I blocchi stradali sono stati rimossi. Scioperi e manifestazioni, però, potrebbero riprendere. Soprattutto se il governo non ritirerà il piano di chiusura e non avvierà un confronto a tutto campo a Palazzo Chigi. La posizione delle segreterie nazionali di Fiom Cgil. Fim Cisl e Uilm non cambia. Dopo le proteste, si attendono segnali concreti dall’esecutivo. L’incontro a Palazzo Piacentini, convocato per venerdì prossimo dal ministro Adolfo Urso, potrebbe essere una tappa di avvicinamento, ma non certo il passaggio decisivo per invertire la rotta di una vertenza di fatto bloccata. A quell’appuntamento, dove sono previsti due diversi momenti, uno dedicato agli stabilimenti del Nord, l’altro a tutto il gruppo Acciaierie d’Italia, le segreterie generali confederali non ci saranno. È prevista la partecipazione dei presidenti di Regione e dei sindaci dei Comuni interessati, mentre le segreterie sindacali territoriali potrebbero partecipare in ordine sparso.
Parti sociali in attesa
Al mome…
I blocchi stradali sono stati rimossi. Scioperi e manifestazioni, però, potrebbero riprendere. Soprattutto se il governo non ritirerà il piano di chiusura e non avvierà un confronto a tutto campo a Palazzo Chigi. La posizione delle segreterie nazionali di Fiom Cgil. Fim Cisl e Uilm non cambia. Dopo le proteste, si attendono segnali concreti dall’esecutivo. L’incontro a Palazzo Piacentini, convocato per venerdì prossimo dal ministro Adolfo Urso, potrebbe essere una tappa di avvicinamento, ma non certo il passaggio decisivo per invertire la rotta di una vertenza di fatto bloccata. A quell’appuntamento, dove sono previsti due diversi momenti, uno dedicato agli stabilimenti del Nord, l’altro a tutto il gruppo Acciaierie d’Italia, le segreterie generali confederali non ci saranno. È prevista la partecipazione dei presidenti di Regione e dei sindaci dei Comuni interessati, mentre le segreterie sindacali territoriali potrebbero partecipare in ordine sparso.
Parti sociali in attesa
Al momento, la Uilm fa sapere che non ci sarà. Stesso discorso per la Fim Cisl. Per la Fiom, invece, potrebbero esserci i rappresentanti territoriali. «Sono in corso valutazioni – rivela Francesco Brigati, segretario generale della Fiom di Taranto –. Per quanto ci riguarda, comunque, l’unica vera discussione va fatta a Palazzo Chigi, partendo dal ritiro del piano». Sull’opportunità di partecipare alle riunioni convocate dal ministro Urso, nel fronte sindacale, almeno finora, esistono posizioni diverse. Al Nord sembrano prevalere i sì, anche se nessuno pensa che siano possibili tavoli separati sui singoli impianti. «Sarebbe la fine dell’ex Ilva», viene fatto notare.
Le criticità del decreto legge
Le misure inserite nel decreto legge approvato l’altra sera dal Consiglio dei ministri, a cominciare dallo sblocco di 108 milioni del prestito ponte, potranno permettere di proseguire l’attività, sia pure al minimo, ma non risolvono alcuna delle tante criticità. Il provvedimento ha creato malumori fra le aziende produttrici d’acciaio del Nord perché prevede anche la dichiarazione di interesse strategico per l’acciaieria di Piombino, dove ci sono forni elettrici alimentati non con il Dri, ma con il rottame di ferro (si stima un fabbisogno di almeno 3 milioni di tonnellate l’anno). Il timore è che l’aumento della domanda di rottame faccia salire a dismisura i prezzi.