MILANO – Meno di 24 ore dopo il vertice di maggioranza, il governo incontrerà nuovamente le banche. Ieri a Palazzo Chigi si è discusso di un possibile aumento sulla tassazione degli istituti di credito e alle assicurazioni per coprire parte delle correzioni alla manovra.
La decisione al vertice di maggioranza
Nel dettaglio, ieri il tavolo presieduto dalla premier Giorgia Meloni ha parlato di un prelievo aggiuntivo di mezzo punto di Irap (Imposta regionale sulle attività produttive), rispetto ai due già previsti dalla manovra, sarà caricato sui grandi istituti e sulle compagnie assicurative.
L’imposta si applica al valore della produzione netta delle imprese, ovvero il valore aggiunto prodotto da un’azienda attraverso l’utilizzo dei fat…
MILANO – Meno di 24 ore dopo il vertice di maggioranza, il governo incontrerà nuovamente le banche. Ieri a Palazzo Chigi si è discusso di un possibile aumento sulla tassazione degli istituti di credito e alle assicurazioni per coprire parte delle correzioni alla manovra.
La decisione al vertice di maggioranza
Nel dettaglio, ieri il tavolo presieduto dalla premier Giorgia Meloni ha parlato di un prelievo aggiuntivo di mezzo punto di Irap (Imposta regionale sulle attività produttive), rispetto ai due già previsti dalla manovra, sarà caricato sui grandi istituti e sulle compagnie assicurative.
L’imposta si applica al valore della produzione netta delle imprese, ovvero il valore aggiunto prodotto da un’azienda attraverso l’utilizzo dei fattori produttivi al netto dei costi di produzione.
Il gelo delle banche
Nessun commento per il momento dall’Abi, mentre in un'intervista a Il Sole 24 Ore, Carlo Messina, consigliere delegato e ceo di Intesa Sanpaolo, ha contestato la nuova iniziativa del governo: «Ci aspettiamo più rispetto e gioco di squadra, non vedo perché dobbiamo finire ogni giorno sui giornali come imputati». Una posizione che è sicuramente ampiamente condivisa nel mondo bancario: gli istituti di credito consideravano l’accordo raggiunto il 21 ottobre definitivo, dal momento che la trattativa non si era svolta solo con il governo, ma con le forze di maggioranza. L’accordo era stato accettato con poca convinzione da parte delle banche: «Non siamo contenti», si erano lasciati sfuggire a denti stretti in diverse occasioni i protagonisti della trattativa. Perciò adesso rimettere in discussione un accordo raggiunto, e mal digerito, risulta ancora più odioso, soprattutto in un clima che ha visto più volte negli ultimi mesi le banche oggetto di accuse e minacce da parte di diversi esponenti della maggioranza, e anche del governo. Sembra difficile che, a queste condizioni, possa essere modificato l’accordo precedente, anche se le banche certo non si sottrarranno al pagamento di maggiori imposte, se la legge di Bilancio dovesse prevederlo.
Escluse dall’aumento le piccole banche
Nessun aumento, invece, per le piccole banche, che non pagheranno neanche i due punti in più previsti inizialmente, ma continueranno a versare la stessa Irap che pagano oggi.