MILANO – Più di 500 impianti, tra eolico e fotovoltaico, sparsi lungo la Penisola si sono aggiudicati i gigawatt di potenza messi al bando dal Gse, il gestore dei servizi energetici guidato da Vinicio Vigilante. Numeri alla mano, il mercato sta prendendo dimestichezza con lo strumento delle aste e lo sta apprezzando.
Metà delle richieste del fotovoltaico ha vinto il bando
I risultati definitivi del primo bando del Fer X – detto Transitorio, entrerà a regime l’anno prossimo – attestano il fermento del settore delle rinnovabili, in particolare del solare per cui sono stati assegnati circa 7,7 GW a 474 impianti, a fronte di 818 richieste e di un contingente massimo disponibile di 8 GW. La forte domanda ha permesso di ridurre il prezzo di aggiudicazione medio ponderato a 56,825 euro al megawattora, il 37,34% in meno rispetto al prezzo di esercizio superiore, che corrispondeva alla base d’asta.
Come funziona l’asta del Fer X Transitorio
È bene ricordare che le offerte per questo tipo di me…
MILANO – Più di 500 impianti, tra eolico e fotovoltaico, sparsi lungo la Penisola si sono aggiudicati i gigawatt di potenza messi al bando dal Gse, il gestore dei servizi energetici guidato da Vinicio Vigilante. Numeri alla mano, il mercato sta prendendo dimestichezza con lo strumento delle aste e lo sta apprezzando.
Metà delle richieste del fotovoltaico ha vinto il bando
I risultati definitivi del primo bando del Fer X – detto Transitorio, entrerà a regime l’anno prossimo – attestano il fermento del settore delle rinnovabili, in particolare del solare per cui sono stati assegnati circa 7,7 GW a 474 impianti, a fronte di 818 richieste e di un contingente massimo disponibile di 8 GW. La forte domanda ha permesso di ridurre il prezzo di aggiudicazione medio ponderato a 56,825 euro al megawattora, il 37,34% in meno rispetto al prezzo di esercizio superiore, che corrispondeva alla base d’asta.
Come funziona l’asta del Fer X Transitorio
È bene ricordare che le offerte per questo tipo di meccanismi vengono formulate indicando un ribasso rispetto al prezzo di esercizio superiore, ovvero il livello base indicato nel bando. Chi presenta l’offerta più competitiva vice e si assicura un prezzo stabile per 20 anni.
Il Gse, infatti, siglerà i cosiddetti contratti a due vie con i produttori aggiudicatari per coprire le eventuali variazioni tra il prezzo di mercato e quello di esercizio. Quando il primo è superiore al secondo, la società controllata dal Mef incasserà la differenza, quando sarà inferiore sarà lei a versare la differenza.
Nessuna candidatura per l’idroelettrico
Anche il settore dell’eolico emerge vittorioso dagli esiti dell’asta, battendo gli obiettivi fissati dal Gse con circa 940 MW assegnati a 29 siti, concentrati nelle regioni del sud e in Sicilia. In questo caso il ribasso è stato di quasi il 20%, portando il prezzo medio a 72,851 €/MWh.
Il decreto prevedeva anche gli impianti idroelettrici e quelli dei gas residuati dai processi di depurazione, i cosiddetti biogas. Ma nessuna candidatura è stata presentata nella finestra dedicata alle manifestazioni di interesse, per cui il gestore non ha aperto la gara per queste due tecnologie.
Per il fotovoltaico tutte nuove costruzioni, con un’unica eccezione
Tornando al fotovoltaico, dai numeri emerge come una buona fetta dei proponenti sia rimasta a bocca asciutta: delle 818 richieste inviate (oltre 10 GW), solo 474 sono state effettivamente ammesse (7,7 GW), mentre 40 sono state escluse (200 MW) per motivi legati alla documentazione allegata alla domanda, 232 sono risultati idonee ma non hanno raggiunto una posizione sufficiente in graduatoria (1,4 GW) e in 72 casi i produttori hanno rinunciato (745 MW), per poi presentare manifestazioni di interesse per il bando Fer X Nzia (dedicato agli impianti privi di componenti Made in China) o perché erano risultati vincitori in una misura di sviluppo dell’agrivoltaico.
Gli interventi ammessi alla gara sono tutti per nuove costruzioni, a eccezione di un unico potenziamento previsto per il sito di Ki Italia a Palmanova, in provincia di Udine. Per gli impianti eolici, invece, un terzo delle richieste andate a buon fine è relativo a interventi di rifacimento integrale, in termini di potenza pari a oltre la metà del totale ammesso.
I prossimi passi
Per i vincitori adesso inizia il conto alla rovescia. Da oggi decorrono i 36 mesi per l’entrata in esercizio degli impianti, come prevede il decreto. I produttori dovranno poi presentare la richiesta di accesso al meccanismo di supporto tramite il Portale Fer X entro 90 giorni solari dalla data di entrata in esercizio, “pena la perdita del diritto al riconoscimento del prezzo di aggiudicazione, la decadenza dalla graduatoria e l’escussione della cauzione”, spiega il gestore. Nel caso di impianti in esercizio il termine di 90 giorni decorrerà da quando sarà disponibile il portale.