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Il fondo saudita Pif vicino all’ingresso nel mondo Leonardo

Il CEO di Leonardo Roberto Cingolani presenta il ‘Michelangelo Project - The Security Dome’ presso le Officine Farneto Roma 27 novembre 2025 ANSA/FABIO CIMAGLIA (NPK)  (ansa)

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L’unità di business che piace agli arabi impiega circa 4mila persone in quattro stabilimenti italiani, da Grottaglie a Pomigliano d’Arco
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MILANO – Il fondo sovrano dell’Arabia Saudita Pif è in trattative avanzate per investire nella divisione aerostrutture di Leonardo. Lo ha riferito l’agenzia Bloomberg, aggiungendo che dovrebbe prendere forma una divisione globale per i lavori aerostrutturali, con la possibilità di uno stabilimento in Arabia Saudita.

Le trattative potrebbero essere accelerate in vista dell’incontro, il 3 dicembre, tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il principe saudita, Mohammed bin Salman, in occasione del Consiglio di cooperazione del Golfo. Potrebbe quindi presto nascere una joint venture tra Leonardo e Pif, fondo sovrano con attività per oltre 900 miliardi di dollari e alla ricerca di una diversificazione degli investimenti rispetto al tradizionale business petrolifero.

MILANO – Il fondo sovrano dell’Arabia Saudita Pif è in trattative avanzate per investire nella divisione aerostrutture di Leonardo. Lo ha riferito l’agenzia Bloomberg, aggiungendo che dovrebbe prendere forma una divisione globale per i lavori aerostrutturali, con la possibilità di uno stabilimento in Arabia Saudita.

Le trattative potrebbero essere accelerate in vista dell’incontro, il 3 dicembre, tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il principe saudita, Mohammed bin Salman, in occasione del Consiglio di cooperazione del Golfo. Potrebbe quindi presto nascere una joint venture tra Leonardo e Pif, fondo sovrano con attività per oltre 900 miliardi di dollari e alla ricerca di una diversificazione degli investimenti rispetto al tradizionale business petrolifero.

All’inizio di novembre, del resto, nella presentazione dei risultati dei primi nove mesi del 2025, la ex Finmeccanica, partecipata al 30,2% dal ministero dell’Economia, aveva confermato l’obiettivo di arrivare a definire un accordo di partnership entro l’anno con un investitore per la divisione aerostrutture.

Intanto, nei primi nove mesi dell’anno, l’unità di business, che negli ultimi anni ha fortemente risentito della crisi del colosso Boeing di cui è fornitrice, ha registrato ricavi per 510 milioni (508 nello stesso periodo del 2024) e un ebita (utile prima di interessi, tasse e ammortamenti) negativo per 135 milioni (-129 milioni nei primi nove mesi del 2024). Gli ordini risultavano però in aumento da 571 a 789 milioni proprio grazie alla ripresa di quelli relativi alle fusoliere Boeing (come da relazione di Leonardo sui nove mesi).

Un anno fa, incontrando le organizzazioni sindacali, l’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, aveva escluso la possibilità di dismettere la divisione aerostrutture, che impiega circa 4mila persone in quattro stabilimenti italiani (il polo aeronautico di Grottaglie, Foggia, Nola e Pomigliano d’Arco), chiarendo però che si puntava a «individuare nuove opportunità di business funzionali all’integrazione della produzione, da realizzarsi anche attraverso eventuali alleanze strategiche, anche internazionali». L’idea dell’ingresso di un fondo, tuttavia, non sembra incontrare il favore dei sindacati. Di recente la Fiom Cgil ha auspicato che la business unit aerostrutture possa restare «nel perimetro della One Company, scongiurando partnership o joint venture con fondi finanziari».

Da quando c’è Cingolani alla guida (maggio 2023), la ex Finmeccanica tende a espandersi attraverso le joint venture. Per esempio, ha dichiarato lo stesso ad, «non avevamo i droni e stiamo ora cominciando a farli con una joint venture internazionale (con la turca Baykar, ndr); abbiamo fatto un’altra jv con partner giapponesi e inglesi per il caccia Gcap di sesta generazione; abbiamo costruito una jv con i nostri colleghi francesi per lo spazio e per i satelliti. Laddove non si arriva da soli, è inutile tentare di fare cose approssimative, si fanno delle grandi alleanze industriali».

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