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Manovra, al Senato stop a 105 emendamenti. Vertice a Palazzo Chigi per decidere le correzioni

(reuters)

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Due ore di confronto tra la premier, i leader e Giorgetti. La tagliola dell’ammissibilità fa fuori l’utilizzo del Mes per ridurre le tasse. Resistono le sanatorie edilizie e la proposta sulle riserve d’oro di Bankitalia
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ROMA - Nelle intenzioni di Giorgia Meloni è l’ultimo vertice, quello decisivo. Per i leader della maggioranza, invece, un’altra occasione per provare ad allargare il perimetro di una manovra che ha tenuto fuori le “bandierine” di partito. Dopo due ore di confronto a Palazzo Chigi, il nuovo vertice sulla legge di bilancio si conclude con la traccia dei lavori in corso. La questione irrisolta: le coperture per le correzioni e le nuove misure chieste al Senato da Fratelli d’Italia, Lega, FI e Noi Moderati.

Alle 12.45 è la premier a inaugurare l’incontro a cui partecipano i suoi vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme al presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi. Al tavolo anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il suo vice Maurizio Leo, il titolare dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e i capigruppo della coalizione al Senato. Al termine è il presidente dei senatori azzurri, Maurizio Gasparri, a dire che “sono stati fatti passi avanti”, rimandando tuttavia a …

ROMA - Nelle intenzioni di Giorgia Meloni è l’ultimo vertice, quello decisivo. Per i leader della maggioranza, invece, un’altra occasione per provare ad allargare il perimetro di una manovra che ha tenuto fuori le “bandierine” di partito. Dopo due ore di confronto a Palazzo Chigi, il nuovo vertice sulla legge di bilancio si conclude con la traccia dei lavori in corso. La questione irrisolta: le coperture per le correzioni e le nuove misure chieste al Senato da Fratelli d’Italia, Lega, FI e Noi Moderati.

Alle 12.45 è la premier a inaugurare l’incontro a cui partecipano i suoi vice, Antonio Tajani e Matteo Salvini, insieme al presidente di Noi Moderati, Maurizio Lupi. Al tavolo anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il suo vice Maurizio Leo, il titolare dei Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e i capigruppo della coalizione al Senato. Al termine è il presidente dei senatori azzurri, Maurizio Gasparri, a dire che “sono stati fatti passi avanti”, rimandando tuttavia a un lavoro supplementare del Tesoro sulle coperture. Anche Tajani, pur riconoscendo che il governo “procede bene”, spiega che “c’è ancora un pò di lavoro da fare”.

Intanto a Palazzo Madama scatta la tagliola dell’ammissibilità. Mette fuori gioco 105 dei 414 emendamenti “segnalati” dai gruppi in commissione Bilancio. Sempre Gasparri annuncia che ci saranno “sicuramente alcune modifiche nella direzione indicata da tutti i gruppi parlamentari”, ma non tutte - aggiunge - troveranno “facile soluzione”.

Le misure al vaglio della maggioranza e le coperture

Al vertice si arriva con un menù ridotto. Al termine della riunione di giovedì scorso, infatti, una nota di Palazzo Chigi aveva fissato i temi da approfondire in vista proprio della riunione odierna. Eccoli: la cedolare secca sugli affitti brevi, l'estensione dell'iperammortamento chiesta da Confindustria, il regime fiscale sui dividendi di società e imprenditori, la soglia di esclusione della prima casa dal calcolo dell'Isee e le misure per favorire l'emersione dell'oro da investimento (lingotti e monete).

I partiti di maggioranza, però, vogliono correzioni importanti e nuove misure. I forzisti chiedono di cancellare le nuove regole sulle cedole, la stretta sui crediti fiscali e l’aumento della cedolare secca al 26% sulle locazioni brevi per il primo immobile. Tra le new entry, invece, risorse aggiuntive per la sanità e fondi per le forze dell’ordine.

Il pacchetto sicurezza è anche la priorità del Carroccio, che chiede pure l’estensione della rottamazione alle cartelle da accertamento e il taglio del canone Rai da 90 a 70 euro.

Ma il problema, appunto, sono i soldi che servono a tenere in piedi le richieste. Per questo Salvini chiede che le banche paghino mezzo punto di Irap in più (250 milioni) rispetto agli oltre 2 già decisi con la manovra. Forza Italia, invece, si affida alla rivalutazione dell’oro. Tra le coperture sotto esame anche una tassa da 2 euro sui piccoli pacchi in arrivo da fuori Europa (valore massimo 150 euro) e una stretta ancora più decisa sulle plusvalenze (i guadagni) che le imprese ottengono dalla vendita di beni strumentali.

