto normale e legittima.

Il problema è che le persone, spesso, non si accontentano di ascoltare una canzone. Vogliono possederla, in un file Mp3 e senza pagare. Per questo, ricorrono a siti che permettono questa presa di possesso. Sono siti e piattaforme che generano un file Mp3 (in violazione del diritto d’autore) partendo dall’indirizzo di un video presente lecitamente, ad esempio, su YouTube.

Da mesi, il nostro Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) sta affondando uno a uno parecchi di questi siti. Li blocca, oscurandoli.

Le parti lese

Il Garante si m…

ROMA – Oggi la musica è gratuita, anche gratuita. Chiunque può andare sul canale ufficiale di un artista (ad esempio su YouTube) ed ascoltarne i brani anche recentissimi. Operazione del tutto normale e legittima.

Il problema è che le persone, spesso, non si accontentano di ascoltare una canzone. Vogliono possederla, in un file Mp3 e senza pagare. Per questo, ricorrono a siti che permettono questa presa di possesso. Sono siti e piattaforme che generano un file Mp3 (in violazione del diritto d’autore) partendo dall’indirizzo di un video presente lecitamente, ad esempio, su YouTube.

Da mesi, il nostro Garante delle Comunicazioni (l’AgCom) sta affondando uno a uno parecchi di questi siti. Li blocca, oscurandoli.

Le parti lese

Il Garante si muove su segnalazione e denuncia di soggetti come la FPM (la Federazione Contro la Pirateria Musicale e Multimediale), a loro volta allertati dalle aziende della musica (come Sony, Universal, Warner), parti lese in questa operazione.

Nei suoi molteplici provvedimenti, il Garante contesta lo stream ripping. La tecnica permette di “creare una copia permanente di un’opera tutelata” e di trasferirla su un proprio dispositivo, che può essere un lettore Mp3, un computer oppure il telefonino.

Sullo smartphone, tante persone scaricano i file Mp3 con un duplice obiettivo. A volte utilizzano la canzone come suoneria del cellulare. Più spesso mettono in campo delle applicazioni che permettono di organizzare i brani in cartelle (suddivise per genere musicale, per artista).

Non è beneficenza

Alcune app consentono addirittura di associare la copertina reale di un disco alla cartella che contiene i file Mp3 dell’album. File Mp3 scaricati illecitamente da YouTube.

Il Garante considera grave il fenomeno perché – scrive in un provvedimento – “il repertorio che può essere scaricato tramite lo stream ripping in violazione del diritto d’autore è potenzialmente illimitato”.

Questi siti, inoltre, generano file Mp3 partendo anche da video musicali di nuova uscita, che presentano l’ultimo album dell’artista. Quindi permettono di trafugare una canzone proprio mentre l’artista e la casa discografica confidano nell’acquisto legale da parte dei fan. In questo scenario, cantanti, gruppi musicali e case discografiche subiscono un “pregiudizio imminente, grave ed irreparabile”.

Ovviamente i siti che permettono di generare il file Mp3 non sono enti benefici, al contrario. I siti presentano continue inserzioni pubblicitarie che gli utenti vedono. Dunque i siti agiscono con “scopo di lucro”.

I titolari anonimi

La sfida a questi siti è faticosa, complicata. Le persone o le società titolari del sito sono all’estero e risultano anonime, ai primi accertamenti del Garante. Peraltro lo stesso sito, oscurato oggi, domani può rispuntare con un nome diverso e identiche funzionalità.

Nei suoi Termini di Servizio, YouTube precisa che la generazione di file Mp3, partendo da un suo link, è una pratica non ammessa. YouTube mette in campo anche delle tecnologie che, almeno in alcuni casi, impediscono ai siti dello scarico di funzionare.

Chi paga l’abbonamento a YouTube Premium infine non scarica un file su un suo dispositivo. Può soltanto ascoltarlo anche se non è collegato in Rete, ma soltanto dentro le applicazioni di YouTube o YouTube Music.

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