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Inchiesta Mps-Mediobanca, la difesa: noi corretti, rispettate nell’operazione le regole del mercato

LUIGI LOVAGLIO CEO MPS 

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Caltagirone, Milleri e Lovaglio sono tutti uniti nel rispedire le accuse al mittente “Forniremo piena collaborazione all’autorità giudiziaria”
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Tutti gli accusati di un “piano occulto” nel risiko bancario che ha ridisegnato la geografia della finanza italiana si difendono e respingono le contestazioni. Il Monte dei Paschi affida a una nota la conferma di aver ricevuto la notifica del decreto di perquisizione da parte della procura di Milano e dell’avviso di garanzia all’amministratore delegato, Luigi Lovaglio. E afferma di essere «confidente di poter fornire tutti gli elementi a chiarimento della correttezza del proprio operato», nella «piena fiducia nelle autorità competenti».

Ambienti vicini alla banca senese ricordano che l’ad Lovaglio in passato aveva più volte dichiarato, anche in occasioni pubbliche, che l’operazione Mediobanca era una delle tre opzioni presentate al ministro dell’…

Tutti gli accusati di un “piano occulto” nel risiko bancario che ha ridisegnato la geografia della finanza italiana si difendono e respingono le contestazioni. Il Monte dei Paschi affida a una nota la conferma di aver ricevuto la notifica del decreto di perquisizione da parte della procura di Milano e dell’avviso di garanzia all’amministratore delegato, Luigi Lovaglio. E afferma di essere «confidente di poter fornire tutti gli elementi a chiarimento della correttezza del proprio operato», nella «piena fiducia nelle autorità competenti».

Ambienti vicini alla banca senese ricordano che l’ad Lovaglio in passato aveva più volte dichiarato, anche in occasioni pubbliche, che l’operazione Mediobanca era una delle tre opzioni presentate al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e all’allora direttore generale del Tesoro, Alessandro Rivera. E già subito dopo la chiusura dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi del Monte: era il novembre 2022, quindi – rimarcano – in tempi non sospetti, quando gli altri due attuali azionisti di Montepaschi – Caltagirone e Delfin – non erano nemmeno all’orizzonte.

Dello stesso tenore la nota del gruppo Caltagirone, «certo dell’assoluta correttezza dell’operato dei suoi esponenti, che hanno costantemente agito nel rispetto delle regole che governano il mercato, rapportandosi con trasparenza con tutte le Autorità di vigilanza». E si dichiara pronto a «fornire piena collaborazione», confermando «piena fiducia nell’operato dell’autorità giudiziaria».

Anche Delfin, la holding che fa capo alla famiglia Del Vecchio, della quale Francesco Milleri è presidente, respinge ufficialmente le accuse. Con una nota in cui si sottolinea che è «il consiglio di amministrazione all’unanimità» che dichiara «la totale estraneità dei propri membri ai fatti contestati e di aver sempre agito nel pieno rispetto delle regole del mercato e delle normative vigenti». E «si dice certo che l’indagine in corso dimostrerà l’infondatezza e l’insussistenza della provvisoria contestazione».

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