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Burocrazia, semplificazioni ridondanti e a portata limitata. “Il percorso è ancora lungo”

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Il numero maggiore di interventi degli ultimi quattro anni riguarda l’energia e le rinnovabili (165 su 357). C’è il rischio che nuove norme siano ulteriore fonte di complicazioni
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Semplificare la burocrazia italiana è essenziale per rendere l’Italia un Paese dove è più facile fare attività d’impresa. Negli scorsi anni, anche per rispettare gli impegni del Pnrr, sono state adottate diverse misure in tal senso. Per illustrarle, a inizio ottobre è stato attivato il portale Italia Semplice, dove sono descritte 357 procedure semplificate tra il 2020 e il 2024.

Cosa è stato fatto

Le 357 procedure interessano undici settori (Fig. 1). Il principale è “Energia e fonti rinnovabili”, con 165 procedure (46% del totale). Seguono “Attività produttive” (14%) e “Ambiente” (11%); gli altri settori hanno quote più piccole, simili tra loro. Secondo il governo, 251 (70%) beneficiano le imprese, 81 (23%) i cittadini e 25 (7%) entrambe le categorie. Il 62% delle norme risale al 2024, il 12% al 2023 e il 4% al 2022; circa il 20% delle semplificazioni è stato introdotto da Governi precedenti, nel 2020-21.

Visto l’elevat…

Semplificare la burocrazia italiana è essenziale per rendere l’Italia un Paese dove è più facile fare attività d’impresa. Negli scorsi anni, anche per rispettare gli impegni del Pnrr, sono state adottate diverse misure in tal senso. Per illustrarle, a inizio ottobre è stato attivato il portale Italia Semplice, dove sono descritte 357 procedure semplificate tra il 2020 e il 2024.

Cosa è stato fatto

Le 357 procedure interessano undici settori (Fig. 1). Il principale è “Energia e fonti rinnovabili”, con 165 procedure (46% del totale). Seguono “Attività produttive” (14%) e “Ambiente” (11%); gli altri settori hanno quote più piccole, simili tra loro. Secondo il governo, 251 (70%) beneficiano le imprese, 81 (23%) i cittadini e 25 (7%) entrambe le categorie. Il 62% delle norme risale al 2024, il 12% al 2023 e il 4% al 2022; circa il 20% delle semplificazioni è stato introdotto da Governi precedenti, nel 2020-21.

Visto l’elevato numero delle procedure in questione, per valutare la portata dell’intervento l’Osservatorio ha seguito un approccio campionario, estraendo casualmente un campione di 55 procedure, il 15% del totale, mantenendo le proporzioni tra settori.

Meno di 357 semplificazioni effettive

Dall’analisi emergono alcune considerazioni. Innanzitutto, le semplificazioni effettive sono molte meno di 357. Questo perché alcune, pur essendo identiche tra loro, vengono conteggiate più volte poiché applicate a casi diversi. Escludendo le duplicazioni contenute nel campione, il numero scende a 196, il 45% in meno. Probabilmente il numero effettivo è ancora più basso, visto che tra le non estratte è possibile ci siano altre procedure conteggiate più volte.

Inoltre, non è detto che tutte queste procedure siano nei fatti delle semplificazioni. Vista l’elevata quantità di norme già esistenti e la complessità delle materie, una delle maggiori difficoltà del semplificare è che le nuove leggi non siano contraddittorie né con leggi precedenti né con sé stesse, altrimenti si crea ulteriore confusione.

Il caso controverso delle rinnovabili

Per esempio, la maggioranza delle semplificazioni nella categoria “energia e fonti rinnovabili” è contenuta in un’unica legge (il cosiddetto Testo Unico delle Rinnovabili), che è stata oggetto di diverse critiche. Nonostante l’obiettivo fosse di semplificare, sembra che le norme siano state scritte in maniera contraddittoria e alcune complichino ulteriormente la situazione.

