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Aerotaxi, doppia tassa a Comuni e Stato per ogni viaggiatore. La Finanza vigila sul rischio evasione

Le società che trasportano industriali, manager e turisti facoltosi – tra cui molte straniere – devono onorare gli impegni fiscali con il nostro Paese. La Guardia di Finanza si è attivata a Lamezia Terme e adesso a Bologna per verificare la correttezza della condotta
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ROMA – Il manager di un’azienda di punta ha bisogno di volare subito da Milano Linate a Roma Ciampino. La sua impresa, che può permetterselo, gli prenota un jet privato che lo porterà dalla Lombardia alla Capitale italiana – è il caso di dire – di volata.

La società del jet privato, che vende questo servizio di aerotaxi, incassa 4.000 euro dall’azienda del manager. A tanto ammonta il prezzo del biglietto perché il jet è piccolo, ma anche nuovo e lussuoso negli allestimenti.

Poi ovviamente la società del jet privato affronterà delle spese. Tra le altre cose, dovrà pagare sia l’addizionale comunale dovuta per ogni passeggero imbarcato (parliamo di 6,5 euro a Milano, lo scalo del decollo), sia “l’imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi”.

ROMA – Il manager di un’azienda di punta ha bisogno di volare subito da Milano Linate a Roma Ciampino. La sua impresa, che può permetterselo, gli prenota un jet privato che lo porterà dalla Lombardia alla Capitale italiana – è il caso di dire – di volata.

La società del jet privato, che vende questo servizio di aerotaxi, incassa 4.000 euro dall’azienda del manager. A tanto ammonta il prezzo del biglietto perché il jet è piccolo, ma anche nuovo e lussuoso negli allestimenti.

Poi ovviamente la società del jet privato affronterà delle spese. Tra le altre cose, dovrà pagare sia l’addizionale comunale dovuta per ogni passeggero imbarcato (parliamo di 6,5 euro a Milano, lo scalo del decollo), sia “l’imposta erariale sui voli dei passeggeri di aerotaxi”.

Fino a 200 euro

In questo specifico viaggio, l’imposta sarà di 100 euro perché il volo è compreso tra i 100 e i 1.500 chilometri, come distanza. Viaggi aerei che superano i 1.500 chilometri portano l’imposta a 200 euro.

I proprietari di un jet privato, ma solo se iscritti nel Registro aeronautico nazionale dell'Enac, devono onorare infine un’ulteriore imposta erariale, ogni anno. Facciamo due esempi. Pagheranno 75 centesimi per ogni chilo dell’aeromobile se il suo peso al decollo è di massimo 1.000 chilogrammi; e 7,6 euro quando il peso massimo supera i 10.000 chilogrammi.

Per due volte nel 2025 – prima a Lamezia Terme e poi a Bologna – la Guardia di Finanza ha acceso un faro su società del servizio aerotaxi, attive qui da noi e spesso straniere, per accertare se la loro condotta fiscale sia corretta o meno.

I finanzieri stanno verificando se versino per davvero l’addizionale ai gestori dello scalo (perché poi la girino ai Comuni); e se versino la prima delle due imposte erariali allo Stato centrale (quella che arriva a massimo 200 euro per i voli più lunghi).

L’Italia è quarta

L’azione della Guardia di Finanza ha un senso perché i voli d’affari, con partenza da uno scalo italiano, sono tanti. L’associazione di settore Ebaa calcola che i movimenti sono stati 152.339 nel nostro Paese (tra decolli e atterraggi) nel solo 2024. L’Italia quindi è una delle roccaforti europee dell’aviazione di affari, quarta dopo Francia, Germania e Regno Unito.

Così tanti movimenti generano 38.800 posti di lavoro (tra diretti e indiretti) in Italia e 7,9 miliardi di euro di fatturato. Nel nostro Paese sono basati 218 aeromobili destinati agli spostamenti di manager o clienti facoltosi. Di questi 145 sono registrati in Italia mentre gli altri risultano immatricolati all’estero. Le stesse società attive sono registrate, spesso, in altre Nazioni.

La geografia dei collegamenti, d’altra parte, è anche internazionale. Sempre l’associazione Ebaa calcola che nel 2024 l’aviazione per ricchi ha toccato 102 aeroporti italiani.

Le rotte

Tra le rotte più battute ci sono non soltanto la Ciampino–Linate, la Linate-Olbia o la Ciampino-Olbia, ma anche la Linate–Paris Le Bourget, la Linate–Nizza, la Ciampino–Nizza, tra movimenti legati al business e quelli del turismo di alta gamma. Il quadro è confermato anche dai flussi di traffico.

Nel 2024 ci sono stati quasi 20.000 movimenti tra Italia e Francia, oltre 10.800 con la Svizzera, 10.600 con il Regno Unito e più di 9.300 con la Germania, i nostri partner principali.

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