Lagorio (easyJet) sui Daspo ai passeggeri: “Meglio prevenire, ma abbiamo una nostra blacklist"
di Aldo FontanarosaROMA – Lorenzo Lagorio, numero 1 di easyJet in Italia, country manager nel Paese. La Francia ha introdotto per decreto il Daspo per i passeggeri violenti, con un bando fino a quattro anni per chi aggredisce personale di bordo o altri viaggiatori. È una misura da copiare anche in Italia e nel Regno Unito?
“Comportamenti che mettono a rischio la sicurezza a bordo impongono anche segnali forti. Bannare per un periodo i passeggeri protagonisti di episodi gravi è una strategia legittima. Detto questo, il pezzo più importante non è la repressione dopo, ma la prevenzione prima”.
E come si previene, concretamente?
“Bisogna formare il personale di terra e di bordo perché riconosca in anticipo situazioni potenzialmente critiche, gestisca i casi più allarmanti disinnescando le escalation. È su questo che, come compagnia, investiamo molto”.
EasyJet ha un Daspo interno? Esiste una blacklist di passeggeri a cui vietate di volare?
“Ci sono casi estremi, situazioni davvero gravi, che alla fine porta…
ROMA – Lorenzo Lagorio, numero 1 di easyJet in Italia, country manager nel Paese. La Francia ha introdotto per decreto il Daspo per i passeggeri violenti, con un bando fino a quattro anni per chi aggredisce personale di bordo o altri viaggiatori. È una misura da copiare anche in Italia e nel Regno Unito?
“Comportamenti che mettono a rischio la sicurezza a bordo impongono anche segnali forti. Bannare per un periodo i passeggeri protagonisti di episodi gravi è una strategia legittima. Detto questo, il pezzo più importante non è la repressione dopo, ma la prevenzione prima”.
E come si previene, concretamente?
“Bisogna formare il personale di terra e di bordo perché riconosca in anticipo situazioni potenzialmente critiche, gestisca i casi più allarmanti disinnescando le escalation. È su questo che, come compagnia, investiamo molto”.
EasyJet ha un Daspo interno? Esiste una blacklist di passeggeri a cui vietate di volare?
“Ci sono casi estremi, situazioni davvero gravi, che alla fine portano a un bando temporaneo da easyJet. Sono eventualità rare, ma quando accadono ci inducono a intervenire con fermezza”.
Quali criteri adottate?
“Non è un meccanismo che usiamo con leggerezza, non sanzioniamo un semplice diverbio. Parliamo di episodi che superano di molto la soglia della tolleranza. L’obiettivo resta sempre duplice: scoraggiare comportamenti inaccettabili e, soprattutto, evitare che si ripetano”.
Abbiamo utilizzato l’IA in modo molto concreto per ridurre i disservizi. Alcuni strumenti ci aiutano a prevedere e gestire meglio le irregolarità operative, dai ritardi alle riprotezioni
State usando l’IA per migliorare il servizio complessivo?
“Noi l’abbiamo utilizzata in modo molto concreto per ridurre i disservizi. Alcuni strumenti ci aiutano a prevedere e gestire meglio le irregolarità operative, dai ritardi alle riprotezioni del passeggero su altri volti. Altri strumenti ottimizzano invece l’utilizzo degli aeroplani e degli equipaggi”.
Risultati concreti?
“Nonostante i problemi strutturali dello spazio aereo europeo, abbiamo ottenuto un miglioramento della puntualità e del tasso di regolarità”.
Prima delle imposte, archiviate l’anno fiscale 2025 con un utile a 665 milioni di sterline, +9%.
“Siamo felici, orgogliosi”.
I nostri concorrenti fanno illazioni sul nostro futuro: non ci interessa. Siamo un’azienda solida, non certo una preda per gli altri
Michael O’Leary, ad del gruppo Ryanair, avevano profetizzato il vostro smembramento. Le attività su Parigi e Svizzera sarebbero andate ad Air France-KLM, quelle di Gatwick a British Airways. Si sbagliava.