Un caso eclatante è l’introduzione per alcuni interventi del “regime di attività libera”, il quale presuppone che non siano necessarie autorizzazioni edilizie (quarto punto della categoria “Energia e fonti rinnovabili” in Appendice). Tuttavia, la stessa legge prevede che per tutti i regimi resti comunque necessario il “titolo edilizio necessario alla realizzazione delle costruzioni e delle opere edilizie costituenti opere connesse o infrastrutture indispensabili alla costruzione e all’esercizio degli impianti”. Si è quindi creata un’ulteriore complicazione: da una parte si dice che certi interventi sono liberi, da un’altra che serve comunque l’autorizzazione.

Interventi a portata limitata

Alcune delle semplificazioni introdotte, pur utili, hanno una portata limitata: per esempio, la procedura estratta per la categoria “Turismo” e una delle estratte in “Attività produttive” consistono in un semplice aggiornamento di moduli; quella estratta in “Anagrafe e Stato civile” riguarda un ambito molto ristretto come la richiesta di un certificato per la candidatura alle elezioni.

Nelle semplificazioni emerge poi un frequente ricorso al meccanismo del silenzio assenso, che spesso è inefficace, perché alle imprese interessate serve un documento che certifichi che la PA non ha risposto entro il termine. Imporre alle imprese di richiedere tale documento, come fatto in alcuni casi, non fa altro che introdurre un nuovo tempo di attesa. Per ovviare a questo problema sarebbe necessario prevedere una comunicazione automatica, via email, dell’avvenuto passaggio della scadenza prevista.

Ancora molto il lavoro da fare

Il fatto che le semplificazioni introdotte abbiano una portata inferiore a quanto suggerito dal loro numero è confermato dal limitato riscontro che esse hanno avuto da parte delle associazioni di categoria. A eccezione di quanto sopra indicato, l’Osservatorio non ha trovato commenti da parte di tali associazioni o dei media sulle semplificazioni estratte e in generale sul processo di semplificazione del Governo. Questo probabilmente perché le cose da snellire sono ancora tante: per esempio, nonostante la procedura per attivare 45 tipi di attività artigiane ora sia più semplice, rimane comunque colma di adempimenti.

Inoltre, occorre anche evitare che con una mano si semplifichi e con l’altra si complichi. Tanto per citare un esempio, negli ultimi sei mesi ci sono stati tre provvedimenti sul trattamento fiscale delle spese di trasferta (ossia i costi per viaggi di lavoro), con aspetti tra loro contrastanti.

Ciò detto, qualcosa è stato fatto, e sembra che ci sia l’intenzione di snellire ulteriormente l’apparato burocratico; un processo di tale complessità ha senz’altro bisogno di tempo.

Cosa si prevede verrà fatto

Sono in corso diverse ulteriori iniziative in materia di semplificazioni.

  • È stata pubblicata il 10 novembre in Gazzetta Ufficiale una legge (la 157/2025) che obbliga il Governo a presentare alle Camere entro il 30 giugno di ogni anno un disegno di legge annuale di semplificazione normativa. Inoltre, la legge delega il Governo a semplificare molte normative; gli obiettivi principali sono: per l’istruzione, riassettare le norme sul personale scolastico e semplificare gli oneri amministrativi delle scuole, entro 18 mesi; in materia di disabilità, realizzare un codice che coordini i sistemi di accertamento dell’invalidità e semplifichi alcune procedure, entro 12 mesi; per gli affari esteri, realizzare un testo unico entro 12 mesi; per università e ricerca, razionalizzare l’assetto organizzativo delle università, tra cui borse di studio e alloggi, e snellire le procedure di reclutamento di professori e ricercatori, entro 18 mesi.
  • È stato approvato il 26 novembre un disegno di legge (Atto n. 2655 alla Camera) contenente nuove semplificazioni, tra cui la riduzione da 12 a 6 mesi del termine entro il quale la PA può annullare d’ufficio autorizzazioni o attribuzioni di vantaggi economici, la riduzione del termine per il rilascio del nullaosta per il permesso di lavoro dei lavoratori partecipanti a programmi di formazione e dei lavoratori altamente qualificati (Carta Blu UE) da 90 a 30 giorni, l’introduzione di semplificazioni edilizie per ristrutturazione o creazione di alloggi destinati ai lavoratori turistici e l’ampliamento dei servizi erogabili dalle farmacie.
  • Il Ministro Zangrillo ha infine annunciato che verrà presentato al Parlamento un altro disegno di legge contenente ulteriori semplificazioni.
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