Sconti sulle sanzioni per chi non paga i contributi: l’emendamento alla manovra di Forza Italia
di Valentina ConteROMA – Sanzioni più leggere per chi ritarda o omette il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dei lavoratori. È la proposta contenuta in un emendamento alla manovra firmato dal senatore di Forza Italia Claudio Lotito, segnalato dal gruppo azzurro e ora all’esame della commissione Bilancio.
La norma del 2001
L’intervento punta a modificare una norma del 2001, inserita nella legge di bilancio di allora come misura per favorire l’emersione del lavoro irregolare. Oggi quelle maggiorazioni pesano sia sui datori che non pagano i contributi nei tempi previsti, sia su chi regolarizza in ritardo la propria posizione.
Sanzione più bassa
La proposta di FI abbassa la sanzione civile dovuta in caso di mancato o tardivo pagamento: non più il tasso ufficiale d…
ROMA – Sanzioni più leggere per chi ritarda o omette il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dei lavoratori. È la proposta contenuta in un emendamento alla manovra firmato dal senatore di Forza Italia Claudio Lotito, segnalato dal gruppo azzurro e ora all’esame della commissione Bilancio.
La norma del 2001
L’intervento punta a modificare una norma del 2001, inserita nella legge di bilancio di allora come misura per favorire l’emersione del lavoro irregolare. Oggi quelle maggiorazioni pesano sia sui datori che non pagano i contributi nei tempi previsti, sia su chi regolarizza in ritardo la propria posizione.
Sanzione più bassa
La proposta di FI abbassa la sanzione civile dovuta in caso di mancato o tardivo pagamento: non più il tasso ufficiale di riferimento maggiorato di 5,5 punti, ma di 3,5 punti. Una riduzione significativa, motivata dai proponenti come incentivo a far emergere il sommerso, ma destinata a riaccendere il dibattito sulla convenienza o meno di alleggerire le conseguenze di chi non rispetta gli obblighi contributivi.
Lo sconto riguarderebbe anche chi denuncia spontaneamente la propria posizione debitoria: nel caso di evasione connessa a registrazioni, denunce o dichiarazioni obbligatorie, le sanzioni verrebbero ritoccate al ribasso per favorire la regolarizzazione.
Il buco dei contributi evasi
Secondo l’ultima Relazione sull’economia non osservata e sull’evasione fiscale e contributiva, pubblicata dal Mef l’8 novembre 2025, il tax gap contributivo resta significativo. Per il 2022 l’evasione legata ai contributi previdenziali è stimata tra 8,4 e 11,6 miliardi di euro, una quota rilevante del buco complessivo tra entrate attese e versamenti effettivi che oscilla tra 98,1 e 102,5 miliardi.
Tema sensibile
Il governo non si è ancora espresso. Ma il tema, da sempre sensibile per sindacati e Inps, promette scintille: qualunque intervento sulle sanzioni tocca l’equilibrio tra lotta all’evasione, tutela dei lavoratori e costi per le casse pubbliche.
Reazioni politiche
“Rischiamo una legge di bilancio a misura dei furbi”, dice il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera Arturo Scotto. “L'emendamento Lotito riduce le sanzioni per i datori di lavoro che non pagano i contributi previdenziali ai lavoratori dipendenti. Ed è uno schiaffo innanzitutto ai tantissimi imprenditori onesti che rispettano le regole fino in fondo. Siamo davanti a un incentivo al lavoro nero e irregolare in un Paese dove i livelli di sfruttamento sono diventati insopportabili".