“Evidentemente. Noi siamo concentrati sulla strategia di crescita, non sulle illazioni dei concorrenti. EasyJet è un’azienda solida, con i conti in ordine: non mi sembra affatto una preda facile per nessuno. La nostra strategia è aggredire gli aeroporti principali europei e crescere in modo strutturale. I risultati, sia finanziari sia operativi, ci dicono che funziona”
Siete in largo utile per il terzo anno consecutivo.
“L’andamento indica che il modello è corretto e che la strategia è sostenibile nel tempo. Una parte di questi utili, peraltro, è reinvestita nella crescita: flotta, tecnologia, operazioni a terra. Questo ci consente di migliorare, ma anche di essere credibili sul mercato dei capitali attirando risorse fresche dagli investitori”.
Qual è stato il contributo dell’Italia a questi risultati?
“In Italia, nell’ultimo anno finanziario, abbiamo vissuto una trasformazione unica. Abbiamo aperto Milano Linate e riaperto Roma Fiumicino”.
Siete a Linate grazie agli slot che Ita ha dovuto cedervi dopo l’ingresso di Lufthansa nel capitale.
“La fusione tra Ita Airways e Lufthansa ci ha finalmente permesso di entrare in modo strutturato. La base è giovane, esiste da fine marzo, e ha bisogno di tempo per carburare, ma i numeri che vediamo sono molto incoraggianti. Ci stiamo distinguendo dagli altri vettori per la convenienza delle tariffe e la qualità del servizio”.
E Fiumicino?
“Roma è la storia di un ritorno: easyJet aveva già operato con una base in passato, oggi torniamo con un progetto di crescita più strutturato. A Fiumicino voliamo sia in concorrenza con Ita e Lufthansa sia sulle nostre direttrici tradizionali, come Francia e Regno Unito”.
Abbiamo investito moltissimo su Napoli dove abbiamo basato 8 aeromobili. Malpensa è il nostro principale hub europeo con 75 rotte
Bene anche Napoli.
“Dove abbiamo investito moltissimo: siamo arrivati a 8 aeromobili basati e a un network ampio, soprattutto sul segmento leisure, quello delle vacanze. E naturalmente c’è Malpensa, che è la nostra principale base non solo in Italia, ma in tutta Europa: 22 aeroplani e circa 75 rotte, tra domestiche, internazionali e Nord Africa”.
L’Italia è il vostro secondo pilastro.
“Quest’anno abbiamo trasportato circa 20 milioni di passeggeri. Oggi l’Italia è il secondo mercato di easyJet per volume di operazioni. È un traguardo enorme”.
Avremo sempre più A320 e A321neo, che hanno più posti a bordo, e sempre meno A319, che usciranno gradualmente dalla flotta
Aerei in flotta?
“Siamo a 356 aeroplani, con sempre più A320 e A321neo, che hanno più posti a bordo, e sempre meno A319, che usciranno gradualmente dalla flotta”.
A proposito di flotta: molte compagnie, inclusa Ita, hanno sofferto per maxi-interventi di manutenzione e problemi di disponibilità dei velivoli. EasyJet è stata toccata?
“Non abbiamo avuto impatti paragonabili a quelli che hanno sofferto altri vettori, ma è vero che in tutto il settore c’è tensione sulla supply chain degli aeroplani, sia sul lato Airbus sia su quello Boeing. Tutte le compagnie sono sotto pressione rispetto alle tempistiche di consegna”.
Arrivi nel 2026, 2027 e 2028?
“È confermato l’arrivo di 17 nuovi aeroplani nel prossimo anno finanziario, 30 nel 2027 e 43 nel 2028. L’unica criticità è che le consegne tendono ad arrivare più tardi nella stagione rispetto a quanto avremmo sperato. Su questo stiamo lavorando con Airbus e i nostri partner”.