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Caldaie a gas, l’Ue bacchetta l’Italia: aperta un’infrazione per gli incentivi fiscali

La procedura è stata avviata anche nei confronti di Ungheria ed Estonia. Secondo la Commissione non è stata attuata la direttiva Case green, che dal 1° gennaio 2025 mette al bando contributi pubblici per i dispositivi a combustibile fossile
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ROMA – La Commissione europea ha aperto una procedura di infrazione contro l'Italia sulla cosiddetta direttiva Case green, per non aver "pienamente attuato né spiegato in modo esauriente" l'eliminazione graduale degli incentivi finanziari per l'installazione di caldaie autonome a combustibili fossili entro il termine del primo gennaio 2025, fa sapere l’esecutivo Ue in una nota. La direttiva prevede che dall’inizio dell’anno non siano più disponibili incentivi per l'installazione di caldaie tradizionali, ovvero quelle alimentate a gas, gasolio, carbone.

Roma ha ora due mesi di tempo per rispondere alle carenze segnalate da Bruxelles che, in assenza di risposta "soddisfacente", può decidere di emettere un parere motivato portando avanti l'iter di infrazione. L’Europa ha aperto la stessa procedura anche per Estonia e Ungheria.

La Commissione ricorda che il termine ultimo per il recepimento della direttiva Case green è il 29 maggio 2026. Tuttavia, le disposizioni relative agli incentivi finanziari per l'installazione di caldaie autonome a combustibili fossili avevano una scadenza ravvicinata al primo gennaio 2025.

"La decarbonizzazione del settore dell'edilizia dipende in larga misura dall'eliminazione graduale dell'uso dei combustibili fossili per il riscaldamento", ricorda ancora Bruxelles.

Dopo aver esaminato le misure notificate da Estonia, Italia e Ungheria e le spiegazioni fornite, "la Commissione ha concluso che questi tre Stati membri non hanno pienamente attuato né spiegato in modo esauriente l'eliminazione graduale degli incentivi finanziari per l'installazione di caldaie autonome a combustibili fossili entro il termine del primo gennaio 2025".

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