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Mps-Mediobanca, le opposizioni alzano il tiro sul governo: “Stop alle norme sui patti occulti”

(ansa)

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Il Pd chiede di ritirare la disposizione che “allenta le regole sul concerto tra azionisti”. Fonti Mef: “Sono in linea con le direttive Ue”
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ROMA - Non solo l’informativa urgente di Giancarlo Giorgetti in Parlamento. I nuovi elementi sul Mef che emergono dalle carte dell’inchiesta sulla scalata di Mps a Mediobanca spingono il Pd ad alzare il pressing sul governo. Un’altra richiesta è già pronta. Recita così: via la norma che ha riscritto la definizione di “persone che agiscono di concerto”. Nel mirino dei dem finisce la riforma del Testo unico della finanza che “allenta le regole per accertare il concerto tra soci nelle operazioni di mercato”.

La questione è solo apparentemente tecnica: il passaggio dalle presunzioni assolute a quelle relative permetterà ai soci, per la prima volta, di dimostrare che non esiste un’azione coordinata. Di fatto gli interessati potranno fornire una prova contraria, un’opzione che oggi non è ammessa. E questo - denunciano i dem - ridurrà anche le tutele per gli azionisti di minoranza, oltre “a indebolire la capacità di vigilanza delle autorità”.

ROMA - Non solo l’informativa urgente di Giancarlo Giorgetti in Parlamento. I nuovi elementi sul Mef che emergono dalle carte dell’inchiesta sulla scalata di Mps a Mediobanca spingono il Pd ad alzare il pressing sul governo. Un’altra richiesta è già pronta. Recita così: via la norma che ha riscritto la definizione di “persone che agiscono di concerto”. Nel mirino dei dem finisce la riforma del Testo unico della finanza che “allenta le regole per accertare il concerto tra soci nelle operazioni di mercato”.

La questione è solo apparentemente tecnica: il passaggio dalle presunzioni assolute a quelle relative permetterà ai soci, per la prima volta, di dimostrare che non esiste un’azione coordinata. Di fatto gli interessati potranno fornire una prova contraria, un’opzione che oggi non è ammessa. E questo - denunciano i dem - ridurrà anche le tutele per gli azionisti di minoranza, oltre “a indebolire la capacità di vigilanza delle autorità”.

Le nuove regole entreranno in vigore solo dopo l’approvazione definitiva del decreto legislativo che le contiene, ma per il partito guidato da Elly Schlein è la prova di un certo modo di fare dell’esecutivo. “Significa rendere più difficile individuare accordi occulti”, scrivono in una nota il responsabile economico del partito, Antonio Misiani, insieme a Cristina Tajani e Virginio Merola, capigruppo nelle commissioni Finanze di Senato e Camera.

Dal canto loro, fonti del Mef precisano che la riforma del Tuf “si è limitata ad allineare la disciplina” alla direttiva Ue sulle Opa, “in linea con i principali ordinamenti europei”. E sull’impatto delle nuove norme aggiungono che “il passaggio al nuovo sistema garantisce il pieno mantenimento dei livelli attuali di tutela degli investitori diversi dalle parti che agiscono di concerto”.

A incalzare il governo sono anche i 5 stelle. Lo fanno con il senatore Mario Turco: “Pretendiamo - dice - risposte immediate alle nostre interrogazioni e chiediamo che la commissione d’inchiesta sulle banche dedichi priorità assoluta a questa vicenda”. Gli attacchi vengono rigettati dall’esecutivo. Il vicepremier Antonio Tajani esprime “massima fiducia nel ministro Giorgetti” che - sottolinea - “si è sempre comportato correttamente”. Mentre all’assemblea del partito, il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi punta il dito contro “le strumentalizzazioni dell’opposizione” nei confronti del titolare del Tesoro.

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