È su questi temi che il Mef ha lavorato negli scorsi giorni. Nell’elenco c’è anche il possibile inasprimento delle imposte dovute per la rivalutazione dei terreni. I tecnici hanno passato al setaccio gli emendamenti di Fratelli d’Italia, Lega, FI e Noi Moderati che agganciano le nuove misure a coperture inedite. Ma tutte, appunto, da verificare. Più volte, infatti, Giorgetti ha ripetuto che devono essere compatibili con le regole del nuovo Patto di stabilità e non devono stravolgere l’impianto della manovra approvata dal Consiglio dei ministri. E la presidente del Consiglio ha ribadito che la regola dei saldi invariati non può essere disattesa.

La tagliola degli emendamenti al Senato

Gli emendamenti dichiarati inammissibili sono in tutto 105 sui 414 complessivi. Diciotto sono fuori perché incompatibili per materia e potranno essere sostituiti dai gruppi con altre proposte di modifica. Ottantasette, invece, sono stati bloccati per problemi di copertura. Potranno essere riformulati, indicando una nuova fonte di finanziamento.

Il condono edilizio va avanti, stop all’utilizzo del Mes per tagliare le tasse

Tra gli emendamenti “superstiti” c’è l’1.1, a firma del capogruppo di FdI Lucio Malan. Chiede di specificare che le riserve auree della Banca d’Italia “appartengono allo Stato, nel nome del popolo italiano”. Passano anche i quattro emendamenti di FdI per riaprire vecchi condoni edilizi e per ridurre drasticamente le sanzioni per sanare le irregolarità più gravi. Sopravvive anche la proposta per favorire l’emersione delle case “fantasma”. Viene invece fermato il testo dei meloniani che obbligava i Comuni a rilasciare i titoli abitativi edilizi in sanatoria a seguito dei procedimenti già previsti.

Non passa l'emendamento della Lega sul Mes: la proposta, a firma del relatore Claudio Borghi, chiedeva di utilizzare la quota del contributo per la partecipazione al Meccanismo europeo di stabilità per ridurre le tasse. In tutto 5 miliardi, da spalmare su un triennio, dal 2026 al 2028. Ma Borghi non si arrende: pronta la riformulazione della proposta.

Salta anche il discusso emendamento di Micaela Biancofiore sulla responsabilità civile dei medici in caso di danni ai pazienti. Giudicata “estranea per materia” anche la proposta di Lega e FI che escludeva dal tetto degli stipendi della pubblica amministrazione i compensi corrisposti ai manager dalle società quotate, anche se a controllo pubblico.

Passa la nuova disciplina delle farmacie

Ammissibile anche l’emendamento che interviene sulla disciplina delle farmacie. La proposta modifica una legge del 1991, introducendo obblighi rafforzati di trasparenza nelle partecipazioni societarie e prevedendo, per la prima volta in maniera espressa, l’adozione di rigorosi protocolli di separazione informativa (“chinese walls”) tra società controllanti e controllate, al fine di garantire l’indipendenza del servizio farmaceutico rispetto ad attività potenzialmente incompatibili. Il testo richiede inoltre l’implementazione di modelli organizzativi conformi a un decreto legislativo del 2001, con specifiche misure di prevenzione del comparaggio e un organismo di vigilanza autonomo.

Il taglio del canone Rai prosegue l’iter, stop al Piano casa

Va avanti anche l’emendamento leghista che chiede di tagliare il canone Rai nel 2026. La riduzione del prelievo in bolletta per la tv di tato, da 90 a 70 euro, costa 430 milioni. Ma il Carroccio perde la proposta che riscriveva il Piano Casa. La proposta, a prima firma Romeo, stanziava risorse già dal prossimo anno, per complessivi 877 milioni fino al 2030. Le risorse per il 2026 erano attinte per la stragrande maggioranza (100 milioni su 122) dal Fondo per interventi strutturali di politica economica. Allo stesso tempo l'emendamento prevedeva che sia per il Piano casa che per il contrasto al disagio abitativo potessero essere utilizzate risorse derivanti dalle rimodulazioni del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr).

FdI prova a salvare la proroga di Opzione donna

Nella lista dei 105 emendamenti esclusi c’è anche quello che chiede di prorogare Opzione donna. La proposta, a prima firma Paola Mancini, estende al 31 dicembre 2025 il termine entro il quale devono essere maturati i requisiti per accedere al trattamento pensionistico anticipato. L'emendamento allarga anche la platea. Secondo quanto ha spiegato la stessa Mancini si lavora a una riformulazione delle coperture per recuperare la norma.

L’iter in Parlamento

Intanto la conferenza dei capigruppo della Camera ha stabilito che la manovra approderà nell’emiciclo di Montecitorio il 19 dicembre. Ma la tempistica è precaria. Prima serve il via libera del Senato: l’esame in Aula inizierà solo il 15 dicembre. Ecco perché il governo ha già messo in conto una revisione del calendario. Il trasloco alla Camera - spiegano fonti dell’esecutivo - dovrebbe avvenire il 28 dicembre, per il via libera finale alla manovra il giorno successivo.

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