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Golden power su banche, l’Ue avvia la procedura d’infrazione. Giorgetti: “Risponderemo”

L’intervento dell’Antitrust europeo secondo la Commissione “non riguarda un caso specifico ma la legislazione italiana”. La procedura interessa, tra l’altro, la recente operazione lanciata dalla banca di piazza Gae Aulenti su Bpm, poi ritirata
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BRUXELLES – Alla fine la procedura d’infrazione è stata aperta. La Commissione europea ha deciso di “bacchettare” l’Italia sull’uso del Golden Power, che riguarda anche la recente scalata di Unicredit a Bpm. Operazione poi ritirata proprio in seguito all’attivazione del freno da parte del governo. "Pur essendo volta a tutelare la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico" la normativa sul golden power "per come applicata dalle autorità italiane, rischia di consentire interventi ingiustificati per motivi economici, compromettendo i principi della libertà di stabilimento e della libera circolazione dei capitali nel mercato unico. Inoltre, la normativa italiana si sovrappone alle competenze esclusive della Banca centrale europea nell'ambito del meccanismo di vigilanza unico". Lo scrive la Commissione Ue formalizzando l'avvio della procedura.

BRUXELLES – Alla fine la procedura d’infrazione è stata aperta. La Commissione europea ha deciso di “bacchettare” l’Italia sull’uso del Golden Power, che riguarda anche la recente scalata di Unicredit a Bpm. Operazione poi ritirata proprio in seguito all’attivazione del freno da parte del governo. "Pur essendo volta a tutelare la sicurezza nazionale e l'ordine pubblico" la normativa sul golden power "per come applicata dalle autorità italiane, rischia di consentire interventi ingiustificati per motivi economici, compromettendo i principi della libertà di stabilimento e della libera circolazione dei capitali nel mercato unico. Inoltre, la normativa italiana si sovrappone alle competenze esclusive della Banca centrale europea nell'ambito del meccanismo di vigilanza unico". Lo scrive la Commissione Ue formalizzando l'avvio della procedura.

Da Roma, viene recepito l’intervento dell’antitrust Ue con una nota da via XX settembre. La Commissione “solleva obiezioni sulla norma cosiddetta Golden power, riformata nel 2022 con il governo Draghi – dichiara il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti – Sulla base delle valutazioni della sentenza risponderemo ai rilievi che ci vengono mossi nelle sedi competenti. Con spirito costruttivo e collaborativo faremo una proposta normativa che farà chiarezza e supererà le obiezioni. Siamo convinti che permetterà di avere un quadro di competenze condiviso”.

Il braccio di ferro

Il dossier era stato aperto la scorsa primavera. Sotto la lente d’ingrandimento degli uffici dell’esecutivo comunitario l’invasione dello spazio di competenza della Bce e anche la libera circolazione dei capitali. Ma per più quattro mesi è stata la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, a tenere in sospensione la pratica per evitare uno scontro frontale con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Soprattutto in occasione dei due voti di sfiducia nei confronti di von der Leyen calendarizzati dal Parlamento europeo a luglio e a ottobre scorsi. In effetti si è consumato un braccio di ferro tra von der Leyen, la Commissaria agli affari finanziari Albuquerque e gli uffici Antitrust di Palazzo Berlaymont. Adesso è arrivata la decisione anche se ormai appare fuori tempo massimo visto che l’Ops di Uncredit è stata ormai archiviata e i vertici della banca hanno dichiarato di non essere intenzionati a riprovarci.

In questi mesi, come previsto dalla procedura europea, era stato avviato un “pilot”, ossia una consultazione tra la Commissione e il governo italiano per verificare l’applicabilità del provvedimento e in qualche modo invitare a ritirare o riformulare il Golden power. Ma Palazzo Chigi è sempre stato convinto della solidità giuridica della misura e soprattutto puntava a far fallire l’acquisizione di Bpm da parte di Unicredit.

La procedura d’infrazione, comunque, ha tempi lunghi. Il governo italiano avrà due mesi di tempo per rispondere. Ed eventualmente far cessare l’infrazione. Nella consapevolezza che l’oggetto del contendere è venuto meno da tempo.

La Ue: infrazione riguarda legislazione e non un caso specifico

"La lettera di costituzione in mora della Commissione europea riguarda la normativa italiana sui poteri speciali (Golden power) e non è indirizzata a un caso specifico", chiarisce la portavoce aggiunta della Commissione europea, Arianna Podestà, nel briefing quotidiano con la stampa.

"Per quanto concerne la procedura dell'articolo 21" del regolamento europeo sulle concentrazioni, "il 14 luglio avevamo esposto le nostre preoccupazioni preliminari riguardo all'esercizio della normativa sul Golden power in una specifica operazione ai sensi dell'articolo 21. Il governo italiano ha risposto a queste preoccupazioni e stiamo valutando", ha aggiunto.

"Si tratta di casi separati: la decisione di oggi riguarda la normativa sui poteri speciali in sé, senza riferimento a nessun caso specifico, mentre le procedure ai sensi dell'articolo 21 del regolamento sulle concentrazioni sono separate e lì non abbiamo preso alcuna decisione", aggiunge la portavoce.

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