Chiamate da finti numeri mobili, lo scudo ne blocca 22,55 milioni in 5 giorni. Ora nuove insidie
di Aldo FontanarosaROMA – Il nuovo scudo contro le chiamate fasulle ne blocca 22,55 milioni in pochissimi giorni, tra il 19 e il 23 novembre (con punte di 7,46 milioni in un giorno solo). Sono telefonate che arrivano – apparentemente – da un normale numero di cellulare italiano, al quale siamo indotti a rispondere. In realtà partono dall’estero e sono opera di call center invasivi, clandestini, illegali che si mascherano per ingannarci.
Il Garante delle Comunicazioni (AgCom) – che ha scritto le regole per la costruzione di questo scudo – stila un primo bilancio grazie ai numeri che gli forniscono i quattro maggiori operatori mobili (Tim, Vodafone Fastweb, WindTre e Iliad). Sono loro, gli operatori, a fermare praticamente le telefonate fake.
I dati svelano l’ampiezza del fenomeno. Le chiamate illegittime sono state il 50%, il 70%, per un operatore addirittura il 90% del totale di quelle partite dall’estero verso i nostri telefoni. Percentuali impressionanti.
Un operatore, insomma, ha intercettato 90 chia…
ROMA – Il nuovo scudo contro le chiamate fasulle ne blocca 22,55 milioni in pochissimi giorni, tra il 19 e il 23 novembre (con punte di 7,46 milioni in un giorno solo). Sono telefonate che arrivano – apparentemente – da un normale numero di cellulare italiano, al quale siamo indotti a rispondere. In realtà partono dall’estero e sono opera di call center invasivi, clandestini, illegali che si mascherano per ingannarci.
Il Garante delle Comunicazioni (AgCom) – che ha scritto le regole per la costruzione di questo scudo – stila un primo bilancio grazie ai numeri che gli forniscono i quattro maggiori operatori mobili (Tim, Vodafone Fastweb, WindTre e Iliad). Sono loro, gli operatori, a fermare praticamente le telefonate fake.
I dati svelano l’ampiezza del fenomeno. Le chiamate illegittime sono state il 50%, il 70%, per un operatore addirittura il 90% del totale di quelle partite dall’estero verso i nostri telefoni. Percentuali impressionanti.
Un operatore, insomma, ha intercettato 90 chiamate (illegali) ogni 100 prima che facessero squillare i nostri smartphone.
La seconda protezione
Lo scudo contro le telefonate fasulle da cellulare è il secondo che il Garante solleva in tre mesi. Il primo ha affondato molte chiamate (sempre fasulle) in arrivo da un numero fisso italiano anch’esso falso.
Al suo esordio, il primo scudo ha bloccato una media di 1,3 milioni di telefonate fake, da numero fisso. Il secondo – dai finti numeri di cellulari – viaggia su numeri molto più alti.
Ma nuovi pericoli si affacciano all’orizzonte. Scrive il Garante: “Il fenomeno si sta spostando sulle chiamate dall’estero con numeri internazionali che non possono essere bloccati sulla base del quadro normativo” attuale.
“Attenzione ai contratti”
L’invito ai cittadini è di “prestare la massima attenzione a queste chiamate internazionali, quando vengono offerti contratti e servizi di varia natura”.
E ancora: “Si potrà assistere anche a un aumento dello spoofing (le chiamate false) originato in Italia. Su questo aspetto, in collaborazione con le altre istituzioni coinvolte, svolgeremo un’attenta vigilanza irrogando le sanzioni del caso, sulla base di un impianto regolamentare ormai chiaro e consolidato”.
La tecnologie Italtel
Italtel fa sapere di aver sviluppato una tecnologia per fermare le truffe telefoniche e le chiamate con numeri falsi, chiamata i-RPS (Intelligent Routing & Policy Server). È una piattaforma che aiuta gli operatori telefonici a proteggere le reti voce, rispettare le regole fissate dalle autorità e semplificare la gestione tecnica.
Al centro di i-RPS c’è un motore che decide come instradare le chiamate e quali regole applicare. In pratica, il sistema può bloccare automaticamente le chiamate truffaldine o con numeri falsificati, assicurare che le chiamate rispettino le norme nazionali e internazionali, scegliere il percorso migliore per ogni chiamata così da usare la rete in modo più efficiente.
All’interno di i-RPS c’è un modulo specifico contro le frodi. Questo modulo utilizza gli standard STIR/SHAKEN, cioè delle regole internazionali pensate per firmare e verificare l’identità di chi chiama. Riconosce il traffico internazionale sospetto e difende dalle robocall, cioè le chiamate automatiche di massa, e dallo spoofing, cioè l’uso di numeri falsi per ingannare chi riceve la chiamata.
Database aggiornati
Il sistema è in grado di reagire in tempo reale: per ogni chiamata sospetta può decidere se bloccarla, permetterla oppure instradarla in modo diverso. Gestisce inoltre database sempre aggiornati che elencano le app e i numeri fraudolenti.
In Italia i-RPS è già in funzione ed è stato adottato da tre operatori telefonici per rispettare gli obblighi imposti da Agcom. In Francia è stato scelto da Koesio e Canal+ Télécom, in linea con la Legge Naegelen, che impone l’uso di soluzioni anti-spoofing certificate.