ROMA – Qualche segnale positivo c’è, viene dagli investimenti, dai servizi, dalla fiducia di imprese e famiglie. Ma a preoccupare è la crescita, ferma, e l’industria, debole, da almeno due anni. Nella sua Congiuntura flash Confindustria analizza lo stato di salute dell’economia italiana e ne evidenzia i mali. Il Pil italiano è al palo, sull’indicatore della ricchezza pesano sia i dazi imposti dall’amministrazione Trump sia la debolezza del dollaro. Nonostante il miglioramento dell'export a settembre (+2,6%) infatti, le prospettive restano negative secondo gli ordini manifatturieri esteri in ottobre. "Industria debole, meglio i servizi", si legge nell'analisi. Gli indicatori "confermano la fase positiva", degli investimenti in impianti e macchinari: a ottobre, spiega Confindustria, aumenta ulteriormente la fiducia delle imprese produttrici di beni strumentali (89,2 punti), sia per le attese sugli ordini, che nei giudizi sulla produzione. Dopo il calo nei mesi estivi, migliora la fiduci…
ROMA – Qualche segnale positivo c’è, viene dagli investimenti, dai servizi, dalla fiducia di imprese e famiglie. Ma a preoccupare è la crescita, ferma, e l’industria, debole, da almeno due anni. Nella sua Congiuntura flash Confindustria analizza lo stato di salute dell’economia italiana e ne evidenzia i mali. Il Pil italiano è al palo, sull’indicatore della ricchezza pesano sia i dazi imposti dall’amministrazione Trump sia la debolezza del dollaro. Nonostante il miglioramento dell'export a settembre (+2,6%) infatti, le prospettive restano negative secondo gli ordini manifatturieri esteri in ottobre. "Industria debole, meglio i servizi", si legge nell'analisi. Gli indicatori "confermano la fase positiva", degli investimenti in impianti e macchinari: a ottobre, spiega Confindustria, aumenta ulteriormente la fiducia delle imprese produttrici di beni strumentali (89,2 punti), sia per le attese sugli ordini, che nei giudizi sulla produzione. Dopo il calo nei mesi estivi, migliora la fiducia delle imprese di costruzioni: i giudizi meno negativi sugli ordini compensano la flessione delle attese sui piani di costruzione nei prossimi mesi.
A settembre, le vendite al dettaglio sono scese dello 0,5% e l'intero terzo trimestre ha chiuso in calo (-0,4%), più marcato per gli alimentari (-0,9%). A ottobre, le vendite di auto sono tornate negative, dopo qualche mese incoraggiante. La fiducia delle famiglie migliora per il secondo mese consecutivo (97,6 da 96,8) e ciò potrebbe agire riducendo la propensione al risparmio. Il numero di occupati è tornato a crescere a settembre (+0,1% nel terzo trimestre). Per i servizi gli indicatori sono quasi tutti positivi. Il turismo continua a crescere a ritmi moderati: +3,9% annuo ad agosto la spesa di stranieri, a prezzi correnti.
La flessione dell’industria
Confrontando la dinamica della produzione industriale nelle principali economie dell'Eurozona, dal 2023 emerge una forte eterogeneità. La manifattura in Germania e in Italia ha mostrato una flessione significativa, mentre in Francia e Spagna presenta un profilo di stabilità o moderata crescita.
Nel 2024, in particolare, Germania e Italia hanno registrato risultati molto negativi (rispettivamente -4,6% e -4,0% in media annua), mentre la Spagna ha registrato una variazione di poco positiva (+0,4%) e la Francia ha retto, con una variazione della produzione pari a zero. Nel 2025 resta il divario. Nei primi nove mesi del 2025, la produzione industriale segna ancora una riduzione, più moderata, sia in Germania (-1,5% in termini annui), che in Italia (-0,9%). Viceversa, in Spagna si ha un rafforzamento della crescita manifatturiera (+1,0%). E l'industria in Francia resta nel mezzo, con una dinamica nulla anche quest'anno.
Guardando ai dati più recenti, dopo un agosto negativo ovunque, a settembre si è avuto un recupero in tutti i paesi: parziale in Germania (+1,9% dopo -4,4%), quasi pieno in Francia (+0,8% dopo -1,0%), più che pieno in Spagna (+0,4% dopo -0,2%). Perciò, nella media del 3° trimestre, in Germania e Italia si registra ancora un calo (-0,8% e -0,5%), in Francia e Spagna prosegue la crescita.
Gli indicatori suggeriscono il proseguire della miglior performance dell'industria spagnola nei prossimi mesi. I Pmi manifatturieri hanno tracciato bene l'attenuarsi della flessione in Germania e Italia quest'anno; in ottobre, sono poco sotto la soglia neutrale (49,6 e 49,9); per la Spagna, continuano a suggerire espansione (52,1). Anche la fiducia delle imprese manifatturiere sta risalendo in Germania, indicando attenuazione del calo; resta stabile, su livelli più alti, in Spagna e Francia.