La Svizzera rivaluta il reddito di cittadinanza. Duemila franchi mensili a tutti
di Franco ZantonelliIn Svizzera torna d’attualità il reddito di cittadinanza, grazie a una proposta messa a punto da due accademici del Politecnico di Zurigo, la matematica Marina Meister e l’economista aziendale Daniel Traub. I ricercatori sono convinti di poter garantire a ogni svizzero, indipendentemente dal fatto che lavori, sia disoccupato o in pensione, un reddito di 2000 franchi mensili. Somma che scenderebbe a 700 franchi per i minorenni.
Una pioggia di soldi che comporterebbe un esborso di 70 miliardi all’anno per un Paese nel quale, nel 2024, il salario medio era di 7024 franchi mensili (oltre 7500 euro), ma in cui la vita è carissima, a causa in particolare delle spese per la sanità, in mano ad assicuratori privati, e per gli affitti.
Una propo…
In Svizzera torna d’attualità il reddito di cittadinanza, grazie a una proposta messa a punto da due accademici del Politecnico di Zurigo, la matematica Marina Meister e l’economista aziendale Daniel Traub. I ricercatori sono convinti di poter garantire a ogni svizzero, indipendentemente dal fatto che lavori, sia disoccupato o in pensione, un reddito di 2000 franchi mensili. Somma che scenderebbe a 700 franchi per i minorenni.
Una pioggia di soldi che comporterebbe un esborso di 70 miliardi all’anno per un Paese nel quale, nel 2024, il salario medio era di 7024 franchi mensili (oltre 7500 euro), ma in cui la vita è carissima, a causa in particolare delle spese per la sanità, in mano ad assicuratori privati, e per gli affitti.
Una proposta già bocciata due volte alle urne
Il reddito di cittadinanza – o meglio, il reddito base – andrebbe a sostituire tutte le rendite e indennità, come riporta scrive il portale Ticinonline. La proposta di un reddito per tutti è stata già bocciata due volte nelle urne elvetiche, ma è possibile i cittadini tornino a votare una terza volta, visto che l’idea pare piaccia a socialisti e liberali.
Secondo quanto afferma il quotidiano Tages Anzeiger di Zurigo, questa terza proposta è stata concepita anche per il timore dell’ondata dell’intelligenza artificiale. “Senza una riforma strutturale dell’attuale sistema di assicurazioni sociali, l’impatto dell’intelligenza artificiale sul mercato del lavoro aumenterebbe la disoccupazione e il numero di fallimenti aziendali, con ricadute negative anche per le attività finanziarie e i rendimenti delle casse pensioni, che dovrebbero perciò ridurre le rendite pensionistiche a discapito di numerosi anziani”, spiega Sergio Rossi, professore ordinario di macroeconomia ed economia monetaria all’Università di Friburgo.
Saranno i lavoratori a pagare il reddito base
“L’iniziativa per il reddito di base ha due obiettivi: semplificare l’attuale sistema di assicurazioni sociali in Svizzera, ormai vetusto e costoso sul piano burocratico, e fare in modo che tutta la popolazione possa ricevere un reddito di base per vivere”, prosegue l’esperto.
Resta da capire come finanziare questo sistema di reddito di base, che come detto ha un costo stimato in 70 miliardi di franchi annui. “Il finanziamento è basato sul prelievo di un’imposta del 40% sugli stipendi, ma con un tetto di 2000 franchi mensili per ciascun lavoratore. I benefici di questo prelievo fiscale ne supererebbero i costi, nella misura in cui le persone meno benestanti avrebbero una maggiore capacità di spesa, che sosterrebbe le attività economiche legate al territorio, con un evidente aumento del prodotto interno lordo e dell’occupazione”.
Secondo il Tages Anzeiger, che smorza l’entusiasmo per questa versione 2.0 del reddito di cittadinanza svizzero, “nessuno può oggi prevedere in modo affidabile le conseguenze e le sfide di una rivoluzione dell'intelligenza artificiale. Quindi è anche incerto se un reddito di cittadinanza rappresenti una risposta praticabile”.