MILANO – Ore decisive per completare gli atti della successione di Giorgio Armani, stilista scomparso il 4 settembre all’età di 91 anni. Le pratiche dell’eredità sono state chiuse in settimana, presso lo studio del notaio Elena Terrenghi, e adesso le azioni dell’azienda di moda, la Giorgio Armani spa, sono state conferite ai legittimi eredi.
Il nuovo azionariato in vista dell’assemblea del 28
Leo Dell’Orco, braccio destro e storico compagno di Armani, ha ereditato titoli di categoria A, corrispondenti al 30% dei diritti di usufrutto e al 40% dei diritti di voto, Silvana Armani e Andrea Camerana, eredi dei titoli di categoria B e D, hanno il 15% dell’usufrutto e dei diritti di voto, Roberta e Rosanna Armani che invece hanno ricevuto azioni d…
MILANO – Ore decisive per completare gli atti della successione di Giorgio Armani, stilista scomparso il 4 settembre all’età di 91 anni. Le pratiche dell’eredità sono state chiuse in settimana, presso lo studio del notaio Elena Terrenghi, e adesso le azioni dell’azienda di moda, la Giorgio Armani spa, sono state conferite ai legittimi eredi.
Il nuovo azionariato in vista dell’assemblea del 28
Leo Dell’Orco, braccio destro e storico compagno di Armani, ha ereditato titoli di categoria A, corrispondenti al 30% dei diritti di usufrutto e al 40% dei diritti di voto, Silvana Armani e Andrea Camerana, eredi dei titoli di categoria B e D, hanno il 15% dell’usufrutto e dei diritti di voto, Roberta e Rosanna Armani che invece hanno ricevuto azioni di categoria D ed E hanno il 15% dell’usufrutto e nessun diritto di voto, infine la Fondazione ha ereditato titoli F pari al 10% del capitale, la piena proprietà del 90% dato in usufrutto agli altri eredi, e il 30% dei diritti di voto.
In tempi record, considerando che il testamento segreto è stato aperto solo il 9 settembre, sono state espletate le pratiche, e per il 28 novembre è già convocata l’assemblea per modificare lo statuto e dare il via al nuovo corso della casa di moda, che ha appena celebrato i primi 50 anni di attività. Dell’Orco somma su di sé il ruolo di presidente della Giorgio Armani spa, di cui è anche legale rappresentante, e quello di presidente della Fondazione, Silvana Armani, che da anni insieme allo zio curava lo stile della donna, è stata invece nominata vice presidente – e a breve verrà modificato lo statuto per tenere conto di questa nuova figura.
La squadra dei manager di Marsocci e Dell’Orco
Giuseppe Marsocci è stato scelto ad unanimità come amministratore delegato, anche se per le decisioni più importanti in alcune materie, come quella dei rapporti con le banche e dei finanziamenti (fino a 2 milioni di euro) e del personale (con un massimo fino a 1,5 milioni) avrà bisogno anche della firma e del via libera di Dell’Orco. Intanto Marsocci, che è affiancato dal direttore finanziario Daniele Ballestrazzi, dal responsabile del branding Michele Tacchella e dal capo delle risorse umane Laura Tadini, ha appena promosso alcuni manager storici della Giorgio Armani spa. Marco Morelli - che da 14 anni è in azienda - ha assunto anche la responsabilità della sicurezza aziendale, sia delle persone che dei luoghi di lavoro, per cui avrà ampie deleghe fino a un milione di euro. Inoltre Luca Pastorelli, general counsel del gruppo e tra i collaboratori più fidati di Armani tanto che era uno dei pochi ad aver assistito ai funerali, nonché a essere menzionato nel testamento (con 7.500 azioni Essilux), è stato scelto da Marsocci come nuovo responsabile della privacy e del trattamento dei dati e nominato presidente del Privacy board.
Nuovo consiglio e allargamento del board
A seguito dell’assemblea di venerdì prossimo, verrà poi convocato il primo cda del nuovo corso della Giorgio Armani Spa. Oggi il consiglio consta di 7 membri, tra cui i cinque eredi, l’ad Marsocci e un consigliere indipendente, ma è probabile che i soci decidano di allargare il numero dei consiglieri, facendo spazio a nuove figure professionali. Intanto l’azienda va avanti nel solco lasciato da Armani, e pare che i primi risultati e il gradimento dell’ultima collezione siano stati molto positivi. Una volta insediato il nuovo consiglio, il gruppo nel rispetto delle ultime volontà del fondatore, darà quindi mandato ad almeno due advisor finanziari per sondare l’interesse di Lvmh, EssilorLuxottica e L’Oreal per cedere il 15% delle azioni, ma la vendita - come previsto dal testamento - non potrà essere perfezionata prima del 9 settembre 2026, e comunque entro il 9 marzo del 2027. L’interesse per il gruppo è grande come enorme è il suo potenziale, ma finora non è stata avviata nessuna trattativa.